Wise Society : Adozioni internazionali: il manifesto Ai.Bi. per renderle più veloci

Adozioni internazionali: il manifesto Ai.Bi. per renderle più veloci

di Vincenzo Petraglia
19 Giugno 2012

L'Associazione ha promosso una campagna per modificare l'attuale normativa, agevolare l'iter degli aspiranti genitori e ridurre i costi

Le adozioni internazionali, secondo i dati diffusi dal Cai (Commissione per le adozioni internazionali), sono negli ultimi anni in netto calo: nel nostro Paese i decreti di idoneità emessi dai tribunali per i minorenni nel 2011 sono stati, infatti, 3.179, con un calo del 49 percento rispetto ai 6.273 del 2006.

I motivi del crollo delle richieste

Sulla base di questi numeri, secondo alcune stime fatte, se non si avrà un’inversione di tendenza, si potrebbe arrivare in Italia alla fine dell’adozione internazionale già nel 2020. Eppure i minori abbandonati o senza genitori che vivono fuori dalla famiglia non calano, anzi aumentano al ritmo di 5 milioni l’anno nel mondo: dai 145 milioni del 2004 sono, infatti, passati ai 168 milioni del 2009 (ultimo dato disponibile diffuso dall’Unicef).

E se si pensa, sottolineano gli esperti del settore, che al drastico crollo della richiesta di adozioni corrisponde un’impennata delle pratiche di procreazione assistita, si capisce allora che questo stato di cose non è il risultato di una minore voglia da parte delle coppie italiane ad avere dei figli.

Le cause, dunque, di questo calo delle adozioni secondo “Ai.Bi. Amici dei Bambini“, che da 25 anni opera proprio in questo campo, sono strettamente legate all’iter che in Italia conduce alle adozioni che, anziché incentivare le coppie che si rendono disponibili ad accogliere un bambino, le dissuade a causa di un vero e proprio percorso ad ostacoli, spesso complesso e molto lungo (le tempistiche per un’adozione internazionale vanno dai 12 ai 48 mesi), che comporta, fra l’altro costi troppo elevati, proibitivi per un sempre maggior numero di aspiranti genitori.

Oggi in media i costi per un’adozione internazionale vanno, infatti, dagli 8 mila ai 30 mila euro, una cifra non proprio irrisoria (tanto che alcune banche si sono attrezzate proponendo alle coppie che ne hanno bisogno appositi mutui per l’adozione), a maggior ragione in un periodo di forte crisi economica come quello che stiamo vivendo.

Semplificare le procedure

È per contrastare questo stato di cose che Ai.Bi. si è fatta promotrice di una campagna che propone l’immediata modifica della legge 184/1983 e successive modifiche con tutta una serie di proposte concrete (fra cui anche la gratuità dell’adozione internazionale) che porterebbero a una semplificazione delle procedure adottive e a una conseguente riduzione dei costi, non solo per le coppie ma anche per lo Stato.

«Questo consentirà di superare l’attuale fase di stallo delle adozioni internazionali», afferma Marco Griffini, presidente Ai.Bi. ,«rimuovendo i troppi vincoli posti alle coppie dalla dominante cultura della selezione che vige nel nostro Paese in cui gli aspiranti madri e padri non vengono visti come risorse per il bambino abbandonato, ma come persone senza figli disposte a tutto per averne». Un approccio che porta a selezionare, più che accompagnare i genitori nella strada dell’adozione, quasi come se si pretendesse che fossero già pronti prima ancora di iniziare il cammino che li attende.

«Questo ha creato un clima culturale di fuga da ciò che viene visto come una sorta di calvario dell’adozione, che può essere affrontato solo con una modifica della legge vigente», conclude Griffini.

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