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Massimiliano Mandarini: «In architettura sostenibilità e tecnologia vanno unite»

L'architetto e sustainable advisor, presenta il modulo green Nature Design Suite e spiega cosa sia davvero la sostenibilità

Andrea Ballocchi
21 maggio 2019

Combinare sostenibilità e tecnologia in architettura è possibile. Lo dimostra Nature Design Suite, modulo di architettura circolare eco-friendly. Si tratta di un nuovo concetto di spazio di vita e di lavoro che riesce a coniugare la più elevata tecnologia all’uso di materiali sostenibili da riciclo. Uno di questi è il legno: nella realizzazione del modulo si è provveduto a un intervento di recupero da filiera, in partnership con Ersaf e FSC Italia, con arredi creati su misura da foreste danneggiate dagli eventi climatici estremi recenti. Esposto in occasione della Design Week, il modulo conta anche suprofilati in alluminio usati per l’involucro edilizio e ricavati da riciclo per il 75% – quota certificata– in un modulo nZEB e Green Building in grado di produrre energia attraverso l’inserimento di una finestra intelligente Domal su tecnologia Eni Ray Plus®. L’energia prodotta da questo sistema consente sia un rilevante risparmio sui consumi energetici necessari alla climatizzazione degli ambienti interni che un miglioramento del comfort abitativo. Inoltre, Nature Design Suite riduce l’inquinamento indoor attraverso sistemi biofilici e prodotti fotocatalitici con tecnologie Italcementi. Non è un concept perché presto si tradurrà in realtà, in una collocazione permanente presso una nuova area espositiva e polifunzionale a Milano, ma trovando spazio e sviluppo attraverso manifestazioni di interesse che potranno convertirsi in sviluppi importanti, in Italia e all’estero.

massimiliano mandarini, sostenibilita, tecnologia

Nel modulo abitativo di Massimiliano mandarini anche arredi creati su misura provenienti da foreste danneggiate dagli eventi climatici estremi recenti, Foto: Mandarini.

Lo ha ideato Massimiliano Mandarini, architetto, biophilic designer e sustainable advisor vincitore del World Green Design Awards (2015) e del Green Building & Leadership Italia Awards (2017). Con lui vogliamo trattare di sostenibilità, tema che lo vede coinvolto pienamente e su cui lavora da anni.

Partiamo da Nature Design Suite, qual è lo spunto da cui nasce?

Il progetto è stato ideato prima di tutto per creare consapevolezza sul Climate Change, mettendo al centro il tema dell’interazione con l’ambiente naturale, facendo formazione e informazione per creare consapevolezza e approcciarsi alla natura in modo differente. In esso si coniugano: design innovativo, attento all’ambiente e anche agli stili di vita; possibilità di inserire ogni componente in modo armonico e funzionale all’insieme; circolarità. Tutto questo significa assicurare il grado più elevato di comfort senza compromettere il territorio in cui è collocato il modulo. Il progetto comprende anche concetti sperimentali quali l’inserimento di un orto hi-tech, privo d’acqua, creando così una delle prime smart vegetable library con tecnologia Epta Group. Il principio è progettare in modo biofilico, sostenibile, attorno all’uomo, per il suo benessere e per quello ambientale. Poi è possibile creare moduli, riqualificare uno spazio esistente, ma alla base ci devono essere queste finalità, applicate in modo pragmatico e in prospettiva.

Il suo modus operandi a cosa tende?

Desidero avvicinare pubblico e privato ai temi della sostenibilità proponendo bellezza e contenuto, estetica e funzionalità, ma soprattutto concretezza. Spesso, infatti, si parla di ecologia, ma non si mette in pratica: ecco perché intendo unire un progetto efficace, capace di generare innovazione.

Uno dei concetti forti in Nature Design Suite è l’economia circolare. Che importanza assume oggi?

Credo molto all’economia circolare, ma temo finisca come la smart city, ovvero un argomento teorico senza uno sviluppo pratico. L’Italia avrebbe un’attitudine sul tema della circular economy, innanzitutto perché è povera di materie prime, ma non c’è un seguito concreto. Prendiamo proprio le costruzioni: spesso al progetto non segue un’attenzione alla storia dei materiali. Eppure è possibile creare, come ho dimostrato con Nature, moduli circolari, con un’altissima componente di riciclo. C’è bisogno di fare ricerca e sviluppo con le aziende e arrivare a creare una filiera virtuosa.

massimiliano mandarini, sostenibilita, tecnologia

Il modulo abitativo Design Nature Suite ideato da Massimiliano Mandarini, Foto: Mandarini

In Green Smart Living lo scorso anno e oggi con Nature Design Suite, il ruolo di architettura, design e tecnologia sono fondamentali. Come questi tre aspetti possono contribuire alla sostenibilità del costruito?

La sostenibilità racconta l’equilibrio possibile attraverso sensi, percezioni, attività e comportamento. Significa poter dare le stesse opportunità all’ambiente, alle persone, ai luoghi di lavoro e implica un equilibrio tra uomo, natura e sviluppo economico. Il design deve essere innovativo e rispondere a bisogni di comfort, qualità, estetica e funzionalità. L’architettura è un educatore della qualità della vita, crea opere attorno all’uomo cui attribuisce valore e benessere. Deve avere in sé una componente centrale in termini di qualità degli ambienti, e implica uno studio profondo del luogo. La sostenibilità in architettura è creare ambienti sani, confortevoli, belli. Personalmente propongo il concetto di biophilic design, impiegato per aumentare la connettività e l’empatia delle persone all’ambiente naturale.

massimiliano mandarini, sostenibilita, tecnologia

Nella Nature Design Suite di Massimiliano Mandarini anche una Smart Vegetable Library, Foto: Mandarini

Occorre studiare l’equilibrio tra la persona e l’ambiente, ponendola al centro, ma occorre anche approfondire il legame tra nuove tecnologie e sistemi eco-naturali in grado di fornire salute e benessere. Serve fare molta ricerca su materiali, tecnologie e i mutamentinei modi di vivere e di lavorare, comprendere il luogo e conoscerlo, e non uniformarsi, ma sapersi innovare continuamente.

È cambiato il grado di attenzione all’ambiente da parte dei committenti e degli architetti?

All’estero è in corso un enorme cambiamento, che noto anche nel tipo di richieste dei clienti. L’ultimo esempio con cui mi sono confrontato è la Cina, dove oggi c’è un atteggiamento rigoroso verso la sostenibilità ambientale perché frutto di una visione macroeconomica. E così pure a Singapore, in Giappone, negli Emirati Arabi, in alcuni Paesi africani, in Brasile, per esempio, dove è molto spiccata questa visione macroeconomica che vede al centro l’ecosostenibilità, la migliore qualità e salubrità dell’ambiente come necessità imprescindibile. Non così in Italia, dove il tema è ancora visto come una tendenza intellettuale e non è invece considerato come un’opportunità di risparmio né di vantaggio economico. Il mercato c’è, ma manca un’attenzione di questo tema nell’agenda strategica, economica e politica. Tante aziende, prima dubbiose, ci stanno arrivando, e sta crescendo l’interesse delle persone.

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