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Gary Fabris: in Italia è boom di bici, e-bike e moto green

Col responsabile del Gruppo veicoli elettrici di Confindustria Ancma le prospettive e le opportunità, economiche e non solo, dell'industria nazionale del ciclo e motociclo, prima in Europa con 20.000 dipendenti e 5 miliardi di fatturato.

Andrea Ballocchi
29 Luglio 2020

L’Italia s’è desta…ta in bicicletta, dando nuova linfa allo sviluppo della mobilità sostenibile. Dal lockdown per contenere il contagio da Covid-19 nel solo mese di maggio sono state vendute 200mila bici, elettriche e non, in più rispetto al 2019.

Le sole e-bike vendute sono state 72mila. «Secondo prime stime di Ancma, l’aumento è stato del 60% circa rispetto all’anno scorso», conferma Gary Fabris, responsabile del Gruppo veicoli elettrici di Confindustria Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori), che ha da poco compiuto 100 anni di storia, rappresentando le aziende italiane costruttrici di veicoli a due e tre ruote, ma anche di quadricicli e di parti e accessori.

A lui chiediamo come si sta sviluppando la mobilità leggera elettrica in Italia e se in questa crescita gli incentivi governativi sono stati la leva portante del boom o hanno sostenuto una tendenza già presente.

L’industria italiana della bicicletta e delle due ruote: che ruolo ha e quanto vale oggi?

È un settore vitale, per l’economia italiana e per l’occupazione: le aziende delle due ruote associate all’Ancma danno lavoro diretto a 20mila dipendenti e fatturano 5 miliardi di euro. L’industria nazionale del ciclo e motociclo è la prima in Europa. Si devono poi contare i 5mila punti vendita operanti in Italia e l’indotto totale di persone che lavorano a circa 60mila persone, considerando il commercio di bici, moto, ciclomotori, scooter, componenti ed accessori. Il solo comparto bici registra un fatturato di 1,5 miliardi di euro e conta su 12.500 dipendenti.

bicicletta in montagna

Foto: 123rf

Bici a pedalata assistita, monopattini e scooter elettrici: quale mercato hanno in Italia?

Il periodo post lockdown da Covid-19 ha visto una crescita notevole della mobilità elettrica leggera, indipendentemente dagli incentivi. Dopo la quarantena, si è percepita la voglia di molte persone di uscire e di essere liberi di muoversi, dopo due mesi di vincoli, certamente necessari per contenere i contagi. Si è manifestata così una forte voglia di circolare e di scoprire di più l’Italia e le sue bellezze, a partire dal territorio circostante. La bicicletta, a pedalata assistita o classica è stata la scelta principale di acquisto e la più spontanea. Anche la necessità di fare distanziamento ha portato a scoprire o riscoprire mezzi alternativi all’auto o al trasporto pubblico come le bici, ma anche moto, monopattini, scooter e persino le minicar.

Questa crescita della mobilità sostenibile leggera, elettrica e non, lo abbiamo registrato non solo in Italia ma a livello internazionale, indipendentemente dagli incentivi. Un esempio: negli USA hanno esaurito le bici disponibili, la stessa cosa è avvenuta in Brasile.

Che aumento c’è stato in Italia di bici e di moto, scooter & Co.?

Le biciclette classiche e le bici a pedalata assistita a giugno sono cresciute del 60% circa rispetto al corrispondente mese 2019. Per quanto riguarda le moto, elettriche ed endotermiche, la crescita è stata del 37%. Anche scooter e motorini elettrici, seppure ancora un mercato di nicchia, hanno fatto registrare una crescita.

A proposito di monopattini elettrici, qual è la posizione di Ancma?

L’anno scorso c’era stato un dibattito importante sull’impiego e sulla normazione in merito ai monopattini elettrici, stimolati anche dal Governo a dare un parere in merito, tenendo conto anche del loro impiego e dei vari incidenti che li hanno visti coinvolti. Il nostro parere è servito anche per regolamentare l’uso oltre che per definire una distinzione netta tra scooter e monopattino: la differenza sostanziale è che il primo è provvisto di sella, il secondo no. Abbiamo anche richiesto l’uso del casco per gli under 18 alla guida di un monopattino elettrico.

Certo, incentivando i monopattini elettrici (prevalentemente prodotti in Asia) non si è aiutata l’industria italiana, al contrario molto radicata nella realizzazione di biciclette ed e-bike.

Qual è stato il ruolo degli incentivi nello sviluppo del mercato delle bici?

Gli incentivi hanno avuto un ruolo importante per stimolare il mercato, ma non dimentichiamoci che è uno strumento temporaneo. Ciò che potrebbe fare davvero la differenza sarebbe contare su un incentivo sugli scooter elettrici o sulle minicar elettriche senza vincolo di rottamazione. O, meglio: si concretizza un incentivo del 30% senza necessità di rottamare e 40% portando un mezzo per prenderne uno nuovo. È un provvedimento compreso nel Decreto Rilancio passato alla Camera e che il Parlamento dovrà approvare entro il 18 luglio. Sarebbe uno strumento essenziale per dare forza a un mercato finora di nicchia e che invece promuoverebbe lo sviluppo della mobilità sostenibile, specie in città.

Cosa occorre fare per dare slancio alla mobilità sostenibile?

Famiglia in bicicletta

foto: 123rf

Per il prossimo futuro è essenziale una visione a lungo termine, con lo sviluppo delle piste ciclabili contando sulla loro presenza in caso di realizzazione di nuove strade o prevedendole nelle strade urbane, semplificando il processo autorizzativo, oggi ancora complesso. Come Ancma chiediamo di favorire gli spostamenti lavorativi mediante l’impiego di mezzi a due ruote.

Abbiamo accolto con favore la decisione contenuta nel Decreto Rilancio di rendere obbligatoria per le imprese con più di 100 dipendenti e con sedi in grandi aree urbane l’assunzione del mobility manager. È una figura che fino a ieri era obbligatoria nelle aziende sopra i 500 dipendenti e che peserà positivamente nelle decisioni di spostamenti lavorativi.

Infine sarebbe prezioso un sostegno economico per incentivare, anche sotto forma di premi o bonus statali, i dipendenti che si recano al lavoro con la bici, contando anche sui benefici non solo in termini di inquinamento e di emissioni ridotte, ma anche favorendo salute e benessere di chi si sposta in bici, elettrica o meno.

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Gary Fabris

Gary Fabris

Responsabile del Gruppo veicoli elettrici ANCMA
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