Wise Society : Assisi, cosa vedere e fare: viaggio nella città di San Francesco

Assisi, cosa vedere e fare: viaggio nella città di San Francesco

di
17 Settembre 2026
SPECIALE : Vacanze sostenibili fra natura e patrimonio culturale

Dalla Basilica del Santo all’Eremo delle Carceri, dalla Porziuncola al Monte Subasio: cosa vedere ad Assisi tra arte, spiritualità, natura, gastronomia ed eventi in occasione delle celebrazioni degli 800 anni (il 3 ottobre) dal Transito di San Francesco

Visitare Assisi significa immergersi in un luogo dove arte, storia, spiritualità e natura convivono in un equilibrio quasi sospeso, dove, nonostante la costante presenza di pellegrini e visitatori, regna sempre sovrano un silenzio quasi surreale, capace di rappacificare con sé stessi. La città umbra, patrimonio Unesco e indissolubilmente legata alle figure di San Francesco e Santa Chiara, continua ancora oggi ad attirare visitatori da tutto il mondo, affascinati da un’atmosfera che va oltre la dimensione religiosa. Un viaggio ad Assisi è infatti anche un incontro con la bellezza, con la storia e con la spiritualità e quei valori – dalla fraternità all’amore per la natura, dalla condivisione alla pace – che la figura del Poverello continua a rendere straordinariamente attuali.

Il 2026 rappresenta inoltre un anno particolarmente significativo per la città: il 3 ottobre infatti si celebrano gli 800 anni del Transito di San Francesco, il Patrono d’Italia cui è dedicata festa nazionale il 4 ottobre. Un anniversario che rende ancora più speciale visitare i luoghi simbolo della sua vita, dalla Basilica alla Porziuncola, passando per San Damiano e l’Eremo delle Carceri, e che offre l’occasione per riscoprire una città in cui patrimonio culturale e spiritualità sono profondamente intrecciati.

Basilica di San Francesco, Assisi

Basilica di San Francesco, Assisi (foto: Flora Orosz).

Cosa vedere ad Assisi: la Basilica di San Francesco e le radici della grande pittura italiana

Con la sua poderosa architettura sorretta su uno strapiombo da giganteschi contrafforti, la Basilica di San Francesco sembra quasi un edificio fortificato. Si compone di due chiese sovrapposte: quella inferiore, costruita fra 1228 e 1230, e quella superiore (1230-1253), oltre a una cripta, scavata nel 1818 per custodire la tomba del Patrono d’Italia. La basilica inferiore è un turbinio di forme e colori con alcune delle più alte testimonianze dell’arte pittorica italiana fra ‘200 e ‘300 realizzate da artisti quali Cimabue, Giotto, Lorenzetti, Simone Martini. Nell’annesso convento, da cui si innalza lo splendido campanile romanico del 1239, di grandissimo valore è il Tesoro con rari codici miniati, dipinti, reliquiari, arazzi.

Alla chiesa superiore si accede tramite un portale sormontato da un meraviglioso rosone che impreziosisce la sobria facciata a capanna. Gli interni, a una sola navata, sono un inno alla grazia gotica. Disarmante per la sua bellezza il ciclo di affreschi dedicato alla vita di Francesco dipinto da Giotto, punta di diamante di uno scrigno d’arte restaurato dopo il crollo della volta per il sisma del 1996 che comprende anche stupende opere di Cimabue, Cavallini, Torriti.

Dalla Basilica parte un sentiero di due chilometri e mezzo che conduce al cuore del cosiddetto Bosco di San Francesco, un’oasi di pace e natura in cui si incontrano anche il complesso monastico di Santa Croce risalente al ‘200 e l’opera permanente di land art formata da 160 ulivi Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto.

Assisi

Vista sulla città dalla Rocca Maggiore, con in primo piano il Duomo di San Rufino (foto: VP).

