Wise Society : Dalla Cortina di ferro all’ascesa dell’AfD in Germania: Thomas Strässle su populismo, libertà e nuovi muri in Europa
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Dalla Cortina di ferro all’ascesa dell’AfD in Germania: Thomas Strässle su populismo, libertà e nuovi muri in Europa

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19 Settembre 2026

Intervista allo scrittore e saggista svizzero sui rischi di una società sempre più polarizzata e sulle possibili vie d'uscita

I muri cadono, ma possono tornare. E a volte non sono fatti di cemento: possono essere confini, paure, identità contrapposte, informazioni manipolate. È questo il filo che lega la storia raccontata da Thomas Strässle in Storia di una fuga alla realtà europea di oggi. Un filo che parte dalla Germania divisa della Cortina di ferro, attraversa il sistema di controllo della Stasi e arriva fino a un’Europa nella quale, a distanza di decenni dalla caduta del Muro di Berlino, tornano a rafforzarsi frontiere e nazionalismi.

Scrittore, saggista e professore di Letteratura tedesca all’Università di Zurigo, Strässle conosce da vicino la storia e la cultura del mondo tedesco. Nel suo nuovo libro, Storia di una fuga (l’Orma, 2026), racconta una vicenda realmente legata alla sua famiglia: un piano ingegnoso ideato dai suoi genitori per riuscire a fuggire dalla Germania dell’Est verso la libertà, sfruttando un punto cieco del sistema. Una storia d’amore e di ingegno, ma anche una riflessione sui meccanismi attraverso i quali i sistemi chiusi cercano di controllare le persone e sulla capacità degli individui di trovare una breccia anche nei contesti apparentemente più impenetrabili.

Abbiamo incontrato Thomas Strässle ai Dialoghi di Trani, il festival culturale che dall’11 al 26 settembre porta nella splendida cittadina pugliese scrittori, intellettuali e protagonisti italiani e internazionali della cultura, insieme a esponenti della politica, della scienza, dell’economia e della società civile. Con lui abbiamo parlato di una situazione che oggi va ben oltre i confini della Germania, all’indomani dell’affermazione dell’AfD, cartina al tornasole di una sempre crescente polarizzazione e dell’avanzata di movimenti populisti e nazionalisti in diversi Paesi europei e occidentali. Per capire quali sono i reali rischi per la democrazia e quali sono le possibili vie d’uscita.

Thomas Strässle

Thomas Strässle è Scrittore, saggista e professore di Letteratura tedesca all’Università di Zurigo, autore di “Storia di una fuga”, Ed. l’Orma 2026 (foto: AyseYavas)

Storia di una fuga racconta un piano per scappare verso la libertà, nella Germania divisa dal Muro e dai controlli di frontiera. Che cosa significa oggi raccontare una fuga di questo tipo e quanto è ancora presente, nella memoria europea, quella frattura tra Est e Ovest?

Purtroppo viviamo in un’epoca in cui si registrano ancora moltissime fughe. La storia di fuga che racconto io è storica, ma una fuga compiuta per amore è naturalmente senza tempo. Nel caso specifico, però, molto dipende dalla situazione politica dell’epoca e anche dalla tecnologia: la Cortina di ferro, lo Stato di sorveglianza della Stasi, i controlli di frontiera senza lacune. E come questa epoca continui a influenzare il presente lo si vede a prima vista osservando la mappa della Germania dopo le ultime elezioni: a ovest tutto nero, cioè CDU, a est tutto blu, cioè AfD. La linea segue esattamente il tracciato della Cortina di ferro.

Nel libro la fuga diventa una sfida all’ingegno, alla paura e ai confini imposti dalla Storia. Oggi viviamo in un’Europa nella quale molte delle barriere che sembravano definitivamente superate sono tornate al centro del dibattito. Che cosa ci sta dicendo questo ritorno dei muri sulla nostra idea di libertà?

In effetti, ovunque si stanno erigendo di nuovo dei muri. Ciò ha naturalmente a che fare anche con i flussi migratori, ma è non da ultimo una reazione alla globalizzazione sempre più sfrenata. C’è una tendenza generale a orientarsi nuovamente verso il locale. In fondo non c’è nulla di sbagliato in questo, purché non diventi totalitario.

Accennava alle elezioni tedesche. Cosa rischia la Germania, ma con essa anche tutta l’Europa e il mondo occidentale, con la crescita dei movimenti populisti e delle forze nazionaliste?

Questa tendenza è davvero molto preoccupante. Si può osservare ovunque, in Germania così come in Svizzera o in Italia. Il rischio è che i fronti all’interno della società si irrigidiscano, che non ci sia più un dialogo a livello sociale e che ne risentano le istituzioni che garantiscono lo Stato di diritto. Se ciò dovesse accadere, sarebbero in pericolo anche le libertà di tutti i singoli individui – e in particolare quelle di coloro che sono meno in grado di difendersi.

copertina libro

Il romanzo di Strässle racconta una vicenda realmente legata alla sua famiglia, fuggita dalla Germania dell’Est.

Quali i motivi di questo cambiamento in atto?

Si dice sempre che bisogna prendere sul serio le paure della gente. Io non ci credo fino in fondo. Penso piuttosto che queste paure abbiano molto a che fare con l’informazione. Siamo costantemente bombardati da informazioni di ogni tipo, a volte vere e a volte false, che spesso perseguono un’agenda politica. Questo genera insicurezza, e dove l’insicurezza è grande, grande è anche il fascino esercitato da risposte e ricette semplici.

Cosa si può, si deve fare per evitare pericolose derive?

Sono fermamente convinto che dobbiamo riuscire in qualche modo ad attenuare il clima di scontro e a promuovere il dialogo sociale. Dove non si dialoga, si finisce solo per urlare, e questo non giova a nessuno di noi.

Lei è professore di Letteratura tedesca: quale ruolo può avere oggi la letteratura nel contrastare la semplificazione della realtà, la polarizzazione e la costruzione di nuovi “nemici”? Può ancora aiutarci a comprendere l’altro e a difendere uno spazio di libertà e di pensiero critico?

Ma certo! La letteratura ci permette di immedesimarci negli altri e di capire perché pensano come pensano, perché provano ciò che provano, perché agiscono come agiscono. Non esiste altra forma in grado di farlo così bene. E quando impariamo a immedesimarci negli altri, compiamo un grande passo avanti verso la comprensione sociale.

Quale vuole essere il messaggio più importante del suo libro equali sono i muri che oggi rischiamo di costruire nuovamente e quali, invece, dovremmo imparare a riconoscere e abbattere?

Bisogna sempre chiedersi perché una storia meriti di essere raccontata. Per quanto riguarda la storia che racconto, per me è sempre stato chiaro: parla di un sistema totalitario che pensa ossessivamente in un’unica direzione, ovvero impedire alle persone di lasciare il Paese. Così i miei genitori hanno ideato un piano per fuggire simulando un ingresso nel Paese. E questo significa che hanno attaccato il sistema nel suo punto cieco. Ogni sistema chiuso ha un punto cieco, basta solo trovarlo per poterlo contrastare. Questo è il messaggio universale del libro.

Vincenzo Petraglia

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Thomas Strässle

Scrittore e docente universitario
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