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Iginio Straffi: l’Italia non dimentichi la sua capacità creativa

di Vincenzo Petraglia
14 Aprile 2011

Il fondatore dello studio di animazione marchigiano, famoso nel mondo per aver inventato le popolarissime Winx, è soprattutto un grande sognatore. Che è riuscito a coniugare business e valori puntando sull'impegno e sulla voglia di migliorare sempre. Oggi la zua azienda è un impero economico in continua crescita, ma soprattutto un team affiatato, dove ciascuno può investire e far crescere la propria creatività

Iginio StraffiLa sua matita è una bacchetta magica che crea sogni per bambini di tutti gli angoli del Pianeta. Iginio Straffi, 45 anni, marchigiano, è l’uomo che partendo da niente ha trasformato la creatività in un vero e proprio impero economico. Oggi la Rainbow SpA, fondata a Loreto nel 1995, ha infatti oltre trecento dipendenti nel mondo, un fatturato di ben 60 milioni di euro, con un incremento del 20 percento rispetto al 2009, e nonostante la crisi continua a crescere e investire.

Partiamo dal principio. Chi è Iginio Straffi?

Un grande appassionato di storie e un sognatore che spesso riesce a far diventare realtà i propri sogni.

Come si crea un impero economico come il suo?

Con tanto lavoro e voglia di migliorare sempre. Da quando ho iniziato ad oggi non ho mai smesso di imparare da chi è più bravo di me. Soprattutto all’inizio lavoravo anche diciotto ore al giorno stando attento a ogni dettaglio e senza lasciare mai nulla al caso. La nostra idea vincente è stata quella di aver puntato fra i primi negli anni ‘90 su contenuti fruibili attraverso vari mezzi: televisione, Internet, libri, giocattoli, videogiochi, abbigliamento. In questo modo i nostri personaggi uscendo dal contesto televisivo sono entrati nella vita di tutti i giorni di moltissimi bambini e noi siamo riusciti a coniugare creatività e spirito imprenditoriale.

Qual è l’azienda ideale per Iginio Straffi?

Un luogo a dimensione umana con tanta luce e fuori un ambiente il più possibile intatto. Qualcosa che suggerisca pace, armonia e contribuisca alla socializzazione e alla concentrazione. Il nostro nuovo stabilimento tra Loreto e Recanati, tra le colline ed il mare, è stato realizzato tenendo conto di queste caratteristiche e questi valori.

La sede della Rainbow

Fattore umano ed economia possono sempre convivere?

Debbono assolutamente convivere, io come imprenditore mi sforzo perché quello che viene realizzato in termini finanziari contribuisca a creare cose sempre più belle realizzate da persone che lavorano sempre meglio e con obiettivi sempre più ambiziosi.

Iginio StraffiNella sua azienda quanto si punta sulla qualità delle relazioni umane?

Moltissimo, sin dai primi giorni di vita. All’inizio eravamo in cinque, in un villino di campagna, e nella pausa pranzo ero io che buttavo la pasta e preparavo il sugo. Oggi nella nuova azienda per duecento persone abbiamo il bar, la piscina ed il campo da calcetto e quando andiamo in giro per il mondo siamo una squadra giovane che impara ma che soprattutto si diverte a lavorare. Non c’è distanza fra di noi in azienda e anche se il lavoro è organizzato perché ognuno abbia dei compiti precisi c’è sempre anche una grande libertà per proporre nuove idee e crescere tutti insieme.

Lei personalmente che tipo di rapporto ha impostato con i suoi dipendenti?

Non ho più il tempo di fare la pasta per tutti, ma ogni volta che posso cerco di creare dei momenti che non siano esclusivamente legati al lavoro. Ho bisogno di capire se gli altri sono in sintonia con me e se sono soddisfatti.

Le WinxQual è la soddisfazione maggiore che riceve dal suo lavoro?

Il sorriso dei bambini. Ricevo lettere di ragazzini e ragazzine completamente immersi nel mondo delle Winx come quando io ai miei tempi sognavo di essere Tarzan o Zorro. Questo mi dà una soddisfazione che va oltre qualunque premio o ricavo economico perché capisco che sono riuscito a mettere in moto la loro creatività. È un’emozione incredibile…

E dai suoi dipendenti?

La certezza che stanno apprezzando dove stiamo andando e che è grazie a loro che ci riusciamo.

Mi faccia la graduatoria delle tre cose più importanti per lei.

Il bene, l’amore, l’amicizia.

Come sono nate le Winx?

Da un’intuizione, ma anche da uno studio approfondito. Alla fine del ’90 imperavano cartoni quali Dragon Ball, Pokémon, Digimon. Quello che mancava era un cartone “femminile” forte. Così ho pensato di realizzare l’idea che già da tempo avevo nel cassetto: riprodurre la lotta tra il bene e il male con due scuole rivali, una di fate e una di streghe. Le une che cercano di diffondere l’egoismo, il male, l’arroganza e le nostre fatine invece che difendono il bene, l’onestà, l’amicizia, l’altruismo. Diversamente da quello che era il modo corrente di rappresentare le streghe, di solito brutte e un po’ trash, noi abbiamo scelto di disegnarle belle e alla moda, rigorosamente made in Italy, una vera novità. Eroine femminili che potessero ognuna contenere la magia delle donne.

Tecnicamente quali sono le fasi che dall’idea portano alla produzione di un cartone?

Partendo dall’idea si scrive il soggetto e poi la sceneggiatura. Nel frattempo dai bozzetti dei personaggi ci sono dei disegnatori molto bravi che sviluppano tutte le viste del personaggio: di fronte, di lato, di trequarti, da sopra, da sotto, sorridente, arrabbiato. Per ogni personaggio della storia vengono fatte circa venti tavole di espressioni e posizioni. Poi ci sono altri artisti che cominciano a disegnare le scenografie degli ambienti che io descrivo nella trama iniziale. Quindi case, città, ambienti naturali, siti archeologici, tutto quello che serve, a volte una vera e propria città, l’autentica ricostruzione di un mondo. Dopo arriva il turno degli storyboardisti che sono quelli che fanno la visualizzazione sotto forma di fumetto di tutta la storia. Intanto si cominciano a disegnare i personaggi secondari, si definiscono i colori, tutti gli ambienti con precisione e si registrano le voci dei personaggi con gli attori doppiatori. Tutto questo materiale viene poi valutato assieme per vedere se funziona. Vengono definiti tutti gli altri dettagli, quindi anche musiche e doppiaggio definitivo, e a questo punto comincia il lavoro di coloro che si occupano dell’animazione. Diciamo che è un lavoro piuttosto complesso che richiede per ogni cartone almeno due anni.

Iginio Straffi al lavoro

Quanto sono cambiati i cartoni dalla classica Heidi a oggi?

Tantissimo: sia nel tratto grafico che nel ritmo. Oggi c’è molta più velocità e azione e storie più complicate.

Non sono diventati in generale troppo violenti?

Sì e infatti qualche volta mi meraviglio come vengano trasmessi certi cartoni. Non credo, come molti temono, che possano far crescere in maniera deviata i bambini, piuttosto che possano stimolare comportamenti di emulazione durante l’infanzia come per esempio picchiare altri bambini. E anche questo certo non va bene.

Cosa bolle in pentola alla Rainmbow? Quali le novità all’orizzonte?

Tre sfide decisive: il lancio di Winx Club negli Usa, il grande parco a tema a Roma che sta per aprire, una nuova spinta su Huntik che è il nostro prodotto per maschietti che è artisticamente un vero e proprio capolavoro.

Quali i nuovi mercati nei confronti dei quali vi state indirizzando?

Gli Stati Uniti e l’Est Europa.

In due battute, per battere la crisi cosa non si dovrebbe mai aver paura di fare secondo Iginio Straffi?

Noi italiani non dobbiamo mai smettere di inventare cose belle.

Come vede il futuro del genere umano? È ottimista o pessimista al riguardo?

Sono ottimista e penso che l’uomo del futuro sarà, grazie alla tecnologia, sempre più simile a Leonardo da Vinci.

Huntik

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