Chiese e musei di Assisi: Santa Chiara, San Rufino e il Santuario della Spoliazione

Pochi minuti a piedi dividono la basilica dalla chiesa di Santa Chiara e dal Duomo dedicato a San Rufino, patrono della città. La prima, eretta tra 1257 e 1265 in stile gotico, ha una facciata a capanna impreziosita da un magnifico rosone e da imponenti archi rampanti del 1300 incardinati da un lato nel monastero delle seguaci di Santa Chiara, le Clarisse. Nella cripta sotto l’altare maggiore le spoglie della Santa, mentre la chiesa custodisce diverse opere d’arte del ‘200 e del ‘300, come il celeberrimo Crocifisso di San Damiano che secondo la tradizione parlò a Francesco nel 1205.

San Rufino venne costruita per la prima volta nell’VIII sec. e poi rifatta nel 1140 su progetto di Giovanni da Gubbio. In stile romanico umbro, austera, con tre rosoni e tre portali, all’interno presenta rifacimenti rinascimentali. Qui si possono visitare anche Museo Diocesano e Cripta di San Rufino: il percorso espositivo attraversa il chiostro e appunto la cripta dell’XI sec., coevi alla torre campanaria. Vi sono esposti affreschi e dipinti, fra cui lo splendido Polittico di San Rufino, realizzato nel ‘400 da Nicolò Alunno, e la tavola trecentesca della Dormitio Virginis attribuita ad Andrea Di Bartolo, trafugata dalle truppe naziste nel 1944 e di recente ritrovata dai carabinieri.

Nella vicina piazza del Vescovado, si trova la chiesa di Santa Maria Maggiore, detta anche Santuario della Spoliazione, perché nella sala dell’attiguo palazzo arcivescovile San Francesco si spogliò delle vesti per indossare definitivamente il saio dei poveri. Di epoca paleocristiana, fu fino all’XI sec. cattedrale della città. La facciata è del XII sec., la parte absidale del XIII, custodisce resti di affreschi del XIV-XV sec.. La cripta risale al IX-X sec. e dà accesso ai resti di una domus romana (detta di Properzio).

Porziuncola

La Porziuncola, all’interno di Santa Maria degli Angeli (foto: VP).

Assisi francescana: San Damiano, Eremo delle Carceri e Porziuncola

La pace che si respira nella chiesa di San Damiano, immersa fra uliveti poco fuori le mura cittadine, è davvero unica. La sua esistenza fu documentata nel 1030 e dopo un periodo di abbandono venne recuperata dal Poverello che qui accolse la richiesta del Signore, tramite il Crocifisso di San Damiano, di riformare la sua Chiesa. Nel catino absidale un dipinto del ‘200 della Madonna col Bambino tra i santi Damiano e Rufino. Fanno parte del complesso anche il refettorio, l’infermieria, l’oratorio e il dormitorio dove Santa Chiara morì nel 1253.

Di grande suggestione anche l’Eremo delle carceri. Qui frate Francesco, immerso fra i boschi, si ritirava in preghiera con i suoi compagni. Si visitano la chiesa quattrocentesca, il leccio secolare su cui si narra si posarono numerosi uccelli per dialogare col Poverello, la grotta che questi usava per pregare e il convento trecentesco con annessa foresteria per i pellegrini.

Cuore del Francescanesimo è la Porziuncola, attorno alla quale è stata costruita fra 1569 e 1679 la Basilica di Santa Maria degli Angeli, 4 chilometri a valle del centro antico. Fu nella minuscola chiesa della Porziuncola che Francesco fondò nel 1209 l’Ordine dei Frati Minori e nel 1211 donò a Chiara l’abito religioso, dando di fatto inizio all’Ordine delle Povere Dame (Clarisse). In una visione del 1216 fu proprio qui che ottenne da Gesù l’Indulgenza della Porziuncola o “Perdono di Assisi”, vale a dire la remissione totale dei peccati, che ogni anno cade il 2 agosto.

