Wise Society : Non c’è futuro per l’essere umano (e per il pianeta) senza cibo sostenibile
Wise Incontri

Non c’è futuro per l’essere umano (e per il pianeta) senza cibo sostenibile

di Vincenzo Petraglia
16 Agosto 2022
SPECIALE : Economia del benessere

Molto del nostro destino si gioca sull'alimentazione e sul modo di produrre le materie prime nel rispetto della biodiversità. Ne abbiamo parlato con Filippo Capurso, Sustainability coordinator del Gruppo Andriani, innovativa realtà che ha tra i suoi prodotti di punta le paste gluten free Felicia

Innovazione, ricerca del benessere attraverso l’alimentazione, qualità della materia prima e scrupoloso controllo della filiera, concreto impegno nell’economia circolare e nello sviluppo sostenibile, in ambito ambientale certamente, ma anche sociale. Elementi che fanno di Andriani SpA Società Benefit una delle realtà più virtuose e innovative del Sud Italia (con quartier generale a Gravina in Puglia) in ambito innovation food

Società Benefit dal 2020 e da poco certificata anche B Corp, negli ultimi due anni è stata inserita anche nell’elenco dei Best Workplaces italiani; una realtà che sta crescendo molto anche grazie a uno dei suoi brand di punta, Felicia, pasta biologica alternativa e gluten free a base di cereali come grano saraceno, avena, riso integrale, Teff, ma anche alga spirulina e legumi, come lenticchie, piselli, ceci…

Wise Society ha intervistato il Sustainability coordinator del Gruppo, Filippo Capurso, per parlare dei nuovi progetti che bollono in pentola e del futuro dell’alimentazione, sempre più centrale per il benessere delle persone e per la salute del Pianeta.

coltivazione cereali

Il Gruppo Andriani ha fra i suoi brand di punta Felicia, pasta biologica gluten free a base di cereali come grano saraceno, avena, riso integrale, Teff, alga spirulina e legumi. (Foto: Andriani)

Il Gruppo Andriani ha fatto la scelta di diventare Società Benefit. Ci spiega il percorso che avete fatto in tal senso e cosa ha comportato nella pratica per voi questa scelta?

La consapevolezza di dover inevitabilmente rivedere un modello di business industriale che, a livello globale, continua a sottrarre valore e risorse alla società e alla biosfera, unita alla responsabilità di operare come impresa dell’agrifood promotrice di uno sviluppo sempre più sostenibile, hanno portato la nostra organizzazione a decidere di essere in prima linea per contribuire a una transizione concreta.

L’Italia, con l’approvazione della legge 208 del 2016, è stata il primo Paese europeo a introdurre la forma giuridica di Società Benefit, che favorisce la costituzione di società che si impegnano a perseguire volontariamente finalità volte a raggiungere una prosperità diffusa. Nella pratica, abbiamo modificato il nostro Statuto definendo ben cinque aree per il beneficio comune (attenzione alla filiera produttiva, promozione della salute e del benessere del consumatore, valorizzazione del territorio in cui operiamo, promozione dell’economia circolare e mitigazione del cambiamento climatico, creazione di identità di gruppo e ambiente di lavoro positivo) che ci adoperiamo a traguardare descrivendone annualmente lo stato d’avanzamento attraverso la Relazione di impatto, documento la cui informativa è d’obbligo.

Filippo Capurso

Filippo Capurso, Sustainability coordinator Gruppo Andriani.

Che cosa sono la sostenibilità e l’economia circolare per Andriani e come cercate di attuarle in azioni concrete?

Al di là delle definizioni, credo che il concetto si possa ben rappresentare pensando a quella che dovrebbe – ahimè l’uso del condizionale! – essere la pratica più alta e pura, ma non per questo più rara, del comportamento di un essere umano: agire avendo a cuore non solo il vantaggio del singolo ma anche delle altre persone, più in generale delle comunità, tutelando le risorse naturali.

In Andriani testimoniamo il nostro impegno per la sostenibilità attraverso un approccio che si fonda su diversi aspetti, tra i quali un modello di business sempre più orientato alla creazione di valore condiviso per i nostri stakeholder e una strategia basata su un piano strategico di sostenibilità di medio-lungo termine. Sotto il profilo ambientale, per diminuire sempre più il nostro impatto in termini di emissioni di gas climalteranti in atmosfera, abbiamo iniziato un percorso di efficientemente energetico finalizzato alla neutralità carbonica del nostro stabilimento: raggiungeremo questo obiettivo entro il 2025, riutilizzando i sottoprodotti del processo produttivo e gli scarti della filiera agro-energetica, attualmente in fase di creazione, autoproducendo l’energia di cui necessitiamo.

Tante, inoltre, le iniziative di welfare per i lavoratori e quelle definite per valorizzare la diversità delle persone promuovendo cultura ed inclusione sociale. Tutte queste attività progettuali, che sfociano in azioni concrete, sono rendicontate annualmente attraverso i nostri report di sostenibilità e colgo l’occasione per segnalare che è stata da poco pubblicata sul nostro sito l’edizione relativa al 2021, denominata Relazione sulla Gestione di Sostenibilità, in quanto documento che integra l’informativa di legge prevista dall’art. 2428 del codice civile, prevalentemente di tipo finanziario, con le informazioni sulle performance di sostenibilità del Gruppo (sostenibilità ambientale, sociale, lotta alla corruzione e rispetto dei diritti umani), unitamente alla dichiarazione sull’impegno e sui risultati conseguiti in tema di Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e di azioni per il beneficio comune.

Fra i vostri brand più noti c’è Pasta Felicia, per il quale la materia prima e la filiera rappresentano elementi che fanno la differenza…

La nostra azienda, forte di un know-how unico nella produzione di pasta innovativa di alta qualità a base di materie prime naturalmente prive di glutine come legumi e cereali, a partire dal 2009 ha scelto di osservare l’alimentazione da una prospettiva nuova conquistando un ruolo di massimo rilievo nell’innovation food. Il nostro brand, Felicia, ha rinnovato le regole della tavola e la sua mission è quella di promuovere un’alimentazione sana, naturale e sostenibile, improntata all’ottimismo. 

Nel 2021 Felicia si è avvalsa di un nuovo pack system, totalmente riciclabile, in cui ingredientistica e benefici delle materie prime sono riportati in modo chiaro e leggibile, sottolineando gli aspetti distintivi delle produzioni, tra cui la filiera 100% italiana di legumi, di cui come Andriani siamo capofila. Si tratta della filiera italiana di legumi tra le più estese d’Italia, con cui supportiamo le aziende agricole aderenti nell’ottimizzazione dei disciplinari di coltivazione, sia in produzione integrata che biologica, fornendo loro strumenti e servizi informatici per allinearsi a criteri di agricoltura di precisione attraverso la tracciabilità e il monitoraggio di tutti i processi produttivi.

Forti di questa esperienza, abbiamo dato vita anche al Progetto Esfai (Ethiopian Sustainable Farming & Agriculture Initiative), in collaborazione con il partner locale Lovegrass Ethiopia, per la riscoperta e la valorizzazione del Teff, un antico cereale senza glutine, ricco di preziosi minerali. Oggi questo piccolissimo cereale è coltivato dalle comunità agricole locali con metodi tradizionali che si tramandano da millenni, ma che purtroppo non ne favoriscono la giusta resa. Abbiamo scelto di avviare questo progetto di filiera solidale per aumentarne la produttività, intervenendo con l’introduzione di alcuni strumenti per una semplice meccanizzazione del lavoro e volendo migliorare alcuni aspetti di stoccaggio, con una formazione costante ai vari operatori locali. Ci auguriamo che questo processo non solo tenderà a favorire la giusta resa in termini di quantità di prodotto, ma anche di ritorno economico sempre più adeguato per gli agricoltori. Da questo progetto sono nate le penne Felicia al Teff, unico prodotto 100% Teff attualmente disponibile sul mercato. 

Pasta

Particolare attenzione nella produzione delle paste Felicia è riservata alla filiera. (Foto: Andriani)

Il mercato è pronto per prodotti come i vostri? Di che numeri parliamo e quali obiettivi vi ponete nel medio-lungo termine?

Il consumatore odierno è evoluto e consapevole e tende a privilegiare un’alimentazione equilibrata. In questa direzione si orientano le scelte di acquisto di pasta healthy, a base di farine integrali di cereali e legumi. Con Felicia, il nostro brand, sosteniamo il cambiamento delle scelte alimentari verso soluzioni virtuose: d’altronde il nostro target è rappresentato da chi cerca benessere e sostenibilità e che ha voglia di sperimentare nuovi gusti. Il gluten free, infatti, ha conquistato le preferenze di un pubblico molto più vasto che acquista i nostri prodotti non più per necessità, ma per scelta.

Felicia rappresenta oggi il secondo brand a valore nel canale della Grande distribuzione organizzata (Gdo) italiana e dispone del più vasto assortimento di referenze biologiche del comparto a base di cereali come grano saraceno, avena, riso integrale e legumi come lenticchie, piselli, ceci, e rileviamo una crescita molto più ampia rispetto all’andamento del mercato: le nostre vendite sono cresciute del 41% a valore e del 44% a volume (fonte: NielsenIQ Totale Pasta Vendite a Valore Iper + Super AT 30 marzo 2022). Ci siamo posti come obiettivo ambizioso quello di accompagnare il consumatore nell’arco di tutta la giornata, dalla colazione al break, fino alla cena, sia a casa sia fuori casa. L’ingresso in altre categorie merceologiche consentirà inoltre a Felicia di confermarsi sempre più punto di riferimento del comparto, sia in Italia che all’estero, proponendo un nuovo modello alimentare, gustoso e consapevole.

Fra le vostre ultime referenze arrivate sul mercato quelle a base di spirulina, quello che potrebbe essere uno degli alimenti del futuro…

La coltivazione di spirulina è un progetto di economia circolare di cui siamo molto orgogliosi e che abbiamo realizzato in collaborazione con ApuliaKundi, giovane realtà pugliese specializzata in ricerca nell’ambito di microalghe per uso alimentare. L’impianto di coltivazione di questa microalga, ricchissima di proteine e di preziosi micro-elementi benefici per la salute, utilizza l’acqua proveniente dal processo di produzione, in particolare dal lavaggio delle trafile usate in pastificazione, come mezzo per la coltivazione della spirulina, previa apposita depurazione attraverso un impianto di ossidazione abbinato ad uno di osmosi inversa. Questo progetto di economia circolare ci permette di risparmiarne al giorno dai 12 ai 13 metri cubi (equivalenti a circa 185 docce quotidiane o al consumo giornaliero di un grattacielo di 20 piani). La spirulina prodotta, 100% italiana e biologica, viene in parte utilizzata negli Spaghetti a marchio Felicia, già disponibili in Gdo.

Sistemi di coltivazione di alga spirulina

Fra le paste Felicia ce ne sono anche a base di alga spirulina. (Foto: Andriani)

Altri progetti o iniziative in lancio? Cosa bolle in pentola?

Come Andriani, grazie all’acquisizione del 100% di Nove Alpi, azienda specializzata in alimenti da forno, abbiamo da poco fatto il nostro ingresso nel comparto Bakery, producendo sia conto terzi che con i brand Aglutèn, linea priva di glutine, e Aminò, linea aproteica, attualmente distribuiti nel canale farmaceutico e nei negozi specializzati, ma per i quali prevediamo in un prossimo futuro un’attività di rebranding e l’inserimento nella Gdo. 

L’offerta vanta una corposa proposta di ricette gluten free dedicate a croissant, pane in cassetta, fette biscottate, focaccine, plumcake, biscotti, eccetera, che via via saranno oggetto di innovazione anche attraverso un’accuratissima selezione di materie prime. In questo modo siamo oggi in grado di completare il ventaglio di offerta di prodotti senza glutine, rispondendo alle esigenze dei consumatori in ogni momento della giornata.

Sul fronte Felicia, in occasione di Cibus 2022 abbiamo presentato la nuova linea di pasta a marchio Felicia Professional, dedicata al canale Ho.Re.Ca. con tre linee di pasta dedicate al food service e alla ristorazione professionale, interpreti del suo modello di alimentazione improntata al gusto, all’equilibrio, al benessere e all’ottimismo. Il progetto rientra all’interno di una roadmap di sviluppo del brand, inaugurata l’anno scorso con la campagna “Alimentiamo l’ottimismo” e volta ad accrescere la brand awareness e a consolidare il nuovo posizionamento strategico di Felicia.

Sempre in occasione di Cibus 2022 abbiamo presentato, in assoluta anteprima, l’innovativa Instant Cup Felicia, Pasta e Cous Cous, naturalmente gluten free che sarà distribuita in Gdo entro l’anno. Realizzata con la sapienza del made in Italy, intercetta un target internazionale più giovane, tra cui i Millennials, e gli esploratori di sapori, che non rinunciano ad un buon primo piatto gustoso, italiano e pronto in pochi minuti. 

Prima accennava alla neutralità carbonica del vostro stabilimento. Ci spieghi meglio…

Sì, come dicevo, l’obiettivo principale dell’azienda è il raggiungimento della neutralità carbonica dello stabilimento principale entro il 2025, con lo scopo di espandere l’impegno anche verso le nuove realtà del perimetro aziendale (che aumentano di anno in anno). A tal proposito, abbiamo individuato e stiamo perseguendo un approccio strategico che prevede, da un lato, di ottimizzare i consumi energetici in termini di energia primaria mediante interventi di efficientamento energetico, e dall’altro di aumentare l’autoproduzione di energia in loco tramite impianti ad alta efficienza o da fonti rinnovabili. Questa strategia ha lo scopo di ridurre il prelievo di energia elettrica dalla rete e di gas naturale, limitando al contempo le emissioni di gas climalteranti in atmosfera.

A questo tema si lega anche il vostro Smart building Andriani. Di cosa si tratta esattamente?

La fase progettuale dello Smart Building Andriani, palazzina adibita ad uffici presso la nostra sede di Gravina in Puglia, è iniziata nel 2018, ben prima che lo smart working diventasse un approccio al lavoro altamente diffuso, con l’intento di creare un ambiente di lavoro incentrato sui principi di discrezionalità, trasparenza e benessere. Inaugurato nel 2020, lo Smart Building è infatti strutturato per permettere a ciascuno di scegliere, in base ai propri obiettivi, se lavorare alla scrivania, in isole collaborative, meeting room oppure fuori dall’ufficio. Proprio per determinare un approccio diverso al lavoro, l’azienda sta dando continuità a percorsi formativi e ad attività di coaching dedicate ai lavoratori per promuovere creatività e pensiero laterale, puntando allo sviluppo di soft skills considerate imprescindibili per il futuro della nostra società e delle nostre organizzazioni, quali ad esempio l’intelligenza emotiva, la gestione dello stress, l’anti-fragilità.

Smart Building Andriani

Lo Smart Building della sede di Andriani, a Gravina in Puglia, progettato secondo un preciso e innovativo approccio al lavoro e al benessere delle persone. (Foto: Andriani)

Portate avanti anche percorsi di educazione alimentare, cosa di cui c’è forte bisogno nel nostro Paese, che forse sta smarrendo gli insegnamenti della Dieta mediterranea…

Da diversi anni abbiamo avviato un programma di educazione alimentare riservato alle scuole primarie per sensibilizzare i ragazzi sui temi della sostenibilità e dell’importanza di un’alimentazione bilanciata dal punto di vista nutrizionale, nel rispetto dell’ambiente.
Il progetto, nel tempo, si è evoluto toccando sempre più classi in tutto il territorio italiano, coinvolgendo bambini e bambine anche attraverso diverse iniziative digitali. 
Tra queste, il progetto “Terra ti voglio bene”, a cui hanno partecipato oltre 600 studenti della Lombardia, del Veneto, della Toscana e della Puglia e che è diventato, nel 2021, un museo virtuale che raccoglie continuativamente i numerosi contributi che riceviamo e che, grazie anche alla collaborazione con Rete Dialogues per l’educazione alla cittadinanza globale, si è perfezionato a livello digitale espandendosi a livello nazionale.

Inoltre, con nell’anno scolastico 2021-2022 abbiamo avviato il progetto triennale sperimentale di ricerca-azione “Il Gusto del Futuro”, rivolto agli adolescenti per supportarli, in un delicato momento della vita in cui il rapporto con il corpo e con il cibo ha un ruolo importate dal punto di vista sociale, psicologico e fisico, nella scoperta di tradizioni e nuovi modelli alimentari sostenibili per ambiente e salute.

In ambito diversity e inclusion come Andriani avete qualche progetto particolare?

Per la nostra azienda è importante implementare una cultura aziendale sempre più inclusiva, ed è il motivo per il quale siamo promotori di una serie di iniziative dedicate ai temi D&I, sia internamente sia per rispondere ai bisogni del territorio. Tra i vari progetti segnalo in particolare la valorizzazione del ruolo genitoriale in azienda; le attività di sensibilizzazione per contrastare la violenza sulle donne e le discriminazioni di genere; la collaborazione con Special Olympics relativa ad attività di volontariato aziendale. 

