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Eric Ezechieli: il futuro del fare impresa si chiama B Corp

Da Patagonia a illycaffè passando per il Gruppo Chiesi, sono sempre di più le aziende che abbracciano questo nuovo modello di business. Eric Ezechieli, fondatore di Nativa, la prima Benefit Corporation in Europa, ce ne spiega prospettive e opportunità. Per non rimanere indietro in un trend ormai inarrestabile.

Vincenzo Petraglia
15 Luglio 2020

“Credo che le B Corp avranno risultati economici migliori rispetto ad altri tipi di aziende” (Robert J. Shiller, Premio Nobel per l’Economia 2013). “Tra cinque o dieci anni guardando indietro diremo: questo è stato l’inizio di una rivoluzione perché il paradigma esistente non funziona più. Questo è il futuro” (Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, prima grande azienda a trasformarsi in B Corp nel 2011).

Voci autorevoli di un trend in grande ascesa, quello delle B Corp, ulteriore evoluzione della corporate social responsibility, che sempre più caratterizzerà il futuro delle aziende e che segnerà lo spartiacque fra le imprese di successo e quelle che, non evolvendosi, saranno destinate con molta probabilità a scomparire.

L’emergenza globale innescata dal Coronavirus ha reso, d’altronde, ancora più evidente quanto siano ormai superati i modelli economici finora seguiti, cui l’alternativa più promettente sembra essere proprio quella delle Benefit Corporation. Evoluzione darwiniana applicata al business dunque. Un processo che non si può evidentemente più ritardare, come dimostrano le scelte in tal senso anche di marchi globali quali Patagonia, illycaffè o Chiesi Farmaceutici, solo per citarne alcuni. «Siamo tutti interdipendenti e non possiamo più ignorare tale verità e questo è un momento unico e irripetibile per condividere e rendere universali quei principi che sono alla base del movimento B Corp, impegnato già da anni a livello globale nel cambiare i paradigmi della nostra economia per evolvere verso un modello rigenerativo», spiega Eric Ezechieli, co-fondatore, insieme con Paolo Di Cesare, di Nativa, la prima B Corp a nascere in Europa e country partner per l’Italia di B Lab, il network globale di imprenditori che promuove le B Corp in tutto il mondo.

Lo abbiamo intervistato alla vigilia del Summit Italiano delle B Corp 2020 del 16 luglio che mette a confronto quest’anno in forma virtuale leader nazionali e internazionali per capire insieme come costruire un futuro più equo e sostenibile, in concomitanza del quale viene lanciata anche la campagna “Unlock the change”, progetto di sensibilizzazione per creare un sistema economico e di business sostenibile, che rigeneri la società e l’ambiente.

Nell’intervista con Ezechieli cerchiamo di capire meglio questo trend in atto, come si diventa una B Corp, quali sono le differenze con una Benefit Corporation e soprattutto perché conviene abbracciare questa nuova filosofia di fare impresa. Per il bene della propria azienda, ma anche per quello di tutti gli stakeholder.

Eric Ezechieli

Eric Ezechieli, co-fondatore di Nativa, prima B Corp e Benefit Corporation in Europa.

Eric, mai come adesso, a causa, e forse sarebbe il caso di dire anche grazie al Covid-19, è arrivato il momento di cambiare paradigma passando dai modelli economici classici a quello delle B Corp? Intanto spieghiamo cosa sono le B Corp…

Sì, la pandemia ha mostrato le fragilità dei nostri sistemi economici e sociali mettendo in evidenza il significato dell’interdipendenza. Nessuno di noi è un’isola e ogni cosa a questo mondo è connessa. È certamente un momento unico e irripetibile per condividere e rendere universali quei principi che il movimento globale delle B Corp ha già fatto propri da anni spingendo verso il cambiamento dei paradigmi della nostra economia, ormai inadeguati, in favore di un nuovo modello rigenerativo, l’unico capace di creare valore condiviso nel lungo termine. Le aziende e gli imprenditori che hanno aderito al movimento perseguono un cambiamento sistemico per un’economia non più basata su un modello estrattivo, che cioè distrugge più valore di quanto ne crei, per le persone, le comunità e l’ambiente, dando vita a degrado sociale e ambientale, un impoverimento a dir poco esplosivo.

Più nello specifico cosa sono le B Corp e come funzionano?

