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Sustainability manager: chi è, cosa fa e come diventarlo

di Valentina Neri
1 Dicembre 2025

Chi è e cosa fa un sustainability manager: le competenze, il percorso formativo e le opportunità di carriera degli Esg manager nelle aziende italiane

Parlare in astratto di sostenibilità è facile. Molto meno facile è darle una direzione chiara all’interno di un’azienda e trasformarla in azioni concrete. Per questo, nelle organizzazioni – soprattutto quelle di grandi dimensioni – il ruolo del sustainability manager sta diventando sempre più centrale. Rispondiamo alle domande più comuni su questa figura professionale: cosa fa un sustainability manager, quanto guadagna, quali competenze gli servono e attraverso quali percorsi formativi le può acquisire per intraprendere questa professione celebre fra i green jobs del futuro?

Sustainability manager

Foto Shutterstock

Cosa fa un sustainability manager

Cominciamo innanzitutto spiegando il significato di sustainability manager. In estrema sintesi, si tratta della figura che coordina strategie, obiettivi e progetti legati ai temi ambientali, sociali e di governance (Esg) all’interno di un’azienda. Più nel concreto, analizza i rischi e le opportunità legate ai fattori Esg, presenta progetti ad hoc e per ciascuno di essi definisce obiettivi e indicatori (Kpi), dialogando da un lato con il management e dall’altro lato con le funzioni direttamente coinvolte.

Per fare qualche esempio più concreto, tra i progetti di cui un sustainability manager può tenere le redini ci sono i piani di decarbonizzazione, l’introduzione di packaging biodegradabile o riciclato, l’efficientamento energetico degli impianti. Oppure, sul fronte sociale, la stesura di codici di condotta per i fornitori, le policy di diversità e inclusione, la formazione interna. Queste e altre iniziative vanno inserite in un quadro strategico organico, monitorate nel tempo e rendicontate in modo coerente con le normative e gli standard più diffusi.

Le competenze del sustainability manager

Tra il 2022 e il 2023 la società di consulenza Deloitte ha interpellato un campione di 500 aziende italiane e intervistato 41 responsabili della sostenibilità, per fotografare le caratteristiche di questa figura professionale e le aspettative da entrambi i punti di vista.

Le competenze ritenute prioritarie per il lavoro di sustainability manager sono quelle verticali sulla sostenibilità (citate dal 54% delle aziende e dal 78% dei responsabili sostenibilità), seguite da quelle sul settore di pertinenza (con percentuali rispettivamente del 24% e del 76%). Le aziende tengono molto al fatto che il sustainability manager mostri ottime capacità di comunicazione e ascolto (45%) e di negoziazione (14%). Skill che però i professionisti intervistati citano più di rado (rispettivamente 22% e 5%), concentrandosi piuttosto su quelle legali e normative (32%) ed economiche e manageriali (29%).

 

Quanto guadagna un sustainability manager

Ad eccezione delle realtà più grandi e strutturate, che possono contare su un Chief Sustainability Officer (Cso), nella maggior parte dei casi il sustainability manager non è una figura C-suite. La sua posizione, anche retributiva, varia da azienda ad azienda: può infatti riportare alla direzione generale o al Ceo quando i temi sono strategici, oppure ai responsabili delle funzioni più coinvolte nei progetti di sostenibilità (HR, operations, finance, marketing e così via). Secondo varie fonti, in Italia lo stipendio di un sustainability manager si attesta tra i 40mila e gli 80mila euro annui.

Quante aziende italiane hanno un responsabilile della sostenibilità

Sempre dall’analisi di Deloitte si scopre che solo il 7% delle aziende italiane ha in organico una persona che si occupa esclusivamente di sostenibilità. Una percentuale che però sale al 37% per le realtà con più di 50 dipendenti. Questa figura nel 52% dei casi è stata introdotta da 2-5 anni e nel 38% dei casi è inquadrata come dirigente, nel 30% come quadro e nel 27% come impiegato.

Criteri ESG

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Come diventare sustainability manager

Un buon punto di partenza per intraprendere la carriera di sustainability manager è il conseguimento di una laurea in ingegneria gestionale o ambientale, economia, giurisprudenza o scienze ambientali. Si tratta di percorsi piuttosto trasversali che si possono poi completare con un master o un corso per Esg manager. Il percorso professionale di solito comincia con ruoli più operativi, come quello di sustainability analyst o responsabile Csr: dopo aver maturato qualche anno di esperienza si è pronti per assumere responsabilità strategiche e manageriali a tutto tondo.

La certificazione dei sustainability manager

Per ottenere un riconoscimento formale della propria professionalità, è utile conseguire una certificazione conforme alla prassi italiana di riferimento, la Uno/PdR 109.1:2021 (“Attività professionali non regolamentate: profili professionali nell’ambito della sostenibilità – Parte 1: Sustainability Manager, Sustainability Practitioner”).

Questo schema stabilisce requisiti precisi di conoscenze, abilità, autonomia e responsabilità per la figura del sustainability manager. Per accedere all’esame di certificazione occorre aver maturato – a seconda del titolo di studio – almeno 3-5 anni di esperienza specifica e aver frequentato almeno 40 ore di formazione negli ultimi tre anni.

Valentina Neri

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