Andriani Wellness, Andriani Arts Academy e Bike to Work invece cosa sono?

Si tratta di attività di welfare e di Csr dedicate al benessere dei lavoratori e dei loro figli. Andriani Wellness prevede corsi di risveglio muscolare, stretching, cardio-fitness e meditazione trascendentale guidati da professionisti all’interno della palestra annessa allo Smart Building, oltre alla disponibilità di percorsi alimentari personalizzati, curati da uno chef e da un nutrizionista. 

Andriani Arts Academy è il percorso formativo di natura artistica che Andriani dedica ai figli dei lavoratori dai 4 ai 18 anni, con la volontà di offrire loro l’opportunità di esprimere liberamente la propria creatività e di realizzare le potenzialità personali, nella convinzione che lo studio delle arti, quali componenti universali dell’esperienza umana, possa favorire lo sviluppo delle capacità espressive e di comunicazione personali, l’integrazione delle componenti cognitive e affettivo-sociali della personalità e i processi di socializzazione, oltre a permettere l’acquisizione di una sensibilità estetica e di un atteggiamento più consapevole, contribuendo alla prevenzione di disagio, devianza e bullismo.

Bike to Work, invece, è un’iniziativa incentrata sulla salute e sicurezza dei lavoratori e sulla salvaguardia delle risorse ambientali. Con Bike to Work, infatti, Andriani ha messo a disposizione un parco di biciclette a pedalata assistita da utilizzare per il tragitto casa-lavoro e nel tempo libero, ciascuna dotata di Gps per monitorare i chilometri effettuati mensilmente, sulla base dei quali ogni lavoratore aderente all’iniziativa riceve un incentivo in busta paga.

Lei è Sustainability Coordinator del Gruppo Andriani. Se dovesse dare qualche dritta ai giovani che vogliono intraprendere la professione di sustainability manager, che consiglio gli darebbe? Come si diventa manager della sostenibilità, qual è il percorso canonico che si segue?

Paragonerei la sostenibilità a un viaggio in continuo divenire, che va vissuto portandosi nello zaino grande curiosità, interesse e spirito critico: il senso del viaggiare, in questo caso, sta nel trovare soluzioni a problematiche già critiche oggi e che un domani, ahimè, lo saranno sempre più. Di sicuro, non ci si deve abituare alla sedentarietà tra le scrivanie degli uffici: occorre affrontare le varie tematiche da diversi punti di vista, studiare ciò che di buono è già stato realizzato, confrontarsi con chi ha concepito idee innovative, ricercare quindi, conoscere e sperimentare. Personalmente, dopo gli studi in ingegneria ambientale e i quattro anni di esperienza aziendale nell’ambito della sostenibilità, vorrei approfondire alcuni aspetti relativi ai modelli di sviluppo sostenibile attraverso un master e poi, per l’appunto, avere sempre più possibilità di confrontarmi con gli altri attori del cambiamento a livello globale.

Un’azienda wise, “saggia” appunto, quali caratteristiche dovrebbe avere secondo lei?

Non credo sia possibile ambire alla saggezza se non si possiede la consapevolezza del proprio ruolo all’interno di uno scenario globale, la cui direzione appare ben marcata. Deve essere proprio questo il punto di partenza dal quale, successivamente e con decisione, occorre individuare le aree di maggior impatto relative all’operato della propria organizzazione e definire azioni specifiche per mitigarne gli effetti negativi.

Impegnarsi concretamente per la tutela dell’ecosistema, portare avanti programmi per la crescita professionale e culturale dei lavoratori, avere l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del territorio in cui si opera, sono i punti cardinali imprescindibili per poter, poi, settare la bussola verso temi ancor più ambizioni, ma non secondari, quali l’open innovation e la coevoluzione dei sistemi paralleli. Non dimentichiamoci come la sostenibilità, termine che si presta a diverse interpretazioni non sempre ben definite, possa diventare un valore reale soltanto attraverso la condivisione.

Vincenzo Petraglia

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
CONOSCI IL PERSONAGGIO

Filippo Capurso

Sustainability Coordinator Andriani