Wise Society : Cammino dei Briganti, a piedi fra Abruzzo e Lazio: percorso e difficoltà

Cammino dei Briganti, a piedi fra Abruzzo e Lazio: percorso e difficoltà

di
21 Luglio 2026

Il Cammino dei Briganti è uno dei percorsi più autentici dell’Italia centrale: non è tecnicamente difficile, ma richiede consapevolezza, preparazione e capacità di gestione dello sforzo. Se affrontato con il giusto approccio, offre un’esperienza intensa e diversa dai cammini più turistici

Il Cammino dei Briganti è un itinerario ad anello di 108 km tra Abruzzo e Lazio, con partenza e arrivo a Sante Marie, piccolo comune montano della provincia dell’Aquila, a circa 850 metri di altitudine. Si sviluppa a quote medie, tra gli 800 e i 1300 metri, ed è percorribile generalmente in 5–7 giorni, ma può essere adattato anche a versioni più brevi, aumentando però in questo caso intensità e fatica. È un trekking di difficoltà media, adatto a chi ha un minimo di allenamento e vuole vivere un’esperienza autentica tra natura, storia e borghi poco turistici. Scopriamo le tappe e cosa vedere lungo il percorso.

Cammino dei briganti

Foto Shutterstock

Le tappe del Cammino dei Briganti

Tra i cammini d’Italia non è fra i più noti, eppure racchiude un’incredibile bellezza naturalistica, storica e culturale. Il percorso dei briganti attraversa infatti un territorio che è storicamente poco abitato e fuori dai soliti circuiti turistici, tra la Marsica abruzzese e il Cicolano laziale. Si sviluppa su sentieri, mulattiere e strade sterrate, attraversando un territorio di confine, oggi tra Abruzzo e Lazio, un tempo tra Stato Pontificio e Regno Borbonico. Questo non è solo un dettaglio geografico: il cammino segue le stesse vie che i briganti utilizzavano per spostarsi rapidamente tra i due Stati, evitando il controllo militare. Camminando su queste mulattiere si percepisce la strategia e la vita di questi fuorilegge, fatta di fughe, nascondigli e movimenti tattici tra valli e montagne. Conoscere questo contesto storico trasforma il percorso da semplice trekking a esperienza immersiva nella storia, facendo capire perché certe strade attraversano zone isolate, boschi e crinali, proprio come accadeva 150 anni fa.

Le tappe classiche del Cammino dei Briganti sono sette, con lunghezze che variano tra 12 e 18 km e dislivelli medi di 400-700 metri al giorno, con alcune varianti più impegnative.

La difficoltà reale non risiede tanto nella singola giornata, quanto nella ripetizione dello sforzo e nella gestione delle energie: ad esempio, la tratta tra Nesce e le zone verso il Monte Velino può sembrare semplice sulla carta, ma diventa impegnativa per esposizione, lunghezza e condizioni climatiche, soprattutto se affrontata con caldo o stanchezza accumulata.

Qui di seguito trovi, elencate, le tappe del Cammino dei Briganti e nei paragrafi successivi le caratteristiche di ciascuna tratta.

  • Tappa 1: da Sante Marie a Santo Stefano
  • Tappa 2: da Santo Stefano a Nesce
  • Tappa 3: da Nesce a Corvaro
  • Tappa 4: da Corvaro a Cartore
  • Tappa 5: da Cartore a Rosciolo dei Marsi fino a Massa d’Albe
  • Tappa 6: da Massa d’Albe a Magliano de’ Marsi fino a Casale Le Crete
  • Tappa 7: da Casale Le Crete a Sante Marie

Tappa 1: da Sante Marie a Santo Stefano

  • Distanza: 6 km
  • Tempo di percorrenza: 3 ore
  • Dislivello: +380 m / -160 m

Questa è la tappa più breve dell’intero Cammino dei Briganti ed è stata pensata per chi arriva a Sante Marie nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio. Prima della partenza è possibile ritirare il salvacondotto presso il municipio o i punti convenzionati del paese, documento simbolico che accompagnerà i camminatori lungo tutto il percorso.

