Chi è e cosa fa un sustainability manager: le competenze, il percorso formativo e le opportunità di carriera degli Esg manager nelle aziende italiane
Parlare in astratto di sostenibilità è facile. Molto meno facile è darle una direzione chiara all’interno di un’azienda e trasformarla in azioni concrete. Per questo, nelle organizzazioni – soprattutto quelle di grandi dimensioni – il ruolo del sustainability manager sta diventando sempre più centrale. Rispondiamo alle domande più comuni su questa figura professionale: cosa fa un sustainability manager, quanto guadagna, quali competenze gli servono e attraverso quali percorsi formativi le può acquisire per intraprendere questa professione celebre fra i green jobs del futuro?

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Cosa fa un sustainability manager
Cominciamo innanzitutto spiegando il significato di sustainability manager. In estrema sintesi, si tratta della figura che coordina strategie, obiettivi e progetti legati ai temi ambientali, sociali e di governance (Esg) all’interno di un’azienda. Più nel concreto, analizza i rischi e le opportunità legate ai fattori Esg, presenta progetti ad hoc e per ciascuno di essi definisce obiettivi e indicatori (Kpi), dialogando da un lato con il management e dall’altro lato con le funzioni direttamente coinvolte.
Per fare qualche esempio più concreto, tra i progetti di cui un sustainability manager può tenere le redini ci sono i piani di decarbonizzazione, l’introduzione di packaging biodegradabile o riciclato, l’efficientamento energetico degli impianti. Oppure, sul fronte sociale, la stesura di codici di condotta per i fornitori, le policy di diversità e inclusione, la formazione interna. Queste e altre iniziative vanno inserite in un quadro strategico organico, monitorate nel tempo e rendicontate in modo coerente con le normative e gli standard più diffusi.
Le competenze del sustainability manager
Tra il 2022 e il 2023 la società di consulenza Deloitte ha interpellato un campione di 500 aziende italiane e intervistato 41 responsabili della sostenibilità, per fotografare le caratteristiche di questa figura professionale e le aspettative da entrambi i punti di vista.
Le competenze ritenute prioritarie per il lavoro di sustainability manager sono quelle verticali sulla sostenibilità (citate dal 54% delle aziende e dal 78% dei responsabili sostenibilità), seguite da quelle sul settore di pertinenza (con percentuali rispettivamente del 24% e del 76%). Le aziende tengono molto al fatto che il sustainability manager mostri ottime capacità di comunicazione e ascolto (45%) e di negoziazione (14%). Skill che però i professionisti intervistati citano più di rado (rispettivamente 22% e 5%), concentrandosi piuttosto su quelle legali e normative (32%) ed economiche e manageriali (29%).
Quanto guadagna un sustainability manager
Ad eccezione delle realtà più grandi e strutturate, che possono contare su un Chief Sustainability Officer (Cso), nella maggior parte dei casi il sustainability manager non è una figura C-suite. La sua posizione, anche retributiva, varia da azienda ad azienda: può infatti riportare alla direzione generale o al Ceo quando i temi sono strategici, oppure ai responsabili delle funzioni più coinvolte nei progetti di sostenibilità (HR, operations, finance, marketing e così via). Secondo varie fonti, in Italia lo stipendio di un sustainability manager si attesta tra i 40mila e gli 80mila euro annui.
Quante aziende italiane hanno un responsabilile della sostenibilità
Sempre dall’analisi di Deloitte si scopre che solo il 7% delle aziende italiane ha in organico una persona che si occupa esclusivamente di sostenibilità. Una percentuale che però sale al 37% per le realtà con più di 50 dipendenti. Questa figura nel 52% dei casi è stata introdotta da 2-5 anni e nel 38% dei casi è inquadrata come dirigente, nel 30% come quadro e nel 27% come impiegato.

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Come diventare sustainability manager
Un buon punto di partenza per intraprendere la carriera di sustainability manager è il conseguimento di una laurea in ingegneria gestionale o ambientale, economia, giurisprudenza o scienze ambientali. Si tratta di percorsi piuttosto trasversali che si possono poi completare con un master o un corso per Esg manager. Il percorso professionale di solito comincia con ruoli più operativi, come quello di sustainability analyst o responsabile Csr: dopo aver maturato qualche anno di esperienza si è pronti per assumere responsabilità strategiche e manageriali a tutto tondo.
La certificazione dei sustainability manager
Per ottenere un riconoscimento formale della propria professionalità, è utile conseguire una certificazione conforme alla prassi italiana di riferimento, la Uno/PdR 109.1:2021 (“Attività professionali non regolamentate: profili professionali nell’ambito della sostenibilità – Parte 1: Sustainability Manager, Sustainability Practitioner”).
Questo schema stabilisce requisiti precisi di conoscenze, abilità, autonomia e responsabilità per la figura del sustainability manager. Per accedere all’esame di certificazione occorre aver maturato – a seconda del titolo di studio – almeno 3-5 anni di esperienza specifica e aver frequentato almeno 40 ore di formazione negli ultimi tre anni.
Valentina Neri
