Wise Society : Giro del mondo a piedi: il gesto “rivoluzionario” di Pieroad in un’epoca che corre troppo
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Giro del mondo a piedi: il gesto “rivoluzionario” di Pieroad in un’epoca che corre troppo

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11 Luglio 2026

Cinque anni di cammino, 35mila chilometri percorsi e 25 paia di scarpe consumate. Il racconto di Nicolò Guarrera, conosciuto sui social come Pieroad, di come questa esperienza gli abbia cambiato la vita e insegnato che la vera ricchezza del viaggio non è arrivare, ma imparare a rallentare

Viviamo in un mondo che corre sempre più veloce e dove tutto sembra dover essere immediato e misurato in termini di produttività, per cui scegliere di camminare per anni può apparire un gesto molto strano, incomprensibile, fuori da ogni nostra logica consolidata. Eppure è proprio dalla lentezza che spesso nascono gli incontri più autentici, le scoperte più profonde e una comprensione diversa del mondo che ci circonda.

Lo sa bene Nicolò Guarrera, alias Pieroad, che il 9 agosto 2020 ha lasciato Malo, in provincia di Vicenza, per inseguire un sogno tanto semplice quanto straordinario: fare il giro del mondo a piedi.

Nicolò Guarrera (Pieroad)

Nicolò Guarrera, alias Pieroad, ha attraversato il mondo a piedi impiegando cinque anni.

In cinque anni ha percorso oltre 35mila chilometri, consumando 25 paia di scarpe e condiviso il cammino con Ezio, il suo inseparabile passeggino da trekking diventato compagno di viaggio e simbolo di un’avventura fuori dagli schemi.

Dall’Europa al Sudamerica, dall’Outback australiano al Medio Oriente, passando per deserti, montagne e oceani, Pieroad ha scelto di viaggiare al ritmo dei propri passi, riscoprendo il valore dell’attesa, dell’ascolto e dell’incontro con l’altro.

Un’esperienza che ha raccontato dettagliatamente nel libro Con i piedi per terra (Ed. Sozogno), un diario di viaggio ma soprattutto una riflessione su un’umanità che, lontano dalla frenesia quotidiana, sa ancora sorprendere per generosità, accoglienza e capacità di creare legami.

Copertina libro Con i piedi per terra di Pieroad

Il libro di Pieroad è molto più che un diario di viaggio, è soprattutto un riflessione sul modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita e le nostre relazioni.

In un mondo così veloce e iperconnesso quale quello in cui viviamo, la tua è una scelta di vita un po’ controcorrente. Perché hai fatto questa scelta di vita?

Per coltivare la maniera più umana di spostarsi, senza alcun diaframma tra la terra e me. Per vivere lentamente, assaporando tutti i chilometri che ho percorso con Ezio, il mio passeggino, e tutti i giorni di questo cammino. Per creare nuovi significati con tanta pazienza e perché ognuno di loro venga ingigantito da anni di dedizione. Per condividere l’idea che si può vedere tanto anche senza prendere un volo ogni settimana. Perché andare piano significa darsi la possibilità di conoscere persone, viverci assieme e stringere un legame che non se ne andrà con la distanza. Per imparare a godere dell’attesa, e basta.

Cosa ti ha insegnato finora il cammino?

Ho imparato a cavarmela da solo e a mantenere il sangue freddo, a dare più importanza a meno cose, ad alzare l’asticella, ma a farlo con coscienza, perché la perfezione non esiste.

Cosa hai scoperto che non immaginavi minimamente del mondo?

Un’umanità ricchissima perché diversa, stupefacente nei modi con cui ha deciso di leggere la vita. Da quando ho attraversato l’Asia, é diventato chiaro che né l’Europa, né l’Occidente sono il centro del mondo.

Pieroad con il suo passeggino da viaggi

Pieroad con il suo inseparabile passeggino da trekking “Ezio”.

Il luogo, o i luoghi, che ti hanno emozionato di più?

Attraversare l’Atlantico in barca a vela, il deserto di Atacama e l’Outback a piedi, ma anche scoprire che l’Iran è abitato da persone uguali a noi, con una grande passione per la poesia e la letteratura.

Gli incontri che più ti hanno segnato invece?

Proprio con un iraniano, Bahram, che da fruttivendolo per strada é diventato maestro di inglese imparando cinque parole al giorno per un anno. Tutti i giorni, un passo alla volta, con dedizione e pazienza. Oggi ha cambiato la sua vita, manda sua figlia a scuola e insegna gratis a chi non può permettersi di pagarlo.

C’è stato un momento in cui ti sei sentito veramente in pericolo e in cui hai pensato davvero di non farcela?

Nel mezzo dell’Oceano Atlantico, quando il vento è scomparso e per diversi giorni siamo rimasti bloccati in mezzo al nulla, con le scorte che diminuivano e nessuna possibilità di contattare qualcuno e chiedere aiuto. Eravamo in tre, su una barca a vela da undici metri. 

Pieroad

Nei suoi 5 anni di viaggio Pieroad ha attraversato oceani, deserti e luoghi fuori dal mondo.

Qual è la tua giornata tipo quando sei in viaggio?

Sveglia all’alba, smonto la tenda, cammino un sei ore con una pausa a metà, per fare merenda e stirare i muscoli. Dopo pranzo camminavo altre due o tre ore, chiacchieravo con Ezio e verso metà pomeriggio cercavo un posto dove passare la notte. In città cercavo ospitalità da qualcuno, se ero fuori dai centri abitati campeggiavo. Molto semplice, uno stile di vita essenziale.

Tu sei molto giovane. C’è un messaggio, un consiglio, una frase che vorresti lasciare ai tuoi coetanei che faticano a trovare un filo rosso nella loro vita, un obiettivo, una meta?

E se la meta non ci fosse? E se non dovessimo arrivare da nessuna parte, ma solo goderci questo giro di giostra? Herman Hesse scriveva: chi cerca ha uno scopo, ma chi ha trovato é libero. Il consiglio che mi sento di dare è cercare le domande giuste per ciascuno di noi, e poi capire come rispondervi.

Perché dovremmo leggere il tuo libro? Convincici a comprarlo…

É una storia particolare, che pochissimi hanno vissuto. Ho visto tanti luoghi e ancora più persone, ho parlato con un passeggino a tre ruote per cinque anni e ascoltato il paesaggio cambiare al ritmo del mio respiro. Ad ogni modo, l’importante è leggere, quindi prima di andare in vacanza scegliete una storia che vi incuriosisce e portatela con voi dovunque vogliate andare.

Vincenzo Petraglia

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