Nella Cappella del Transito San Francesco morì il 3 ottobre 1226 dopo aver completato il suo Cantico delle creature lodando “Sora nostra morte corporale”. Dalla basilica si accede alla Cappella delle Rose, con affreschi del ‘500, e al Roseto, dove si narra il Poverello, preso da forti dubbi e dal rimorso del peccato, si rotolò nudo: miracolosamente, al contatto col suo corpo, tutte le rose persero le spine per non ferirlo e ancora oggi il roseto fiorisce senza alcuna spina. Nell’attiguo Museo della Porziuncola sono esposte fra le altre opere un Crocifisso di Giunta Pisano (1236), un San Francesco e Angeli (XIII sec.) del Maestro di San Francesco, una Madonna del Latte, splendida scultura in pietra policroma del 1300, e una tavola raffigurante il Poverello attribuita a Cimabue.

campagna assisana

La splendida campagna assisana, perfetta per assaporare i ritmi lenti della natura e della spiritualità francescana (foto: Edoardo Busti).

Assisi romana e medievale: rocche, resti archeologici e palazzi storici

Oltre alle chiese, Assisi è un brulicare di splendide architetture civili, resti archeologici (fondata dagli Umbri tra IX-VIII sec. a.C., divenne prima colonia, nel III sec. a.C., e poi, nel 90 a.C., importante municipio romano) e suggestive piazze. Come quelle del Vescovado e del Comune, sulla quale domina il Tempio di Minerva (I sec. a.C.), oggi trasformato in chiesa cristiana. Sotto la piazza i resti del Foro romano che comprendono, fra l’altro, il basamento del tempio e una cisterna monumentale.

Vestigia dell’antica Asisium sono anche la cisterna romana (II sec. a.C.) utilizzata come basamento per il campanile del Duomo di San Rufino, i resti dell’anfiteatro (I sec. d.C.), nel quartiere di Porta Perlici, e di una strada in basolato, in via San Rufino, oltre alle domus di Properzio, sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore, e del Lararium, sotto Palazzo Giampè.

Romane sono anche parte delle mura di cinta della città erette tra II e I sec. a.C., che insieme ai tratti medievali rendevano Assisi una cittadella difficile da espugnare. Un sistema difensivo con fulcro nelle rocche Minore e Maggiore. Quest’ultima in particolare, risalente al XII sec. anche se rifatta nel 1365 e ampliata nei secoli, domina il circondario e nei suoi suggestivi saloni ospita ricostruzioni ispirate alla vita medievale. Il tramonto visto dalla torre lascia senza fiato.

Meritano una visita anche il Museo missionario dell’Amazzonia (MUMA), con vari cimeli e un interessante percorso multimediale fra flora, fauna e cultura amazzoniche, e la Pinacoteca Comunale, ricavata nel piano nobile di Palazzo Vallemani, splendida dimora barocca dalle volte affrescate. Vi sono esposti autentici capolavori come una Maestà attribuita a Giotto e dipinti di Puccio Capanna, Ottaviano Nelli, Nicolò Alunno e Pietro Perugino. Al primo piano dello stesso edificio il Museo della Memoria è dedicato a trecento ebrei salvati durante la seconda guerra mondiale grazie al coraggio e allo spirito d’accoglienza francescana che ovunque aleggia in Assisi e che non può lasciare indifferenti, neppure i più scettici e lontani dalla fede.

Frate francescano ad Assisi

Assisi è crocevia di cammini nella natura sulle orme di Francesco (foto: Samuele Giglio).

Assisi slow: i cammini e il Parco del Monte Subasio

La città di Francesco ricade nel Parco del Monte Subasio, splendido scrigno naturalistico fra folti boschi, corsi d’acqua e profonde gole. Scenari ideali per dedicarsi a trekking, passeggiate in mountain bike e a cavallo, canyoning (in particolare nella la forra del Fosso Marchetto), e perfino parapendio, avendo come scenario tutta la Valle Umbra.

