Wise Society : Auto d’epoca elettrica: si può fare? Cosa sapere e quanto costa
SPECIALE : Mobilità sostenibile
ARTICOLI Vedi tutti >>

Auto d’epoca elettrica: si può fare? Cosa sapere e quanto costa

Andrea Ballocchi
17 Novembre 2021

È possibile pensare a un’auto d’epoca elettrica, ovvero ad automobili storiche riconvertite a livello propulsivo in un electric vehicle? Molti si ricorderanno le immagini del principe Harry e Meghan Markle, freschi sposi, allontanarsi dalla chiesa a bordo di una Jaguar E-Type riconvertita in elettrica. Ecco allora tornare la domanda sulla fattibilità di trasformazione di un’auto “vintage”: si può fare? La risposta è: sì, ma non è così low cost. Anzi: non lo è per niente. Come vedremo, le sfide e le complessità non sono poche: siamo nel mondo del Restomod, ovvero di ritorno a nuova vita di modelli che mantengono le loro forme originarie, ma al cui interno si è attuata una profonda restylizzazione.

«Sono tanti quelli che si propongono di riconvertire in elettrico veicoli d’epoca. Molti meno quelli che effettivamente sono in grado di farlo davvero», afferma Walter Vinciotti, ingegnere e amministratore delegato di Privé, società italiana specializzata in ricerca design e ingegnerizzazione di e per i veicoli elettrici. È un vero esperto in materia, a capo di una realtà che si è occupata di progetti prestigiosi per clienti del livello di Ferrari e FCA, tra gli altri. Con lui andiamo allora a scoprire se, come e a quali costi effettivi è possibile trasformare un’auto d’epoca in auto elettrica.

Auto d'epoca elettrica

Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay

Auto d’epoca elettrica: si può fare?

Quando si parla di un’auto d’epoca elettrica la prima questione essenziale è capire se tutti i veicoli possono essere oggetto di riconversione. Perché trasformare una Fiat 500 o una Jaguar non è certo la stessa cosa. Per quanto riguarda la “mitica” 500 «è stata una delle prime vetture per cui sono stati proposti kit per riconversione in elettrico, già nel 2010. Erano però kit da carrello elevatore adattati per auto». I problemi per riconvertire in elettrico sono innanzitutto meccanici: «convertire in elettrico un’auto nata come endotermica cambia drasticamente il veicolo – specifica l’ad di Privé –. Anche solo la differenza di erogazione della coppia è sensibile e causa problemi a un sistema di trasmissione come quello di una utilitaria nata per essere spinta da un motore a 500 cc. C’è poi il problema dell’alloggiamento delle batterie: dove si possono sistemare? Per non parlare di tutto quello che riguarda la distribuzione dei pesi per assicurare la giusta stabilità. Lo stesso telaio di un’utilitaria di questo genere non è adatto a gestire pesi più significativi e distribuiti in maniera differente rispetto al progetto originario».

Auto d'epoca elettrica: il motore

Foto Walter Vinciotti

Lo scoglio dell’omologazione

Una volta ristrutturata, l’auto d’epoca elettrica va omologata di nuovo. L’omologazione è il percorso attraverso cui un veicolo viene accreditato per circolare su strada. Ma è dura rispettare il cosiddetto Decreto Retrofit, ovvero il Decreto ministeriale 1° dicembre 2015, n. 219, che è molto rigoroso. «La riconversione è una pratica assai costosa. L’alternativa è rubricare la vettura come esemplare unico ma è comunque una strada irta di difficoltà e richiede costi da 15/20mila euro, lavori meccanici esclusi per fare interventi da Restomod».

L’omologazione prevede diversi passaggi: tra questi la domanda specifica di un sistema di riqualificazione elettrica – come prescrive il Decreto – da presentare presso un servizio tecnico e altre fasi tra cui spicca la richiesta di nulla osta della Casa costruttrice. Soprattutto richiede la presenza di un pacco batterie ECE R100 Rev2 che costituisce uno dei principali requisiti europei per l’omologazione di veicoli elettrici stradali.
Viene fatta con la “certificazione a esemplare unico”, secondo quanto prescritto dal Codice della Strada si permette la circolazione di un veicolo modificato divenuto “unico” del suo genere.

Auto storica elettrica: uno sfizio per ricchi?

Pensare a un’auto d’epoca elettrica su strada implica costi molto alti. «Le aziende sul mercato che propongono la realizzazione totale del veicolo totalmente riconvertito ed effettivamente circolante sono rivolte a clienti molto facoltosi che possono permettersi lo sfizio di un’auto storica elettrica», sottolinea l’ingegnere ed esperto. La sola ingegnerizzazione richiede competenze e persone dedicate per ogni dettaglio tecnico, inclusi test e prototipazione oltre poi all’acquisto delle parti necessario e il loro assemblaggio. In ogni caso ci si trova davanti a un’auto datata, in ordine di meccanica, sospensioni, trasmissione, coppie coniche ecc. Tutto questo va rinnovato completamente per sopportare il cambio e le caratteristiche di un sistema propulsivo come quello elettrico, completamente diverso da uno endotermico.

«C’è poi anche la necessità di rendere l’auto compatibile con la possibilità di ricarica elettrica non solo a casa ma anche in circolazione, ma soprattutto di fornire al proprietario dell’auto di poter contare a un’auto che possa avere anche prestazioni analoghe a quelle della vettura che ha acquistato». Tradotto in termini: l’acquirente di una Porsche vorrà guidare un’auto sportiva con tutto quello che richiede.
Questo insieme di fattori si traduce in un costo totale anche di 150/200mila euro.
Ciò pone limiti per gli acquirenti ma anche sfide non comuni alle aziende che decidono di svolgere questo tipo di lavori: «devono considerare di avere un giro di almeno un centinaio di clienti l’anno per un loro business plan efficace».

Auto d’epoca elettrica: omologazione, costi bollo auto e assicurazione

A oggi incentivi per trasformare l’auto con motore termico in un mezzo con propulsione elettrica al 100% non ce ne sono. Quello proposto in un emendamento l’anno scorso che suggeriva stanziamenti fino a 3.500 euro è rimasto lettera morta.
Le uniche pratiche incentivanti sono il bollo auto (gratuito per 5 anni come prevedono quasi tutte le regioni) e un’assicurazione auto favorevole, in quanto rubricata ancora come auto d’epoca, che presenta costi medi di 150 euro. Si può aggiungere che il “pieno elettrico” costa meno di uno a benzina o diesel. Ma può bastare a spendere così tanto per rendere un’auto d’epoca elettrica?

Andrea Ballocchi

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 946 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 643
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY