Wise Society : L’osteopatia spiegata da Franco Giancintucci: dalle origini ai trattamenti
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L’osteopatia spiegata da Franco Giancintucci: dalle origini ai trattamenti

di Fiorenza da Rold
3 Agosto 2012

Secondo Franco Giacintucci, osteopata e Tutor all'AIOT, questa disciplina olistica è efficace non solo in ambito ortopedico e riabilitativo. Perchè cura non soltanto il sintomo ma tutta la persona

Dal 2002 è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che l’ha inserita a pieno diritto tra le Medicine Non Convenzionali (MNC), e sempre più persone anche in Italia traggono giovamento dall’osteopatia. Si tratta di una terapia basata sulla manipolazione fisica, che agisce sulla vitalità dell’organismo, innescando un virtuoso processo di autoguarigione per molti disturbi: non solo mal di schiena e dolori articolari, ma anche patologie degli organi interni, emicrania e insonnia

In pratica il sistema muscoloscheletrico funziona come uno specchio: riflette i disturbi del corpo perché è collegato agli organi attraverso l’apparato circolatorio e il sistema nervoso. Ne parliamo con Franco Giancintucci, osteopata che ci spiegherà meglio in cosa consiste questo approccio, quali sono i trattamenti utili e in cosa consistono.

Franco Giacintucci

L’osteopatia nasce verso la fine dell’Ottocento grazie all’intuizione del medico americano Andrew Still (1828-1917), il quale comprese come il corpo umano avesse molte più opportunità di funzionare bene se non presentava alterazioni dal punto di vista strutturale e meccanico. È una disciplina olistica, che considera l’individuo nella sua globalità: rispetta la relazione tra corpo, mente e spirito. Perciò il suo raggio d’azione è molto ampio. Non cura solo il sintomo, ma tutta la persona. Così ci spiega Franco Giacintucci, osteopata al Centro di Salute e Benessere La Reserve di Caramanico Terme, in provincia di Pescara e Tutor dell’AIOT (Accademia Italiana Osteopatia Tradizionale).

Quali sono i tipici disturbi che si curano bene con l’osteopatia?

Gli ambiti di applicazione dell’osteopatia, con risultati accertati, sono davvero numerosi: innanzitutto riguardano la clinica ortopedica (contratture-dolori, riabilitazione post traumatica e post chirurgica, postura) e la clinica neurologica (esiti di accidenti ischemici emorragici compressivi che interessano il Sistema Nervoso Centrale e Periferico).

L’osteopatia è utile anche in ambito odontoiatrico, perché tecniche mirate ad elasticizzate strutture della bocca permetteranno, per esempio, un lavoro odontoiatrico o ortodontico più veloce ed efficace. Senza trascurare il livello neonatologico-pediatrico: in questa fascia d’età bisognerebbe infatti fare dei controlli dall’osteopata parimenti a quelli effettuati dal pediatra, perché hanno punti di osservazione diversi: il pediatra previene e cura malattie; l’osteopata diagnostica e rimuove eventuali blocchi articolari per consentire una crescita armonica e uno sviluppo sano.

Anche in altri settori l’osteopatia è efficace per tante problematiche specifiche: in oculistica nel caso di strabismo e dotto lacrimale stenotico; in otorinolarigoiatria per otiti, riniti, sinusiti; in ostetricia prima e dopo il parto, in gastroenterologia per disturbi digestivi e della funzione intestinale.

In che cosa consiste il trattamento?

Il primo passo è la valutazione del paziente attraverso la sua storia clinica e l’osservazione fisica attraverso i test osteopatici: così si individua quale area altera l’equilibrio posturale. Quindi le tecniche modificheranno il tono posturale, sia nel distretto trattato che a distanza. Dopo si ripeteranno gli stessi test per verificare l’efficacia del trattamento.

Si usano tecniche diverse a seconda dei casi clinici?

Trattamento osteopatico

Image by © BSIP/Corbis

L’osteopatia fornisce vari approcci e ogni approccio sfrutta tecniche specifiche secondo le diverse aree del corpo. La principale distinzione è tra tecniche dirette e tecniche indirette: le prime lavorano contro la barriera limite del movimento di flessione, estensione o rotazione; mentre le seconde sul punto di equilibrio, cioè proprio nel mezzo delle barriere di flessione e estensione, di intrarotazione o extrarotazione.

Un osteopata può lavorare attraverso thrust (scrocchi), mobilizzazioni, allungamenti, oppure mantenere per un po’ di tempo una posizione in cui le strutture (articolari, fasciali, membranose) siano sottoposte alla minor tensione (le cosiddette tecniche dolci). Le tecniche indirette sono preferibili in fase acuta, su neonati e bambini, in geriatria e in gravidanza, perché non hanno alcuna controindicazione. In altri casi invece si sceglie liberamente qualsiasi manovra.

Può farci qualche esempio?

Il paziente affetto da nevralgia acuta viene trattato con tecniche indirette (dolci), perché altrimenti la seduta potrebbe essere dolorosa. Un blocco vertebrale privo di segni di compressione radicolare invece può essere risolto senza problemi anche con tecniche dirette (es. scrocchi), così come molte distorsioni subacute valutate radiograficamente. Naturalmente dove c’è sospetto di frattura o lesione si escludono manipolazioni dirette.

È richiesta anche la collaborazione del paziente?

La collaborazione consiste nel seguire semplici norme di igiene di vita: moderare o sospendere l’attività fisica in fase acuta, alimentarsi con equilibrio, lavorare su stress psichici, emotivi o relazionali che possano minare lo stato di salute. Esistono tuttavia degli esercizi specifici e altre misure di autoterapia che vengono prescritti in parallelo con il trattamento osteopatico vero e proprio, e che possono essere essenziali per il suo successo.

In genere quante sedute sono necessarie per guarire?

Ovviamente dipende dai diversi casi. Guarire è un concetto anche filosofico, e richiede quindi una disamina a parte. Posso dire che in media per ottenere risultati stabili occorrono 3-4 sedute in fase acuta e 5-6 sedute in fase cronica. L’osteopatia ha la capacità di coadiuvare l’organismo a riprendersi spontaneamente, e naturalmente, dalle proprie malattie.

Trattamento osteopatico

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