Wise Society : Telemarketing addio? Arriva il Nuovo Registro pubblico delle opposizioni

Telemarketing addio? Arriva il Nuovo Registro pubblico delle opposizioni

di Andrea Ballocchi
21 Luglio 2022

Dal 27 luglio sarà attivo un nuovo strumento che aiuterà i cittadini a difendersi dalle chiamate indesiderate, anche se ricevute al cellulare. Metterà fine al telemarketing aggressivo? La risposta di Frank Merenda, espero di marketing che fornisce qualche consiglio su come difendersi

Il nuovo Registro pubblico delle opposizioni potrebbe porre fine al telemarketing aggressivo, che ognuno di noi subisce almeno una volta al giorno. Dal 27 luglio, infatti, verrà attivato questo servizio che non comprenderà solo i numeri fissi: per la prima volta verrà esteso anche ai numeri di telefono cellulari. I cittadini potranno godere dei suoi benefici iscrivendosi e gestendo l’iscrizione tramite sito web, telefono ed email, “e per gli operatori di telemarketing, che disporranno delle funzionalità per la verifica delle liste di numerazioni mediante le modalità web e PEC”, specifica il portale del Registro delle opposizioni. La novità più significativa di questo nuovo servizio, che comprenderà anche i numeri non presenti negli elenchi telefonici nazionali, sta nella possibilità di bloccare tutte le telefonate di telemarketing, anche quelle fatte con modalità automatiche.

Cornetta di un telefono

Foto Shutterstock

Nuovo Registro pubblico delle opposizioni: cosa cambia

Il nuovo Registro pubblico delle opposizioni arriva con l’entrata in vigore del Dpr 26/2022, pubblicato lo scorso 29 marzo sulla Gazzetta Ufficiale. È il Regolamento che reca “disposizioni in materia di istituzione e funzionamento del registro pubblico dei contraenti che si oppongono all’utilizzo dei propri dati personali e del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali”. Come auspica ADOC – Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori – si spera di porre la parola “fine” sia alle telefonate fatte da un operatore o con sistemi automatizzati sia alla pubblicità cartacea che diffonde materiale pubblicitario o di vendita diretta, oppure alle ricerche di mercato o comunicazioni commerciali.

Come funziona

Come funziona il registro? Le chiamate diventeranno illegali entro 15 giorni dall’iscrizione sul Registro. Questo significa l’obbligo per le aziende di telemarketing di consultare il Registro ogni 15 giorni ed escludere così i numeri da chiamare, ha spiegato la stessa associazione dei consumatori, che pone anche un monito. Il nuovo Regolamento prevede, infatti, che, iscrivendosi al Registro, verranno azzerati tutti i consensi dati nel passato. “Vi consigliamo, pertanto, di porre grande attenzione per il futuro a non apporre consensi all’utilizzo da parte di terzi dei nostri dati sensibili”, sottolinea in una nota. La ragione è che se si dà il consenso alle telefonate dopo l’iscrizione nel Registro, si torna a essere contattabili. Quindi occorrerà iscriversi di nuovo, “cosa che comunque si può fare quante volte si vuole”, specifica la stessa ADOC.

Televendita selvaggia: ma funziona davvero?

Resta da capire perché la tecnica di televendita aggressiva sia ancora attuale. Significa che ha un riscontro? E se sì, è quantificabile? «Non esiste un dato univoco per tutti i settori, dipende dal prodotto, dal servizio, dalla formazione che ricevono i ragazzi che lavorano al centralino (normalmente poca) e il target che viene contattato», risponde Frank Merenda, marketing influencer di rilievo in Europa.

«L’utilizzo del telemarketing è una tecnica di promozione che esiste da quando c’è il telefono. Viene adottata perché nonostante sia una fastidiosa interruzione nella vita delle persone, funziona ed è la soluzione con il miglior rapporto di “ritorno sulla spesa” in proporzione a quanto l’azienda investe e quanto guadagna da tali pratiche».
Il telemarketing è efficace, a modo suo: i rischi maggiori li corrono gli utenti fragili come anziani e persone sole. «Per loro, ricevere una telefonata è anche un momento di sollievo durante la giornata. Queste sono le persone più deboli e che andrebbero tutelate al meglio perché sono più facilmente raggirabili e manipolabili e spesso non sono nemmeno in grado di capire cosa stanno accettando verbalmente mentre parlano con l’operatore truffaldino», sottolinea il marketing influencer.

Frank Merenda

Foto Frank Merenda

Come difendersi dal telemarketing aggressivo

Una motivazione efficace alla base del perdurare del fenomeno del telemarketing selvaggio – contro cui ci si auspica di difendersi grazie al nuovo Registro pubblico delle opposizioni – è che le società responsabili continuano a portarlo avanti perché è un sistema che conoscono e che alla fine porta loro qualche risultato. A pagare sono gli utenti finali, che non hanno grandi strumenti di difesa: «non sono molti in realtà gli strumenti, eccettuata una maggiore attenzione magari da parte dei familiari di persone fragili – specifica Merenda –. Soluzioni come il registro sono interessanti, ma occorre sempre vedere come si evolvono. Spesso, infatti, vale il proverbio “fatta la legge trovato l’inganno”».

Le tecniche di vendita più efficaci

Nuovo Registro pubblico delle opposizioni a parte, resta da comprendere oggi quali siano le tecniche di vendita alternative e più efficaci rispetto al telemarketing, per un’azienda che vuole raggiungere risultati. La risposta la fornisce lo stesso esperto: «ancora oggi perdura il porta a porta: non è affatto scomparso, anzi è vivo più che mai.
Un’azienda che vuole raggiungere risultati oggi anche grazie al web ha modi estremamente più efficaci di raggiungere e interessare il proprio pubblico target. Per fare qualche esempio, oggi esistono Google, Youtube, i social network che portano online quel tipo di pubblicità che una volta era appannaggio solo di chi poteva permettersi radio e televisioni nazionali».

Lo stesso Frank Merenda segnala quali sono gli errori che si commettono più frequentemente in una vendita telefonica: «il vero problema non è la vendita telefonica di per sé, quanto come venga utilizzata. Quando si interrompe, si disturba una persona che sta facendo altro, che non ha richiesto una nostra chiamata, che si sente invasa nella privacy e che si trova alle prese e sotto pressione per acquistare qualcosa. Sui grandi numeri ovviamente funziona ma è umiliante sia per i milioni di persone che ogni giorno vengono sottoposte a interruzioni e disturbi e a presentazioni di prodotti e servizi non richiesti sia per lo stesso operatore telefonico».

Il modo più corretto sarebbe invece quello per le aziende di formarsi e innovarsi. «Oggi è possibile fare in modo di arrivare al giusto target, con il media più idoneo e con il messaggio più corretto e far sì che le persone realmente interessate siano loro a rendersi disponibili per essere richiamate e ricevere quindi una chiamata richiesta».

Andrea Ballocchi

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