Wise Society : Unilever dimezzerà la propria plastic footprint entro il 2025
ARTICOLI Vedi tutti >>

Unilever dimezzerà la propria plastic footprint entro il 2025

La multinazionale anglo-olandese accelera il percorso di sostenibilità assumendo impegni per diminuire l'utilizzo della plastica

Rosa Oliveri
29 ottobre 2019

Dimezzare l’utilizzo di plastica vergine incrementando l’uso di plastica riciclata e riducendo l’uso complessivo di imballaggi in plastica di più di 100 mila tonnellate è l’ultimo ambizioso obiettivo fissato della multinazionale Unilever da realizzare entro il 2025. Titolare di 400 marchi tra i più diffusi nel campo dell’alimentazione, bevande, prodotti per l’igiene e per la casa (da Algida a Calvè e Knorr fino a Cif, Dove, Mentadent e Fissan solo per citarne alcuni), Unilever al momento ha una plastic footprint di 700.000 tonnellate all’anno e impegnandosi a ridurla entro il 2025 a 350.000 tonnellate di plastica vergine è tra i player che possono incidere nella lotta mondiale per la riduzione.

Se tutti nel proprio piccolo possono dare il proprio contributo alla battaglia contro la plastica usando borracce riutilizzabili invece delle bottiglietta di plastica usa e getto o preferendo per gli acquisti prodotti con un packaging alternativo, una consistente riduzione della plastica è impossibile senza la collaborazione delle grandi aziende multinazionali di prodotti di consumo. Sono queste ultime a essere chiamate a cambiare il loro approccio all’utilizzo della plastica nel packaging e al riciclo degli stessi imballaggi. Un impegno che per le aziende sta diventando sempre più strategico anche in chiave economica perché, come rileva un’indagine condotta dalla britannica GlobalData nel quarto trimestre 2018, il 55% dei millennials e il 45% della generazione Z in tutto il mondo, sono influenzati da quanto un prodotto sia ecologico.

unilever, plastic, footprint, imballaggi

Unilever ha una plastic footprint di 700.000 tonnellate all’anno. Il suo obiettivo è impegnarsi a ridurla entro il 2025 a 350.000 tonnellate di plastica vergine, Image by iStock

Muovendosi spedita lungo la strada della sostenibilità, Unilever si è ulteriormente esposta andando oltre gli obiettivi già fissati per il 2025 che prevedevano l’utilizzo di imballaggi in plastica riutilizzabili, riciclabili o compostabili e la garanzia dell’uso di almeno il 25% di plastica riciclata nelle sue confezioni. «La plastica ha il suo posto, ma quel posto non è l’ambiente. La nostra visione è quella di un mondo in cui ognuno lavora insieme per assicurare che la plastica stia dentro l’economia e fuori dall’ambiente. Per questo ci impegniamo a raccoglierne più di quanta ne vendiamo, come parte del nostro percorso verso un’economia circolare. Un compito arduo ma stimolante che contribuirà ad aumentare la domanda globale di plastica riciclata», ha detto il CEO dell’azienda, Alan Jope. Queste parole sono state pronunciate in concomitanza con l’annuncio dei nuovi obiettivi e, non ultimo, dell’impegno ad aiutare a raccogliere e trasformare una maggiore quantità di imballaggi in plastica rispetto a quelli venduti.

«Possiamo eliminare lo spreco di plastica solo agendo velocemente e attuando azioni radicali in tutte le fasi del ciclo di vita della stessa. Bisogna partire dal ridurre l’ammontare della plastica che usiamo e, a seguire, accertarsi che quello che usiamo provenga sempre di più da fonti riciclate», ha spiegato Jope focalizzandosi sul «ripensamento dell’approccio al packaging e ai prodotti», sull’introduzione «di nuovi e innovativi materiali» e sullo studio di «nuovi modelli di business come i formati ri-uso e ricarica».

I nuovi obiettivi rientrano nel programma Less, better, no plastic di Unilever che conta già diverse sperimentazioni che vanno dall’utilizzo di confezioni Eco-refill con il 75% di plastica in meno fino a quelle in plastica 100% riciclata con vuoti a rendere. Ci sono poi le  “stazioni” di ricarica per shampoo e detersivi per il bucato distribuite in negozi, università e vending machine nel Sud-Est asiatico; l’utilizzo di plastica nera con un pigmento che la rende identificabile dagli scanner degli impianti di riciclaggio e la produzione di prodotti come le cartucce di dentifricio ricaricabile, gli stick deodoranti in cartone e gli spazzolini da denti in bambù.

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
Link Sponsorizzati
COMMENTA NELLA COMMUNITY

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 32202 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 21997 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 32434 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 32384 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1532 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 31079 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 26971 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 11998 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 6928 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 32383 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 20180 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 32435 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 23978
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY