Wise Society : Accensione riscaldamento nel 2025: date e orari regione per regione

Accensione riscaldamento nel 2025: date e orari regione per regione

di Valentina Neri
3 Ottobre 2025

Quando scatta il via libera per l’accensione del riscaldamento nel 2025? Tutte le informazioni su date, orari e temperatura nelle varie zone d’Italia

Quando al mattino si inizia a percepire la tipica aria frizzantina autunnale, e diventa necessario tirare fuori i maglioncini di cotone chiusi da mesi nei cassetti, sorge spontanea una domanda: quali sono le date per l’accensione del riscaldamento? Come ogni anno, anche nel 2025 esiste un calendario da rispettare, calibrato in base alla zona di residenza. Vediamo punto per punto tutto quello che serve sapere per non rischiare sanzioni.

accensione riscaldamento 2025

Foto Shutterstock

Accensione riscaldamento 2025: zone e date

Esiste un riferimento normativo per l’accensione dei riscaldamenti negli edifici privati e pubblici: è il decreto del presidente della Repubblica n.74 del 2013 (che modifica il precedente dpr. 412/1993). Il testo suddivide l’Italia in sei zone climatiche e definisce orari e zone per ciascuna di esse. Ecco la lista, zona per zona, con le date dell’accensione del riscaldamento per il 2025.

  • Zona A – Lampedusa, Porto Empedocle e Linosa
    6 ore al giorno, dal 1° dicembre al 15 marzo.
  • Zona B –province di Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani
    ore al giorno, dal 1° dicembre al 31 marzo.
  • Zona C – province di Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Sud Sardegna e Taranto
    10 ore al giorno, dal 15 novembre al 31 marzo
  • Zona D – province di Ascoli Piceno, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Firenze, Foggia, Genova, Grosseto, Isernia, La Spezia, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Matera, Nuoro, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Rimini, Roma, Savona, Siena, Teramo, Terni, Vibo Valentia, Viterbo
    12 ore al giorno, dal 1° novembre al 15 aprile.
  • Zona E – province di Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Fermo, Ferrara, Forlì-Cesena, Frosinone, Gorizia, L’Aquila, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Monza e Brianza, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbano-Cusio-OssolaVercelli, Verona, Vicenza.
    14 ore al giorno, dal 15 ottobre al 15 aprile.
  • Zona F – province di Belluno, Cuneo e Trento.
    Nessuna limitazione.

Basta avere sotto mano questa lista e diventa tutto più facile: l’accensione del riscaldamento nel 2025 a Milano è il 15 ottobre, così come tutte le altre province della Lombardia. Ricadono nella zona E anche Bologna e tutte le altre province dell’Emilia-Romagna (tranne Rimini, in zona D con la data di accensione del riscaldamento fissata per il 1° novembre). A Torino e in tutto il resto del Piemonte, la data di accensione di riscaldamento è ovunque il 15 ottobre – l’unica eccezione è Cuneo dove, in virtù del clima più rigido, non ci sono limitazioni.

temperatura riscaldamento

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FAQ sull’accensione riscaldamento 2025

Le date e gli orari sull’accensione del riscaldamento nel 2025 valgono sia per il riscaldamento centralizzato sia per quello autonomo. L’unica differenza sta nel fatto che nel primo caso decide l’amministratore e nel secondo è il singolo proprietario o inquilino ad attivare l’impianto, ma le regole restano sempre le stesse e vanno rispettate, per evitare multe ma anche e soprattutto per senso di responsabilità civica.

Quale deve essere la temperatura massima del riscaldamento?

È sempre lo stesso riferimento normativo a definire qual è la temperatura massima a cui si può impostare il riscaldamento:

  • 20 °C per abitazioni, uffici, scuole ecc., con una tolleranza di 2 °C;
  • 18 °C per edifici industriali e artigianali, con una tolleranza di +2 °C;
  • 22 °C per ospedali, cliniche, case di cura, piscine e simili, con tolleranza di +2 °C.

In altre parole, in un appartamento (indipendentemente dal fatto che il riscaldamento sia centralizzato o autonomo) la temperatura interna non dovrebbe superare i 22 °C.

Quante ore al giorno può restare acceso il riscaldamento?

Come già ricordato, dalla zona climatica di riferimento dipende anche quanto a lungo si può tenere acceso il riscaldamento nell’arco di una giornata.

  • Zona A → 6 ore
  • Zona B → 8 ore
  • Zona C → 10 ore
  • Zona D → 12 ore
  • Zona E → 14 ore
  • Zona F → nessun limite

A seconda delle esigenze, dei regolamenti condominiali e di eventuali ordinanze comunali sul tema, questo monte ore può essere continuativo oppure spezzato: l’importante è che non superi il totale definito per legge.

Per fare un esempio, in una città della zona E come Milano, Torino o Bologna si può accendere il riscaldamento dalle 05:00 alle 09:00 per svegliarsi con la casa già calda, per poi riaccenderlo nelle ore centrali della giornata (dalle 12:00 alle 14:00) e infine verso sera, dalle 17:00 alle 23:00. Lasciare che la temperatura scenda leggermente durante la notte, mantenendosi indicativamente tra i 16 e i 18 gradi, è un bene anche per la salute e la qualità del sonno, oltre che per il risparmio energetico.

Come consumare meno?

A proposito di risparmio energetico, in tempi di crisi climatica è lecito chiedersi se ci siano delle strategie per consumare meno energia. La prima della lista è quella di rispettare il calendario e gli orari fissati dalla normativa, ma con raziocinio: se – come accade sempre più spesso – il 15 ottobre le temperature sono ancora miti, nulla vieta di tenere il riscaldamento spento fino a quando non si inizia a sentirne davvero il bisogno.

Vale lo stesso discorso per la temperatura da impostare: un maglione un po’ più spesso o una coperta in più nel letto consentono di abbassare il termostato di un grado a parità di confort (ma in bolletta la differenza c’è, eccome!).

Anche la manutenzione periodica dell’impianto, che peraltro è obbligatoria per legge, assicura che il funzionamento sia ottimale e senza sprechi. La tecnologia può fare la sua parte, con le valvole termostatiche da installare in ogni stanza e i contatori smart che scovano eventuali anomalie.

Infine, qualche sana abitudine di buon senso: arieggiare la stanza è importante, ma in pieno inverno è meglio farlo per pochi minuti più volte al giorno, magari privilegiando gli orari centrali della giornata: in questo modo si evita di disperdere troppo calore.

Valentina Neri

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