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Patrizia Moroso: il design cambia le relazioni umane

di di Fabrizio Buratto
22 Ottobre 2010

Un oggetto deve incidere nei rapporti tra gli uomini e nei cambiamenti della società. Altrimenti non ha senso di esistere. Così pensa l'art director di una delle aziende più innovative del panorama internazionale. Per questo è convinta che un buon progetto nasca anche dal destino di un incontro. Dalla sintonia profonda che si crea tra lei e il designer

Patrizia Moroso, art directorUn oggetto ha senso di esistere se cambia una relazione umana o sociale. Di questo è convinta Patrizia Moroso, art director di Moroso, azienda di famiglia e innovativa realtà friulana apprezzata nel mondo che dal 1952 progetta e realizza divani, poltrone e complementi d’arredo. Nel corso degli anni Patrizia ha lavorato con grandi autori quali Ron Arad (incontrato quando ancora era uno sconosciuto disegnatore di fumetti), Carlo Colombo, Marc Newson, Toshiyuki Kita e Tord Boontje, seguendo una linea creativa etica, prima che estetica . Patrizia ha le idee molto chiare sul percorso compiuto da un oggetto, dalla progettazione del designer, fino all’arrivo nelle nostre case. Un processo che da ideale si fa industriale, ma che deve essere in grado di preservare, durante tutti i passaggi, la propria identità.

 

Quali caratteristiche deve avere un designer per lavorare con lei?

 

Nelle collaborazioni con i designer non cerco sempre le stesse cose, per cui non c’è una regola. Mi affido un po’ “al destino”; e quando questo accade si va al di là del mero rapporto professionale. Si instaurano rapporti umani molto profondi.

 

Cos’è per lei il talento? Come lo riconosce?

 

Di solito il talento è qualcosa che sta insieme ad una personalità un po’ speciale. Non necessariamente questa persona deve fare qualche miracolo di fronte a te, però lo si legge anche nelle pieghe del suo lavoro e nel suo modo di essere.

Che cos’è un oggetto d’arte?

 

Un oggetto d’arte va inteso come un’opera d’arte. E allora è chiaro che sia qualcosa che va al di là di un uso funzionale, di un uso materiale. E’ il tentativo di un artista di comunicare qualche sensazione o qualche sentimento. E quindi appartiene più al mondo delle idee, che al mondo dell’uso materiale.

 

Mostra del cinema di venezia concept realizzato dall'architetto di Moroso Emiliano CalderiniChe cos’è un oggetto di design?

 

L’oggetto di design è un oggetto che nasce da un progetto preciso concepito per l’industria. Il design in sé, secondo me, comprende anche la ricerca che c’è dietro questo, e quindi molte volte il design va al di là del disegno industriale, il cui scopo è brevettare un oggetto e produrlo su scala industriale. Mi ha sempre affascinato un pensiero di confine, perché penso che solo quando si è in contatto e in comunicazione con qualcosa di diverso dal proprio lavoro, è lì che nascono le cose più interessanti. Fin dall’inizio ero interessata a lavorare con persone che avessero anche altri aspetti, non solo quelli dell’industrial design. Quindi giovani disegnatori di fumetti, piuttosto che Ron Arad, che quando l’ho incontrato era una sorta di scultore di oggetti di design, ma era uno scultore.

 

Che cos’è un oggetto di largo consumo?

 

Bisogna capire quando un oggetto molto venduto possa dirsi di design. E chiaro che l’ideale per tutti, per l’azienda che lo produce e per il designer che lo progetta, è di fare un oggetto meraviglioso, che costi il giusto e che si venda molto. Ma questo si verifica molto di rado.

 

Collezione Moroso, nuala goodman stoffe floccateSecondo lei, il costo ridotto, è una delle caratteristiche che rendono un oggetto etico?

 

L’oggetto a prezzo contenuto è l’oggetto made in China, e non è per niente etico, per quanto mi riguarda. E’ molto spesso il frutto di uno sfruttamento umano, oltre che di uno sfruttamento di risorse industriali discutibile.

 

In cosa consiste la dignità di un oggetto?

 

Penso che la dignità di un oggetto consista nella sua sincerità. Questo accade quando l’oggetto è il risultato di un progetto fatto per trovare qualcosa che, in qualche modo, cambi una relazione umana, piuttosto che una relazione sociale, cioè che abbia un senso di esistere.

 

E la magia di un oggetto?

 

Nella sorpresa che questo riesce a creare.

Little Easy di Ron Arad rivestite in Jacroki

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