Lasciato il centro storico di Sante Marie (850 m), il sentiero si inoltra nei boschi della Marsica, attraversando un ambiente dominato da querce e faggi e offrendo i primi scorci panoramici sulla valle circostante. Il percorso sale gradualmente fino a raggiungere Santo Stefano (circa 1.050 m di quota), una piccola frazione montana immersa nel verde che conserva l’atmosfera dei borghi dell’Appennino centrale. È una tappa ideale per prendere confidenza con il ritmo del cammino senza affrontare grandi difficoltà tecniche.

Tappa 2: da Santo Stefano a Nesce

  • Distanza: 13,9 km
  • Tempo di percorrenza: 5 ore e 30 minuti
  • Dislivello: +460 m / -670 m

Questa tappa conduce nella Val de’ Varri, una delle aree più appartate e meno antropizzate dell’intero itinerario. Si tratta di una valle caratterizzata da estesi boschi, pascoli e piccoli nuclei rurali, dove il turismo di massa è praticamente assente e il paesaggio conserva un aspetto autentico.

Il sentiero segue inizialmente un percorso panoramico che supera uno spartiacque montano per poi scendere verso la Valle del Salto. Durante la discesa si aprono ampie vedute sul territorio reatino e sul lago del Salto in lontananza. L’arrivo è nel borgo medievale di Nesce (850 m), piccolo paese in pietra che mantiene l’impianto urbanistico originario e rappresenta uno degli insediamenti storici della valle.

Foto panoramica di Nesce

Nesce – Foto Shutterstock

Tappa 3: da Nesce a Corvaro

  • Distanza: 15,5 km
  • Tempo di percorrenza: 6 ore
  • Dislivello: +410 m / -380 m

Il percorso segue per un tratto il corso del fiume Salto, alternando sentieri sterrati, strade bianche e brevi attraversamenti di aree agricole. Dopo aver costeggiato il Monte Rose, il cammino raggiunge la frazione di Spedino, da cui prosegue attraverso boschi e pascoli fino a Corvaro.

Chi desidera personalizzare la tappa può scegliere alcune varianti che attraversano i borghi di Grotti e Torano, permettendo di scoprire altri piccoli centri della valle.

L’arrivo a Corvaro, nel comune di Borgorose, offre anche un importante interesse archeologico: poco fuori dal centro abitato si trova il celebre Tumulo di Corvaro, una monumentale sepoltura di epoca italica risalente tra VII e VI secolo a.C., una delle più importanti dell’Italia centrale.

Tappa 4: da Corvaro a Cartore

  • Distanza: 15,3 km
  • Tempo di percorrenza: 7 ore
  • Dislivello: +1.140 m / -1.050 m

È considerata una delle tappe più impegnative e spettacolari del Cammino dei Briganti. Il percorso entra nel cuore del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, attraversando estese faggete e ambienti d’alta quota.

La lunga salita conduce fino al suggestivo Lago della Duchessa, bacino naturale situato a circa 1.800 metri di altitudine e incastonato tra le montagne della Riserva Naturale Montagne della Duchessa. Il lago, di origine glaciale, è famoso anche per la vicenda del falso comunicato delle Brigate Rosse durante il sequestro Moro nel 1978.

Dopo aver raggiunto il lago, il sentiero scende verso Cartore (944 m), minuscolo borgo ai piedi del Monte Velino. In passato questa valle rappresentava un rifugio ideale per le bande di briganti grazie alla sua posizione isolata e alla presenza di numerosi sentieri difficili da controllare.

Lago della Duchessa lungo il Cammino dei Briganti

Lago della Duchessa – Foto Shutterstock

Tappa 5: da Cartore a Rosciolo dei Marsi fino a Massa d’Albe

  • Distanza: 15 km
  • Tempo di percorrenza: 6 ore
  • Dislivello: +505 m / -600 m

La giornata inizia con la salita verso il Passo Le Forche, ai piedi del massiccio del Monte Velino, uno dei rilievi più imponenti dell’Appennino centrale.

Scendendo sul versante marsicano si incontra uno dei gioielli artistici dell’intero cammino: la chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, splendido edificio romanico edificato tra XI e XII secolo ai piedi del Monte Velino. L’interno conserva un magnifico ambone medievale e un prezioso ciborio, considerati tra i migliori esempi di arte romanica abruzzese.

Poco dopo si attraversa Rosciolo dei Marsi, caratteristico borgo medievale dalle strette vie in pietra, prima di raggiungere Massa d’Albe, porta d’accesso all’area archeologica di Alba Fucens.

