Wise Society : Stampa 3D un’opzione sostenibile in edilizia, nel food e nel biomedicale
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Stampa 3D un’opzione sostenibile in edilizia, nel food e nel biomedicale

Lo racconta il fondatore della startup italiana Wasp: "Ho preso parte a cene in cui tutto era stampato in 3D, non solo il cibo, ma anche piatti e bicchieri. E persino sedie e tavoli".

Andrea Ballocchi
8 febbraio 2019

La stampa 3D può giovare all’edilizia come al food, ma i benefici li sperimenta anche il biomedicale. C’è una startup italiana che fa scuola: si chiama Wasp ha fatto parlare – bene – di sé con Gaia, la casa stampata utilizzando solo materiali naturali ed è stata da poco premiata col Klimahouse Startup Award 2019. Ma nel tempo si è cimentata o lo sta facendo in vari altri settori, persino nel realizzare cibo: come sia possibile lo spiega il fondatore, Massimo Moretti.

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Stampa 3D: Massimo Moretti di Wasp con il modellino di una casa stampato in creta, Foto: wasp

CUCINARE IN 3D, UN’ESPERIENZA ESALTANTE CHE AIUTA ANCHE I CELIACI – «Il principio della stampa 3D è depositare materiale in maniera controllata. Lo stesso con cui si realizza tradizionalmente un piatto di lasagne al forno, preparata così con l’intento di esaltare i sapori. Lo stesso si può pensare usando la stampante, con un primo piatto o un cioccolatino realizzato in modo da aumentare la piacevolezza al palato. L’intento non è solo estetico, ma anche funzionale al gusto. Permette innumerevoli varianti, forme, consistenze. Certo, occorre che alla stampante 3D si metta un tecnico formato per l’uso e che si metta al servizio del cuoco, edotto sulle possibilità che offre questa tecnologia». L’uso di questa soluzione è particolarmente utile per garantire il rispetto di determinati canoni di sicurezza alimentari, specie nel caso di intolleranze, come nel caso dei celiaci, elaborando così alimenti gluten free. Ed è un obiettivo su cui si è già cimentata Wasp con un progetto dedicato: «è certamente utile, l’utilizzo di una stampante 3D è ideale per evitare ogni contaminazione con ingredienti specifici e gluten free. Un altro vantaggio offerto è di non occupare molto spazio per agire, gestendo l’elaborazione di alimenti senza glutine in modo sicuro ed efficiente». Quello che a oggi manca è la preparazione: « sono rari i cuochi interessati e formati alla preparazione alimentare con stampa 3D perché probabilmente non conoscono le potenzialità di questa soluzione». Moretti racconta che ha preso parte a cene in cui tutto era stampato in 3D, non solo il cibo, ma piatti e bicchieri, persino sedie e tavoli. Iniziative che hanno riscosso grande partecipazione di pubblico, curioso di scoprire questa nuova tendenza capace di abbinare qualità alla funzionalità. Quindi pronti a sognare un piatto di bucatini all’amatriciana? «Certo, le possibilità sono ampie. Basta conoscere bene la tecnica»

Ma c’è un altro aspetto utile nel preparare cibo in 3D e riguarda la possibilità di ridurre a zero o quasi lo spreco. «La forza della stampa è che tutto viene preparato al momento: quindi c’è la possibilità di preparare cibo fresco, solo al bisogno e su misura. Vale per costruire una casa come per preparare piatti. Non serve contare su grandi quantitativi di materie prime, ma di una attenta programmazione per usare solo il necessario, in cucina come in cantiere».

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La stampa 3D permette diridurre al massimo lo spreco di cibo durantre la preparazione, Foto: Wasp

DAL CIBO ALLE PROTESI, SOSTENIBILITA’ E SOLIDARIETA’ SI FANNO AVANTI – Come funziona nel cibo, così il 3D è efficace nel settore biomedicale. Con prospettive interessanti e che guardano anche alla solidarietà: «stiamo portando avanti un progetto in Siria, in convenzione con il professor Firas Al Hinnawi dell’Università di Damasco in collaborazione con la cooperativa reggiana Amar dove abbiamo inviato macchine e materiali per realizzare protesi. In questa terra martoriata servono 50mila protesi solo per i bambini mutilati. Grazie alla collaborazione tra medici e tecnici che collaborano con Wasp, stiamo dando vita – pur con varie difficoltà – a un’officina ortopedica digitale con uno staff attivo sul posto si potranno inviare le informazioni utili allo scopo». Tramite risorse umane, e con attrezzatura che comprende, oltre alle stampanti e materiali, anche computer e strumentazioni che scannerizzano l’arto su cui costruire una protesi su misura.

In generale, il settore biomedicale dimostra un grande interesse per questa tecnologia che «permette di dare forma al sapere da remoto, mediante macchine, come già funziona, in linea di principio, nel Web. Il 3D è adatto per creare forme libere e organiche, duttili quindi alle necessità di realizzare qualsiasi forma, su misura delle esigenze specifiche». Persino ossa: ed è questa l’ultima scommessa su cui ha investito l’azienda romagnola, per mostrare le ampie potenzialità della tecnologia. «Abbiamo sviluppato lo scorso anno e lo porteremo avanti con forza quest’anno un nuovo modo per realizzare protesi impiantabili. Tramite Villiam Dallolio, medico neurochirurgo, abbiamo sviluppato un sistema per realizzare stampi monouso per protesi di teche craniche impiantabili in materiali bio compatibili e certificate».

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