Wise Society : Silver economy, le opportunità dell’economia della terza età

Silver economy, le opportunità dell’economia della terza età

di Maria Enza Giannetto
15 Settembre 2023

L'invecchiamento costante della popolazione mondiale mette di fronte a nuove sfide per garantire un buon livello di qualità della vita ma è anche un'opportuità di crescita per vari settori economici. L'economia della terza età diventa sempre più un traino di sviluppo per paesi, istituzioni e imprese

Spendono di più, hanno più tempo libero e tanta voglia di fare nuove esperienze. Ovviamente, salute e denaro permettendo. Gli anziani rappresentano ormai un target di riferimento per tanti servizi che vanno dal turismo allo sport, passando per cultura e commercio. Proprio per questo, la silver economy, ovvero l’economia costruita sulle risorse accantonate e possedute dalla fascia di persone agée nonché sui loro bisogni, desta sempre più attenzione da parte di imprese e istituzioni e offre tante opportunità di sviluppo.

Silver economy: cos’è e cosa significa

Letteralmente silver economy significa economia d’argento con un chiaro riferimento ai capelli bianco-argento delle persone anziate. Nel report “The Silver Economy” della Commissione europea del 2018 questa economia è definita come “l’insieme delle attività economiche che rispondono ai bisogni delle persone con 50 o più anni di età, inclusi anche i prodotti e servizi di cui queste persone usufruiscono direttamente e l’ulteriore attività economica che questa spesa genera”. La definizione di silver economy, oggi, però prende in considerazione solo le persoe sopra i 65 anni, quindi sarebbe: settore economico che si sviluppa attorno ai bisogni delle persone di età superiore ai 65 anni.

L’idea di base è, infatti, che l’invecchiamento della popolazione, che è ormai una realtà, non debba essere solo una questione da affrontare e risolvere quanto un’opportunità di investimento e di sviluppo economico. In pratica si tratta della risposta economica alla società che cambia e invecchia ma che, soprattutto nell’ottica dell’healthy ageing, vede negli anziani un target a cui rivolgere le proprie attenzioni, non solo come servizi welfare ma come offerta di una vasta gamma di proposte di vita, di intrattenimento, di cultura e persino di formazione nella terza età.

Silver economy: una risposta alla tendenza demografica

L’invecchiamento della popolazione mondiale è evidente. Secondo i dati Eurostat, ad esempio, nel 2020 gli over 65 erano già il 20% della popolazione dell’intera Unione Europea: una cifra in crescita da cui deriva la stima che tra meno di 40 anni le persone sopra i 65 anni saranno circa il 30% della popolazione europea totale. Il dato riguarda da vicino il nostro paese visto che il 23% della popolazione italiana è già agee e secondo le proiezioni Istat saranno circa il 35% nel 2050. E se questi numeri realitivi alla longevità portano alla ribalta la questione welfare, caregiving, sanità e benessere, è indubbio che ci siano vari settori che, invece, possono guardare alla fetta di popolazione silver come possibili clienti dei propri servizi e progettare le proprie offerte rispetto a questa nuova fotografia della popolazione.

Grazie ai progressi di medicina e nuove tecnologie, si vive più a lungo – Wisesociety ha dedicato il Longevity e Anti-Aging forum al tema -. Gli anziani oggi si occupano dei nipoti (se non addirittura dei figli), comprano seconde case, nuove auto nuovi arredi. L’invecchiamento della popolazione pone di fronte a tante questioni: da una parte la popolazione più anziana diventa, in genere, meno attiva nel mondo del lavoro, ma il dearo accumulato negli anni e la sicurezza mensile di pensioni e mette di fronte a varie opportunità e a una economia della terza età su cui investire.

Il Pil della Silver economy

Secondo i dati della Commissione Europea, il Pil della Silver economy nel 2025 rappresenterà il 32% di quello dell’Unione Europea e il 38% dell’occupazione. La domanda e i bisogni dei consumatori silver saranno quindi sempre più importanti nell’economia dell’UE e, per  questo, l’Unione Europea da tempo sottolinea la necessità di politiche e investimenti mirati ai bisogni degli anziani con tanto di risposta sociale “essenziale”.