I cammini sono un’altra delle grandi attrattive di Assisi e di tutta l’Umbria. La cittadina è il cuore della Via di Francesco, itinerario che può essere percorso arrivando da nord, da Firenze, Rimini e La Verna (il monte sul quale San Francesco ricevette le stimmate), oppure da sud, da Roma, e che conduce alla tomba del Santo nella Basilica di San Francesco. Da Assisi si può inoltre proseguire verso Roma, attraversando alcuni dei luoghi più significativi della spiritualità francescana, oppure percorrere la tappa verso Foligno, passando per Spello e il Parco del Monte Subasio. Un percorso che nel 2026 assume un significato ancora più forte, nell’anno dell’ottavo centenario del Transito del Santo.

Assisi e gli 800 anni del Transito di San Francesco: un 2026 da ricordare

Il 2026 è un anno, dunque, particolarmente significativo per Assisi e per la tradizione francescana: il 3 ottobre si celebrano gli 800 anni del Transito di San Francesco, ricorrenza che porta al centro dell’attenzione i luoghi legati agli ultimi giorni della vita del Santo e, in particolare, la Cappella del Transito all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Per l’elenco completo degli eventi e delle iniziative legate alla celebrazione si può fare riferimento al sito ufficiale di Visit Assisi.

Fra gli altri eventi, che al di là delle celebrazioni del 2026, caratterizzano il calendario assisano, il Calendimaggio, una rievocazione medievale che si svolge a maggio in una “sfida cortese” fra le due fazioni cittadine che si fronteggiano nel canto, nella danza e nella musica; e poi il Palio di San Rufino, a fine agosto, coinvolgente gara tra balestrieri. Due appuntamenti di grande suggestione.

Cosa mangiare ad Assisi: vini, olio e prodotti tipici umbri

Assisi rientra nella Strada dei Vini del Cantico che ha eccellenze quali Doc Torgiano, Docg Torgiano Rosso Riserva e Doc Assisi, con tante cantine per acquisti e degustazioni. fra le altre tipicità, olio DOP Umbria Colli Assisi Spoleto, miele del Subasio, farro, legumi, tartufo, cipolla di Cannara, salumi, come il ciauscolo, e formaggi, come la caciotta al tartufo.

Da assaggiare, fra i diversi piatti tipici, la torta al testo, tipica focaccia rustica cotta su una lastra di pietra rovente (il testo), farcita con salumi locali o erba cotta, o, fra le paste fresche, gli Umbricelli (o Stringozzi) al tartufo nero oppure al rancetto, conditi con un saporito sugo di pomodoro, pancetta e pecorino. Fra i dolci, imperdibile la Rocciata, simile allo strudel ma con una sfoglia sottilissima ripiena di mele, noci, uvetta, pinoli e spezie.

Il centro benessere del Nun Spa Museum

Il centro benessere del Nun Spa Museum, ricavato nell’area dell’antico anfiteatro romano fra reperti archeologici, cisterne e colonne del I-II sec. a.C. (foto: courtesy Nun Spa Museum).

Dove dormire e mangiare ad Assisi: scelti per voi

Nun Assisi Relais & Spa Museum: affreschi e design convivono magnificamente nelle 18 suite ricavate nelle celle dell’ex monastero di Santa Caterina. Il centro benessere Nun Spa Museum si trova nell’area dell’antico anfiteatro romano fra reperti archeologici, cisterne e colonne del I-II sec. a.C. Ottimo il ristorante.
Via Eremo delle Carceri 1A (Piazza Giacomo Matteotti), 075/8155150, nunassisi.com.

La Locanda del Cardinale: l’ambiente è di grande suggestione. Sotto gli archi di una casa medievale le trasparenze del pavimento mostrano i mosaici di una domus romana, mentre al piano nobile i tavoli sono disposti sotto volte affrescate del ‘500. Fra i piatti da non perdere, la scaloppa di baccalà in olio cottura con roveja (piselli di Cascia) con una spuma di caffè e ricci di mare e il piccione farcito con castagne e salsa di bruschetta all’olio nuovo.

Vincenzo Petraglia

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