Tappa 6: da Massa d’Albe a Magliano de’ Marsi fino a Casale Le Crete

  • Distanza: 19 km
  • Tempo di percorrenza: 6 ore e 30 minuti
  • Dislivello: +250 m / -300 m

Questa è una delle tappe più ricche dal punto di vista storico. Poco dopo la partenza è possibile visitare Alba Fucens, una delle città romane meglio conservate dell’Italia centrale, fondata come colonia latina nel 303 a.C. Qui sono ancora visibili il foro, l’anfiteatro, le mura megalitiche e numerosi edifici pubblici.

Il cammino prosegue verso Magliano de’ Marsi, il centro abitato più grande attraversato dall’intero itinerario, dove è possibile trovare tutti i principali servizi.

Lasciato il paese, il percorso torna ad attraversare campagne e strade sterrate fino a raggiungere Casale Le Crete, una località rurale immersa nella tranquillità, ideale per vivere una delle esperienze più autentiche del cammino.

Alba Fucens

Alba Fucens – Foto Shutterstock

Tappa 7: da Casale Le Crete a Sante Marie

  • Distanza: 21 km
  • Tempo di percorrenza: 6 ore e 30 minuti
  • Dislivello: +570 m / -480 m

L’ultima giornata chiude l’anello del Cammino dei Briganti attraversando un paesaggio di colline, boschi e strade sterrate con ampi panorami sulla Marsica.

Il percorso passa per San Donato, raggiunge i ruderi di un antico castello medievale e attraversa le piccole località di Scanzano e Tubione, testimonianza della diffusa rete di borghi rurali che caratterizza questo territorio.

L’arrivo a Sante Marie conclude ufficialmente il cammino. Dopo aver raccolto lungo il percorso i timbri sul salvacondotto, i camminatori possono ritirare il Testimonium, l’attestato finale che certifica il completamento dell’intero anello di circa 100 chilometri. Questa tappa, pur non presentando grandi difficoltà tecniche, rappresenta un ultimo viaggio attraverso i paesaggi che per secoli offrirono rifugio ai briganti dell’Appennino centrale.

Cicolano, lungo il cammino dei briganti

Sentiero a Cicolano – Foto Shutterstock

I principali borghi lungo il Cammino dei Briganti: cosa vedere

Durante il percorso si incontrano borghi autentici e suggestivi, che rappresentano tappe naturali per soste, ristoro e pernottamenti. Tra i più significativi ci sono:

  • Sante Marie: punto di partenza e arrivo, borgo montano con atmosfere tranquille e accoglienza tipica abruzzese;
  • Nesce: piccolo villaggio immerso nei boschi, dove il silenzio e l’isolamento restituiscono l’atmosfera storica dei briganti;
  • Grotti: borgo rurale noto per la produzione di formaggi e legumi locali, con strutture ospitali per i camminatori;
  • Torano: borgo medievale con vicoli e terrazze panoramiche, perfetto per comprendere la storia locale e la vita di montagna;
  • Scurcola Marsicana: con rifugi e agriturismi, ideale per recuperare le energie prima delle ultime tappe;
  • Borgorose: ultima tappa prima del ritorno a Sante Marie, con un borgo semplice e autentico, che chiude il percorso con un contatto diretto con la vita rurale laziale.

Questi borghi non sono solo punti di sosta: ognuno segna un momento del cammino, alternando immersione nella natura a contatto con tradizioni, leggende e comunità locali, rendendo il percorso non solo fisico ma anche culturale e storico.

Cammino dei Briganti in 3 giorni o 5 giorni: quale scegliere

La difficoltà del Cammino dei Briganti è generalmente classificata come media, ma questa definizione può essere fuorviante. Benché non sia un percorso tecnico, si sviluppa su più giorni consecutivi, con una presenza costante di dislivelli e lunghi tratti isolati senza servizi.

Il vero fattore critico rimane comunque la continuità: la fatica non si percepisce subito, ma cresce progressivamente e si accumula giorno dopo giorno e nelle versioni di 3 giorni – con tappe più lunghe adatte a escursionisti allenati – la difficoltà diventa medio-alta, con percorsi che possono superare i 900–1000 metri di dislivello, che comportano un maggiore stress fisico.

La soluzione più equilibrata per chi vuole affrontare il Cammino dei Briganti è certamente quella dei 5 giorni, fatta di tappe più lunghe (da 18-25 km) ma gestibili e soprattutto di un tempo sufficiente di recupero. Insomma, ridurre i giorni in cui percorrere il cammino non migliora l’esperienza: la rende semplicemente più intensa e meno accessibile.

Parco Sirente Velino

Parco Sirente Velino – Foto Shutterstock

Dove dormire lungo il Cammino dei briganti

Se si vuole sapere dove dormire durante il Cammino dei Briganti, bisogna considerare che l’offerta è diffusa ma limitata. Lungo il percorso si trovano infatti B&B familiari, ostelli, agriturismi, con prezzi medi tra 20 e 55 € a notte, spesso con servizi dedicati ai camminatori.

L’accoglienza è semplice ma autentica, con possibilità di cena, colazione e trasporto bagagli. Prenotare in anticipo è fondamentale, soprattutto tra primavera e inizio autunno. In alternativa, è possibile affrontare il cammino in tenda, per un’esperienza più autonoma e wild.

Prepararsi al Cammino dei Briganti: errori da evitare e gestione pratica

Molte difficoltà lungo il Cammino dei Briganti derivano da valutazioni errate già in fase di pianificazione. Per affrontarlo in sicurezza e godersi l’esperienza, è importante tenere conto di diversi aspetti:

  • Distanze giornaliere: non sottovalutare i chilometri da percorrere ogni giorno; alcune tappe possono sembrare brevi sulla carta, ma diventano impegnative per dislivello e terreno.
  • Prenotazioni: organizzare in anticipo i pernotti nei B&B, ostelli o agriturismi lungo il percorso evita di ritrovarsi senza alloggio, soprattutto in alta stagione;
  • Acqua: portare sempre almeno 2 litri al giorno, perché le fonti lungo il percorso non sono sempre disponibili;
  • Segnale telefonico intermittente: in molti tratti isolati, tra boschi e crinali, il cellulare prende poco o niente; non ci si può affidare al telefono per emergenze, messaggi o navigazione;
  • Punti di ristoro limitati: bar, negozi e fontane sono rari; in alcuni tratti si cammina per ore senza possibilità di bere o acquistare cibo;
  • Autonomia: avere con sé acqua, cibo e strumenti come mappe cartacee o tracce GPS offline è indispensabile per completare le tappe in sicurezza;
  • Allenamento e resistenza: non sovrastimare le proprie capacità; la fatica si accumula giorno dopo giorno e nelle versioni più brevi del cammino le tappe diventano più lunghe e impegnative;
  • Pianificazione attenta: conoscere anticipatamente il percorso, le tappe e le risorse disponibili permette di gestire meglio il ritmo e le energie, evitando scelte sbagliate.

Come richiedere l’attestato del cammino dei briganti

Come anticipato, per richiedere l’attestato del Cammino dei Briganti, è necessario ottenere la credenziale ufficiale prima della partenza. Durante il cammino, poi, si raccolgono timbri lungo le tappe e si documenta il percorso.
Al termine, tornando a Sante Marie, si può richiedere l’attestato finale, generalmente con un contributo di 5–10 €.

Storia del cammino: chi erano davvero i briganti

Per capire il senso del cammino, bisogna andare oltre l’immaginario del fuorilegge così come lo intendiamo oggi. I briganti che si muovevano in queste zone nella seconda metà dell’Ottocento non erano semplicemente criminali: in molti casi erano contadini e pastori che si opponevano all’annessione al Regno d’Italia e alle imposizioni dei Savoia, come la leva obbligatoria.

Ed è per questo che vivevano sul confine: spostarsi tra territori diversi significava sfuggire al controllo militare. Erano gruppi clandestini, spesso violenti, coinvolti in scontri, rapimenti e riscatti, ma anche espressione di una resistenza locale. Questa ambiguità — tra ribellione e illegalità — è ancora percepibile lungo il cammino, che segue le stesse mulattiere utilizzate per nascondersi e spostarsi rapidamente.


Se vuoi saperne di più, visita il sito ufficiale del Cammino


 

© Riproduzione riservata
Altri contenuti su questi temi: , ,
Continua a leggere questo articolo:
WISE RADIO