Wise Society : Festival della Mente 2013: il primo festival europeo dedicato alla creatività

Festival della Mente 2013: il primo festival europeo dedicato alla creatività

17 Luglio 2013

Il Festival della Mente, il primo festival in Europa dedicato ai processi creativi, taglia quest’anno il traguardo della decima edizione. Il festival si propone come un crocevia tra sapere umanistico e scientifico attraverso riflessioni intellettuali e artistiche: 90 fra conferenze, spettacoli e workshop realizzati appositamente da alcuni dei più significativi pensatori italiani e stranieri.

Festival della Mente 2013

Apre la manifestazione la lectio magistralis di Guido Rossi nella quale il giurista riflette sulle idee quali vere responsabili, nella storia dell’umanità, delle vicende positive o negative, felici o tragiche, della vita dell’uomo e delle comunità. Lo scrittore Paolo Giordano si interroga sulla fase della vita che segue l’adolescenza – e che, forse, ne è la propaggine estrema. Secondo lo scrittore Emanuele Trevi tutte le epoche sono accomunate da un sentimento di insufficienza, come se il semplice nascere non bastasse a rendere un uomo protagonista del suo divenire. L’esperto di comunicazione Carlo Freccero riflette su un tema di stringente attualità: la televisione ha ucciso creatività e cultura? La conoscenza dei bambini è sempre imperfetta, perché non arriva a un sapere concluso, ma è fatta di stupore, desiderio e movimento febbrile del pensiero. Eppure, come sostiene la saggista Gabriella Caramore, questa sapienza imperfetta è l’unica che tutte le grandi tradizioni religiose e filosofiche hanno additato come vera. Chi, oggi, pur avendo più di 60 anni, non si definisce giovane? Chi sono e dove sono realmente i giovani? Queste le domande che si pone il politologo Ilvo Diamanti: il futuro si è così dissolto che non c’è più tensione verso qualcosa di nuovo. Più gli Europei si sentiranno sicuri e riconosciuti nella dignità delle loro nazioni, meno si chiuderanno a riccio nel loro stato e difenderanno i valori europei nel mondo. È in questa Europa “cosmopolitica che Ulrich Beck vorrebbe vivere. Lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari propone una riflessione sul cibo al tempo della crisi: piacere e fame; cucina ed economia.

La psicoanalista Alessandra Lemma spiega che l’ansia per il proprio aspetto, la funzione psicologica della chirurgia estetica sono elementi sempre più ricorrenti nella società dell’apparire. La filosofa Nicla Vassallo si oppone al concetto standardizzato de “la donna”, un’essenza femminile dentro cui forzare a ogni costo le troppe differenze e varietà tra donne. Per alcune persone la bellezza è legata alla soggettività del gusto individuale, per altre, invece, bello è ciò che corrisponde a parametri che possono essere definiti in termini oggettivi. Nel tentativo di uscire da queste antinomie, il filosofo Umberto Curi esamina i modi in cui era concepita la bellezza alle origini della tradizione culturale dell’Occidente. Secondo il priore Enzo Bianchi, l’amore è «una fiamma divina», fonte di vita e creatività, mentre questo rapporto non è sempre semplice per il filosofo Massimo Cacciari, che si interroga su come trovare nella passione l’humus per la creatività della mente. Il saggista Stefano Bartezzaghi e lo psicoanalista Massimo Recalcati dialogano invece su tradizione e innovazione.

Il neuroscienziato Stefano Cappa e il fotografo Ferdinando Scianna si confrontano sul tema della memoria e fotografia e su come entrambe non restino immobili, ma si trasformino in continuazione. Il farmacologo Silvio Garattini osserva che l’aspettativa di vita, grazie alla ricerca, sta crescendo significativamente. Il problema dell’invecchiamento cerebrale sarà la vera questione del terzo millennio. Tre gli appuntamenti scientifici dedicati al tema “Cosa cambierà il nostro futuro”: l’intelligenza artificiale per il matematico e logico Piergiorgio Odifreddi; il cervello che ci difende per il neuroscienziato Gianvito Martino; il cervello segreto per il genetista Edoardo Boncinelli.

Lella Costa spiega come l’ironia sia un costante tentativo di libertà di pensiero, l’antidoto a ogni forma di assolutismo e integralismo. Lo scrittore Jonathan Coe e lo psicologo Massimo Cirri dialogano sul sense of humour come strumento di analisi e chiave interpretativa del mondo. La filosofa Laura Boella ci spiega come gli aspetti centrali della crisi contemporanea possono essere superati solo con il riconoscimento dell’altro, la cura e la solidarietà. Il criminologo Adolfo Ceretti e Massimo Cirri leggono il presente esaminando le paure vecchie e nuove. Oggi emergono dalla consapevolezza della perdita di centralità dello Stato.

Il filosofo Bernard-Henri Lévy analizza rivalità e alleanze tra pittura e filosofia rifacendosi alla celebre condanna che Platone fece dell’arte. Gli storici dell’arte Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa conducono una riflessione sulle convenzioni che regolano la produzione culturale nell’ampio mondo dei musei e delle mostre nell’Italia della crisi economica. La storica dell’arte Cristina Baldacci e il filosofo Andrea Pinotti dialogano sulla “archiviomania”, il bisogno individuale e collettivo di accumulare e collezionare nell’arte contemporanea. Antonio Marras, in un dialogo con la critica d’arte Francesca Alfano Miglietti, racconta come per lui la moda sia il legame con altri linguaggi, un nuovo alfabeto che può comunicare con essi. Luca Barcellona ci mostra come la scrittura possa essere una forma d’arte, alla riscoperta della calligrafia. Lo scrittore Nicola Gardini tratta il tema della “lacuna”, ancora inesplorato in letteratura: la letteratura non è fatta solo di parole e affermazioni, ma anche di silenzi, e questi silenzi parlano. La poetessa Chandra Livia Candiani propone un percorso tra poesia e meditazione, “vie notturne”, poco decifrabili dalla sola ragione, eppure nette, essenziali. Il romanziere Tim Parks analizza il ruolo della creatività con riferimento ai grandi scrittori della letteratura europea, e propone un modo nuovo per pensare al rapporto tra un’opera, la nostra vita e quella di chi l’ha scritta.

Nel centesimo anniversario dell’inizio della pubblicazione de “Alla ricerca del tempo perduto”, l’attore Sandro Lombardi omaggia il genio letterario di Proust con una lettura di alcune pagine del capolavoro. Il pianista Ramin Bahrami propone “Viaggio in Italia. Grand Tour musicale con Bach e Scarlatti”, un viaggio sotto forma di concerto attraverso le sorprese e le meraviglie del Settecento musicale italiano. “Cantami una poesia”: un recital musicale dei fratelli Toni e Peppe Servillo, che cantano, recitano canzoni e poesie accompagnati dal Solis String Quartet. Il coreografo e danzatore Virgilio Sieni mette in scena una riflessione sulla Resistenza; sul palco anche ex partigiani, protagonisti con lui dello spettacolo. L’attore e autore Alessandro Bergonzoni, torna al festival per continuare l’esilarante dialogo con il pubblico, iniziato dieci anni fa, sul tema della creatività. Chiude le tre serate del festival lo storico Alessandro Barbero con la trilogia “Medioevo da non credere.

Prezzo € 3,50 per gli incontri e € 7 per gli spettacoli e gli approfonditaMente.

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