Il processo di invecchiamento globale viene, per molti aspetti, considerato come un “peso sociale” per via della sostenibilità fiscale del mantenimento di una buona qualità della vita delle persone avanti con l’età. I servizi erogati dallo Stato, e quindi sovvenzionati grazie alle tasse dei cittadini, risentono, certamente, dell’impatto dell’invecchiamento della popolazione. Minor numero di lavoratori attivi, minori entrate fiscali, più pensioni da pagare significa maggior peso per le casse dello Stato. Tutto questo, però, non può negare come la popolazione silver possa essere anche quella disposta a investire e spendere di più in vari settori e abbia bisogno di servizi e prodotti ad hoc.

La crescente domanda di prodotti destinati ai consumatori anziani riguarda, infatti, anche  l’aumento di beni e servizi più attenti alla sostenibilità, alla qualità, fino al design più inclusivo. E tutto questo delinea un’attenzione verso il binomio silver economy-Pil. Per questo, l’invecchiamento della popolazione mondiale, di fatto, sta producendo un impatto significativo sullo sviluppo di specifici prodotti e servizi e questo genererà impatti complessi sulla competitività.

Silver economy tra tasse, riforme, nuovi ministeri

Per far fronte a questa situazione, molti Paesi hanno già avviato riforme per migliorare le proprie strutture fiscali riducendo le imposte sul lavoro e ricavando, ad esempio, maggiori entrate dalle “tasse ambientali”. Non solo. A causa dell’invecchiamento medio della popolazione ci sono paesi – ad esempio Australia, Nuova Zelanda, Canada, Malta, Scozia-  che si sono già dotati di un Ministero della Terza Età. Un ente che potrebbe facilitare lo sviluppo di un approccio coordinato alla silver economy e alle problematiche e opportunità legate alla terza età.
L’Onu ha proclamato il decennio 2021-2030 come The United Nations Decade of Healthy Ageing e nell’Agenda 2030 si fa riferimento preciso al concetto di invecchiamento attivo, «inteso come processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano (OMS), con ricadute proficue sia per i singoli individui sia per le loro comunità.
Una curiosità: dal 2018 si svolge a Genova il Silver Economy Forum dedicato, appunto,  alle prospettive della Silver Economy. Si tratta di un appuntamento durante il quale vengono presentate analisi sul comportamento degli anziani, sulle preferenze di consumo e sono anche presenti le aziende che stanno sviluppando i prodotti pensati per gli agee.

… e nuovi business

Ma quali sono le opportunità e i settori che possono trarre beneficio e sviluppo economico dall’invecchiamento della popolazione? La Silver Economy  sicuramente sta cambiando alcuni settori più di altri, quali ad esempio l’alimentazione, le assicurazioni, l’edilizia, la mobilità, le IT, la salute, lo sport, il tempo libero e il turismo. Prodotti pensati per le persone anziane e pacchetti specifici, studiati, ad esempio, per il turismo della terza età o per la formazione continua come l’università della terza età, sono ormai una realtà, così come silver economy e tecnologie informatiche, silver economy e assicurazioni, nonché investimenti per la terza età e tanto, tanto altro.  Detto in soldoni: non si deve considerare la Silver Economy come un target per gli investimenti ma come una variante trasversale.

Silver economy e Italia: tra sfide e opportunità

La silver economy, secondo gli addetti ai lavori e gli analisti è quindi un’opportunità per i paesi dove l’invecchiamento della popolazione è già evidente, proprio come l’Italia. Secondo lo studio della Rome business school: Silver economy e invecchiamento demografico in Italia, nel nostro Paese, al primo posto nella spesa dei Silver c’è la casa con il 48,7% del totale della spesa media mensile; il secondo settore è il consumo alimentare che per le coppie over 65 è più alto di circa il 12% rispetto alle corrispondenti tipologie familiari più giovani; il terzo settore per importanza è quello dei trasporti a cui le coppie di 65 anni e più dedicano circa il 9% della loro spesa mensile e i servizi sanitari che rappresentano il 6-7% della spesa mensile.
Per questo, il processo di invecchiamento non è più considerato come una minaccia alla sostenibilità fiscale ma una risorsa a patto che si crei un tessuto economico che sappia cogliere le opportunità della silver economy trasformando così in un fattore di sviluppo e benessere la presenza di una popolazione fra le più longeve al mondo. Insomma, adattando l’economia italiana alla tendenza demografica si aprono per le imprese italiane vari e nuovi scenari in vari settori.

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