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Accensione riscaldamento 2026: date e orari regione per regione

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24 Settembre 2026

Quando scatta il via libera per l’accensione del riscaldamento nel 2026? In questa guida trovi tutte le informazioni su date orari e temperature massime da tenere in casa per le varie zone climatiche d'Italia

Con l’arrivo dell’autunno torna puntuale la domanda: quando si può accendere il riscaldamento nel 2026? Anche per quest’anno non esiste un’unica data valida per tutta Italia. Il calendario dipende infatti dalla zona climatica di appartenenza del Comune, individuata sulla base dei cosiddetti gradi-giorno. La normativa nazionale divide il territorio in sei fasce, dalla zona A alla zona F, stabilendo per ciascuna un periodo di accensione e un numero massimo di ore giornaliere. Per la stagione 2026-2027 il riferimento è ancora il DPR 74/2013, in vigore nella sua versione aggiornata. La prima data utile è il 15 ottobre 2026, prevista per la zona E, mentre nelle aree climaticamente più miti si arriva fino al 1° dicembre 2026. La zona F, invece, non è soggetta a limitazioni nazionali di periodo. È bene ricordare, però, che il calendario nazionale costituisce il quadro di riferimento: ordinanze comunali o altre disposizioni locali possono modificare temporaneamente date, orari e temperature consentite.

accensione riscaldamento

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Accensione riscaldamento 2026: zone climatiche, date e orari

Qui di seguito la tabella con le zone climatiche e le date di accensione del riscaldamento nel 2026 (e del suo spegnimento). Infatti il già citato DPR 74/2013 stabilisce i seguenti limiti:

Zona climatica Accensione Spegnimento Ore massime al giorno
Zona A 1 dicembre 2026 15 marzo 2027 6 ore
Zona B 1 dicembre 2026 31 marzo 2027 8 ore
Zona C 15 novembre 2026 31 marzo 2027 10 ore
Zona D 1 novembre 2026 15 aprile 2027 12 ore
Zona E 15 ottobre 2026 15 aprile 2027 14 ore
Zona F Nessuna limitazione nazionale Nessuna limitazione nazionale Nessun limite nazionale

 

Le ore di funzionamento indicate dalla legge rappresentano il numero massimo di ore giornaliere e possono essere distribuite anche in più fasce nell’arco della giornata. Per le zone dalla A alla E, l’attivazione ordinaria deve essere compresa tra le 5 e le 23.

Fuori dal periodo ordinario, il riscaldamento può essere acceso in presenza di condizioni climatiche che ne giustifichino l’utilizzo, ma per un periodo giornaliero non superiore alla metà di quello ordinariamente consentito. A questo punto, restringiamo un po’ il campo per scoprire a quale zona appartengono le diverse regioni italiane e le corrispondenti date di accensione del riscaldamento

In Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta rientra prevalentemente nella zona E, con Aosta tra i capoluoghi classificati in questa fascia. La data nazionale di riferimento è quindi 15 ottobre 2026, con un massimo di 14 ore al giorno fino al 15 aprile 2027. La classificazione, tuttavia, è comunale e non regionale: per località diverse dal capoluogo è quindi opportuno verificare la zona climatica del singolo Comune.

In Piemonte

La maggior parte dei principali centri piemontesi, compresa Torino, rientra nella zona E: il riscaldamento può quindi essere acceso dal 15 ottobre 2026, per un massimo di 14 ore al giorno. Il territorio comprende anche Comuni appartenenti alla zona F, per i quali non valgono quindi i limiti nazionali relativi al periodo di accensione. Come sempre, ogni cittadini piemontese deve far riferimento – per eventuali anticipi o posticipi – alla propria amministrazione comunale.

In Lombardia

I principali capoluoghi lombardi, tra cui Milano, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Pavia, Sondrio e Varese, appartengono alla zona E. Per questi territori la data di riferimento è quindi 15 ottobre 2026, con un massimo di 14 ore giornaliere fino al 15 aprile 2027.

Per Milano, in particolare, bisognerà verificare l’eventuale ordinanza comunale per la stagione 2026-2027, che potrebbe introdurre limiti più restrittivi rispetto alla normativa nazionale per evitare l’accumularsi di inquinamento atmosferico.

In Trentino-Alto Adige

Il Trentino-Alto Adige presenta una situazione articolata, perché il territorio regionale comprende Comuni appartenenti a diverse zone climatiche, inclusa la zona F, che non è soggetta ai limiti nazionali relativi al periodo di accensione.

Bolzano e Trento sono invece classificati in zona E e seguono quindi il calendario nazionale: il riscaldamento può essere acceso dal 15 ottobre 2026, per un massimo di 14 ore al giorno fino al 15 aprile 2027.

Per gli altri Comuni è necessario verificare la rispettiva zona climatica, perché la data di accensione dipende dalla classificazione del singolo Comune e non dalla Regione nel suo complesso.

Bolzano è classificata in zona E e segue quindi il calendario del 15 ottobre 2026, con un massimo di 14 ore al giorno. Anche in questo caso, per conoscere la data applicabile è necessario fare riferimento al singolo Comune.

In Veneto

La maggior parte dei principali centri veneti appartiene alla zona E. Per questi Comuni la data di accensione prevista dalla normativa nazionale è quindi 15 ottobre 2026, con un massimo di 14 ore al giorno. Alcuni territori, tuttavia, appartengono a zone climatiche differenti. Per questo la classificazione del singolo Comune resta il riferimento da controllare.

In Friuli-Venezia Giulia

I principali capoluoghi del Friuli-Venezia Giulia, tra cui Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone, sono classificati in zona E. La data di accensione prevista dalla normativa nazionale è quindi 15 ottobre 2026, per un massimo di 14 ore al giorno. Anche qui possono intervenire ordinanze comunali in caso di condizioni climatiche particolari.

In Liguria

La Liguria presenta zone climatiche differenti. Genova, La Spezia e Savona sono in zona D e possono accendere il riscaldamento dal 1° novembre 2026, per un massimo di 12 ore al giorno. Imperia, invece, rientra nella zona C: la data di accensione è quindi 15 novembre 2026, con un massimo di 10 ore giornaliere.

Mani su termosifone caldo

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In Emilia-Romagna

La maggior parte dei principali centri dell’Emilia-Romagna è classificata in zona E. Tuttavia, per la stagione termica 2026-2027, la Regione ha previsto un posticipo dell’accensione al 1° novembre 2026 nei Comuni delle zone di Pianura est, Pianura ovest e nell’Agglomerato di Bologna, nell’ambito delle misure per il miglioramento della qualità dell’aria.

La disposizione riguarda quindi anche diversi Comuni che, secondo la classificazione climatica nazionale, avrebbero potuto accendere il riscaldamento dal 15 ottobre. Per Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna e Reggio Emilia, la data da considerare per il 2026 è dunque 1° novembre, fatte salve eventuali ulteriori disposizioni locali.

La classificazione climatica resta comunque quella nazionale: alcuni Comuni della regione appartengono alla zona D e seguono il calendario ordinario previsto per questa fascia climatica.

In Toscana

La maggior parte dei capoluoghi toscani, tra cui Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, è in zona D. L’accensione del riscaldamento 2026 parte quindi l’1° novembre 2026, per un massimo di 12 ore al giorno.

Arezzo è invece classificata in zona E, con accensione dal 15 ottobre 2026 e un massimo di 14 ore giornaliere.

In Umbria

Anche in Umbria ci sono città appartenenti a diverse zone climatiche. Perugia è in zona E e può quindi accendere il riscaldamento dal 15 ottobre 2026, per un massimo di 14 ore al giorno. Terni, invece, è in zona D: qui l’accensione è prevista dal 1° novembre 2026, per un massimo di 12 ore giornaliere.

Nelle Marche

I principali capoluoghi marchigiani, tra cui Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro, sono classificati in zona D. Per queste città la data di accensione prevista dalla normativa nazionale è quindi 1° novembre 2026, con un massimo di 12 ore al giorno fino al 15 aprile 2027.

La regione non è però interamente classificata in zona D: alcuni Comuni, soprattutto nelle aree interne e appenniniche, appartengono alla zona E. In questi casi il calendario nazionale prevede l’accensione dal 15 ottobre 2026, per un massimo di 14 ore giornaliere.

Per conoscere la data applicabile è quindi necessario verificare la zona climatica del singolo Comune, oltre a eventuali ordinanze locali emanate per la stagione termica 2026-2027.

Nel Lazio

Nel Lazio le zone climatiche non sono uniformi. Roma e Viterbo sono in zona D e hanno come data nazionale di riferimento il 1° novembre 2026, con un massimo di 12 ore al giorno. Latina è invece in zona C, con accensione dal 15 novembre 2026 e un massimo di 10 ore. Frosinone e Rieti sono infine classificate in zona E, per cui la data di riferimento è 15 ottobre 2026, con un massimo di 14 ore giornaliere.

In Abruzzo

Anche l’Abruzzo, che presenta una morfologia che va dal mare alla montagna, l’accensione del riscaldamento 2026 varia in base al territorio. Qui di seguito qualche esempio: Chieti, Pescara e Teramo sono in zona D: il riscaldamento può essere acceso dal 1° novembre 2026, per un massimo di 12 ore al giorno. L’Aquila è invece in zona E, con accensione dal 15 ottobre 2026 e un massimo di 14 ore.

