Wise Society : “Antiruggine”: un laboratorio per rompere le regole dell’arte
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“Antiruggine”: un laboratorio per rompere le regole dell’arte

Un ex capannone industriale a Castelfranco Veneto, è stato trasformato da Mario Brunello in un luogo dedicato alle contaminazioni artistiche: dalla musica alla fotografia, dal cinema al teatro. Senza programmi fissi e senza vincoli. Per lasciare spazio all'energia creativa

Sebastiano Guanziroli
6 luglio 2011

violoncellista viaggi e natura silenzio natura musica colta Mario Brunello condivisione ascoltoA Mario Brunello piace scardinare le regole della musica. Per farlo, quale luogo migliore di un ex fabbrica in cui si lavorava il ferro? Un posto dove possa essere più stridente il contrasto tra l’armonia musicale e i rumori dell’industria siderurgica? Brunello l’ha trovato a Castelfranco Veneto, la sua città, e ribattezzato Antiruggine. Come l’antiruggine toglie le incrostazioni dal ferro, così la musica dovrebbe togliere quelle mentali.

Sotto il capannone vige la regola della contaminazione tra le più differenti espressioni dell’arte, con l’obiettivo di aprire il pubblico a una diversa idea di performance artistica, molto più libera di quella sempre un po’ ingessata delle sedi più istituzionali. Non c’è un calendario fisso, ci si affida soprattutto agli artisti di passaggio. All’Antiruggine si fondono musica e letteratura, cinema e poesia, arte figurativa e paesaggio, si abbattono le barriere che dividono gli uomini dal sapere e ciascun sapere dall’altro. Un esempio? La serata dedicata all’acqua nei giorni precedenti il referendum sulla privatizzazione, con la visione di estratti dal film Lungo il fiume di Ermanno Olmi, l’ascolto degli strumenti a percussione acquatici di Filippo Zonta, la musica di Alessandro Mason che ha fatto ascoltare il suono di un fiume per mezzo di invenzioni ispirate alle macchine di Leonardo, le fotografie di Erminio Ramponi e Giancarlo Baggio. E Mario Brunello che ha “raccontato e suonato l’acqua” della Sinfonia numero 6 “Pastorale” di Beethoven. Acqua che, come l’arte, non conosce barriere.

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