Sono aziende guidate da principi più evoluti, sempre all’interno del modello capitalistico che però si evolve passando dallo sharehold capitalism allo stakeholder capitalism. In pratica per queste aziende il modello non è più fondato sul primato degli azionisti ma punta a creare valore per la comunità. Si continua a fare profitto, ma producendo un impatto positivo al di fuori dell’azienda. Le B Corp sono lo spartiacque fra good marketing e good company. Queste aziende perseguono, accanto allo scopo classico della divisione degli utili, anche la finalità di creare un beneficio comune, rigenerare la società e l’ambiente, operando in modo sostenibile e trasparente, e hanno parametri ben definiti per misurare e verificare in modo rigoroso l’impatto dei loro business. Seguendo questo approccio, quindi, se un’azienda non è in grado di creare più valore di quanto ne distrugge, è meglio che non esista.

Come si misurano questi parametri e come si diventa una B Corp? Che requisiti sono richiesti?

Attraverso il B Impact Assessment (BIA), il protocollo di misura di impatto sociale e ambientale più diffuso al mondo, già adottato da oltre centocinquantamila aziende nel mondo e che consente di misurare il vero valore creato da un’azienda. Se si supera la selezione del BIA (almeno 80 punti su una scala 0-200) – che è utilizzabile gratuitamente, semplicemente collegandosi sul sito, per fare una preventiva autovalutazione e chiedere poi l’eventuale certificazione vera e propria – un’azienda è rigenerativa ed è quindi eleggibile per diventare una B Corp certificata.

Ezechiali e Paolo Di Cesare

Ezechieli con Paolo Di Cesare, co-fondatore di Nativa, country partner per l’Italia di B Lab, il network globale di imprenditori che promuove le B Corp in tutto il mondo.

La certificazione vera e propria avviene ad opera di B Lab, il consorzio globale di imprenditori, di cui Nativa è rappresentante in Italia, che ha messo a punto questo protocollo e che promuove le B Corp in tutto il mondo. I parametri presi in considerazione sono molto stringenti – basti pensare che solo il 5% delle aziende raggiunge il punteggio minimo per poi passare alla fase successiva di certificazione – e misurano gli elementi e gli indicatori più disparati: dal business model alla trasparenza aziendale, dalle relazioni con clienti, fornitori e comunità agli impatti sociali e ambientali. Una volta certificate, le aziende si impegnano a rispettare questi standard e a innovare continuamente e possono assumere anche lo status giuridico di Società Benefit.

Bisogna fare un distinguo tra B Corp e Società Benefit (alias Benefit Corporation). Spieghiamo le differenze…

Le B Corp hanno introdotto prima negli Usa (Benefit Corporation) e poi in Italia (Società Benefit) e in altri paesi uno status giuridico innovativo, per proteggerne e allinearne la missione. Tutte le B Corp in Italia scelgono anche di diventare Società Benefit e oltre a questo superano le rigorose soglie di eleggibilità per ottenere la certificazione B Corp da parte di B Lab. Le B Corp sono quindi tutte società (ad esempio SpA, Srl, eccetera) a scopo di lucro o meglio, a scopo di benefit. Le Società Benefit sono quelle che avviano un percorso e modificano il proprio oggetto sociale per diventare a duplice scopo, adottando lo status giuridico specifico introdotto dalla Legge di Stabilità 2016. Quindi si può essere Società Benefit senza essere (ancora) B Corp, proprio per la selettività del processo e l’impegno necessario a diventarlo, mentre tutte le B Corp sono o diventano entro breve tempo Società Benefit. Col tempo le Società Benefit possono tutte adottare gli strumenti di misurazione degli impatti delle B Corp e tendere ai più alti livelli di performance.

Di che numeri parliamo attualmente?

In Italia, e il nostro Paese è davvero all’avanguardia in questo campo, ci sono 100 B Corp certificate e 500 Società Benefit. In Europa siamo a 1.500. Il futuro ormai è tracciato e sempre più aziende, anche marchi globali, si pensi soltanto a Patagonia, illycaffè o Chiesi Farmaceutici, solo per citarne alcuni, guardano a questo modello come la naturale evoluzione dei loro business, l’unico modo per creare davvero valore condiviso nel lungo termine alimentando al contempo la propria capacità di innovare e incamerare risultati economici. Perché è dimostrato esserci diretta correlazione fra i risultati in termini di impatto e quelli economici: le aziende con migliori performance sotto il profilo dell’impatto sulla comunità sono anche le più performanti dal punto di vista economico.

Nativa è stata la prima B Corp in Europa. Cosa fate nello specifico?

Sì, nel 2012 siamo stati la prima Benefit Corporation e nel 2013 la prima B Corp in Europa e il nostro lavoro è quello di affiancare le aziende per accelerare il loro percorso di evoluzione verso l’innovazione e la sostenibilità affinché abbiano un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Vincenzo Petraglia

Per saperne di più:

Unlock the change

Nativa

Certified B Corporation

Società Benefit

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