In Molise

Anche il Molise fa parte di diverse zone climatiche, che si riflettono quindi sulle diverse date di accensione del riscaldamento. Campobasso è classificata in zona E, mentre Isernia rientra nella zona D. La data di accensione è quindi 15 ottobre 2026 a Campobasso e 1° novembre 2026 a Isernia, rispettivamente con un massimo di 14 e 12 ore giornaliere.

In Campania

La maggior parte dei principali capoluoghi campani, tra cui Napoli, Benevento, Caserta e Salerno, è in zona C. Qui il riscaldamento può essere acceso dal 15 novembre 2026, per un massimo di 10 ore al giorno. Avellino rientra invece nella zona D, con accensione dal 1° novembre 2026 e un massimo di 12 ore giornaliere.

In Puglia

Diverse date di accensione anche in Puglia, dove coesistono differenti fasce climatiche: Bari, Brindisi, Lecce e Taranto sono in zona C: il riscaldamento può essere acceso dal 15 novembre 2026, per un massimo di 10 ore al giorno. Foggia è invece in zona D, con accensione dal 1° novembre 2026 e un massimo di 12 ore.

In Basilicata

Come molte regioni italiane, la Basilicata presenta due fasce climatiche. Potenza è infatti in zona E, con accensione dal 15 ottobre 2026 e un massimo di 14 ore al giorno. Matera è invece in zona D, dove il riscaldamento può essere acceso dal 1° novembre 2026, per un massimo di 12 ore.

In Calabria

Com’è facile immaginare, anche in Calabria le date cambiano a seconda della zona climatica. Crotone e Reggio Calabria rientrano nella zona B e possono accendere il riscaldamento dal 1° dicembre 2026, per un massimo di 8 ore al giorno.

Catanzaro e Cosenza sono in zona C, con accensione dal 15 novembre 2026 e un massimo di 10 ore.

Vibo Valentia rientra invece nella zona D, con accensione dal 1° novembre 2026 e un massimo di 12 ore.

In Sicilia

La maggior parte dei principali centri siciliani, tra cui Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani e Agrigento, appartiene alla zona B. Il riscaldamento può quindi essere acceso dal 1° dicembre 2026, per un massimo di 8 ore al giorno.

Ragusa è in zona C, con accensione dal 15 novembre 2026, mentre Caltanissetta è in zona D e Enna in zona E. Per queste due città le date di riferimento sono rispettivamente 1° novembre e 15 ottobre 2026.

In Sardegna

In Sardegna i principali capoluoghi sono distribuiti tra ben due zone climatiche. Cagliari, Oristano e Sassari sono in zona C e possono accendere il riscaldamento dal 15 novembre 2026, per un massimo di 10 ore al giorno. Nuoro è invece in zona D, con accensione dal 1° novembre 2026 e un massimo di 12 ore.

Temperatura dei termosifoni

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FAQ sull’accensione del riscaldamento 2026

Ora che abbiamo scoperto quali sono le date di accensione del riscaldamento nel 2026 nelle diverse zone di Italia, cerchiamo di rispondere a un po’ di domande che solitamente ci si pone su questo specifico argomento.

Quante ore al giorno può restare acceso il riscaldamento?

  • Zona A: 6 ore;
  • Zona B: 8 ore;
  • Zona C: 10 ore;
  • Zona D: 12 ore;
  • Zona E: 14 ore;
  • Zona F: nessun limite nazionale.

Il periodo giornaliero di funzionamento, per le zone dalla A alla E, deve normalmente essere compreso tra le 5 e le 23 e le ore possono essere distribuite in più fasce.

Le regole valgono anche per il riscaldamento autonomo?

Sì. I limiti nazionali riguardano gli impianti termici per la climatizzazione invernale sia negli edifici con impianto centralizzato sia in quelli con impianto autonomo. Nel caso del riscaldamento centralizzato, naturalmente, l’attivazione concreta dell’impianto viene gestita dal responsabile dell’impianto o dal condominio.

Si può accendere il riscaldamento prima della data prevista?

In determinate circostanze sì. Il DPR 74/2013 prevede che, al di fuori del periodo ordinario, gli impianti possano essere attivati quando le condizioni climatiche lo rendano necessario, ma per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella ordinariamente consentita. Possono inoltre intervenire specifiche ordinanze comunali.

Quindi il consiglio è sempre quello di far riferimento al proprio comune e alle comunicazioni che l’amministrazione comunale darà in merito al tema.

Qual è la temperatura massima del riscaldamento?

La normativa nazionale stabilisce, per la maggior parte degli edifici, una temperatura massima di 20 °C con una tolleranza di 2 °C. Sono previste regole specifiche per alcune categorie di edifici, come strutture sanitarie e assimilabili. I Comuni possono inoltre introdurre limiti più restrittivi.

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