Wise Society : Cos’è la policrisi, l’impronta globale della nostra società

Cos’è la policrisi, l’impronta globale della nostra società

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4 Febbraio 2026

La policrisi globale indica un periodo in cui crisi multiple coesistono e si rafforzano a vicenda. Per questo richiede nuove soluzioni e un modello di risposta e risoluzione che integrato

Climatica, geopolitica, economica, sanitaria. Le crisi? Possono essere tante, coesistere e interegire tra loro amplificandosi a vicenda, aumentando la loro portata. E quando questo avviene si parla di policrisi: una situazione, appunto, in cui più crisi distinte si verificano allo stesso tempo producendo effetti complessivamente molto più gravi della semplice somma delle singole recessioni, rendendo la situazione assai più complessa da affrontare e risolvere. Approfondiamo allora questo concetto capendo meglio cos’è la policrisi attraverso la sua definizione e i modi in cui si concretizza nella nostra società.

Concetto di policrisi

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Cos’è la policrisi? 

Il concetto di policrisi affonda le radici nell’ambito accademico, ma si è presto diffuso nel dibattito pubblico e geopolitico. Quanto alla definizione di policrisi, oggi non ne esiste una universalmente accettata da un organismo internazionale specifico, ma il concetto è stato ampiamente adottato a livello globale con un significato piuttosto chiaro.

Ma andiamo con ordine. Il termine fu coniato per la prima volta dal filosofo e sociologo francese Edgar Morin e dalla sua collaboratrice Anne Brigitte Kern, che nel loro libro Terre-Patrie, pubblicato nel 1993, usarono il neologismo per descrivere l’inter-solidarietà dei problemi globali. Secondo i due studiosi, la policrisi avrebbe a che fare con i “molti problemi vitali” (politici, ambientali, economici e sociali) che si intrecciano, rendendo la “crisi generale del pianeta” la sfida principale.

Dall’ambito accademico, il termine è stato poi ripreso a livello internazionale da figure politiche come Jean-Claude Juncker che nel 2016, come Presidente della Commissione Europea, ha usato il termine in un discorso per descrivere la combinazione di ciò che l’Europa stava affrontando: la crisi del debito sovrano, la crisi migratoria e l’instabilità geopolitica.

E’ stato poi lo storico dell’Economia Adam Tooze (professore alla Columbia University) a rendere il concetto davvero popolare. Tooze, infatti, ha utilizzato il termine per interpretare la situazione mondiale post-2020, caratterizzata dal sovrapporsi di grandi crisi come la pandemia di Covid-19, la guerra in Ucraina, la crisi energetica e l’alta inflazione, instabilità politica, sottolineando come l’effetto complessivo sia più destabilizzante della semplice somma delle parti.

Non solo. Il concetto è stato poi adottato da importanti istituzioni come il World Economic Forum (WEF), che ha usato il termine policrisi nel Global Risks Report del 2023 per descrivere l’attuale panorama dei rischi globali, contribuendo alla sua diffusione nel linguaggio istituzionale e politico. Inoltre, il termine è stato così tanto utilizzato nel 2023 da essere annoverato come parola dell’anno.

policrisi

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Coesistenza e interconnessione tra le crisi

Perché si possa parlare di policrisi, di fatto, devono entrare in gioco alcuni elementi chiave. Innanzitutto nell’ottica dell’interconnessione si considera che le crisi non sono mai eventi isolati. Per fare un esempio, la crisi climatica contribuisce a quella alimentare, che a sua volta può innescare instabilità politica e migrazioni.

Inoltre, l’interazione tra le crisi ne amplifica gli effetti negativi in tutti i settori (economico, sociale, geopolitico, ambientale). Infine, l’estrema interdipendenza rende le sfide molto difficili da comprendere e risolvere con gli approcci tradizionali o con soluzioni settoriali. In pratica, non si tratta solo di affrontare una crisi alla volta, ma di gestire una situazione in cui fattori sono interconnessi e interagiscono tra loro, amplificando gli impatti e richiedendo non solo soluzioni nuove, ma spesso anche un nuovo approccio  per essere comprese e affrontate.

Quanto alle diverse crisi che si connettono tra loro nel contesto globale odierno, nominiamo a mo’ di esempio:

  • Crisi economica e finanziaria: inflazione, aumento del costo della vita, instabilità dei mercati.
  • Crisi ambientale: cambiamento climatico, eventi meteorologici estremi, perdita di biodiversità.
  • Crisi sanitaria: pandemie come il COVID-19, aumento delle malattie croniche o emergenze sanitarie locali.
  • Crisi sociale: disuguaglianze crescenti, disoccupazione, tensioni migratorie.
  • Crisi politica e istituzionale: instabilità dei governi, conflitti internazionali, fragilità delle istituzioni.

Come anticipato, quando queste crisi si verificano contemporaneamente, i loro effetti non si sommano semplicemente: si moltiplicano, e ogni crisi alimenta tutte le altre.

Cooperazione concept

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Perché è importante parlare di policrisi

Comprendere la policrisi è importante per evitare approcci frammentari ai singoli problemi e di conseguenza, una non risoluzione del problema. Affrontare una singola crisi senza considerare le interazioni con le altre può infatti portare a soluzioni inefficaci o addirittura controproducenti. Ad esempio, misure economiche restrittive durante una pandemia possono certamente proteggere i conti pubblici, ma allo stesso tempo aggravare la crisi sociale e sanitaria.

La prospettiva della policrisi, come vedremo fra poco, invita quindi a pensare in maniera sistemica, integrando strategie su più livelli: economico, sociale, ambientale e politico.

Come affrontare la policrisi per riscrivere il futuro

Come affrontare e risolvere la situazione di policrisi che caratterizza l’attuale quadro globale politico istituzionale e sociale? Ebbene, è fondamentale utilizzare strumenti innovativi e soprattutto collaborativi:

  • Analisi sistemica: capire come le crisi interagiscono tra loro e quali effetti a catena possono generare.
  • Politiche integrate: misure che considerino insieme economia, ambiente e società, evitando soluzioni settoriali.
  • Resilienza sociale ed economica: promuovere comunità, sistemi produttivi e istituzioni capaci di adattarsi e reagire alle emergenze.
  • Cooperazione internazionale: molte crisi, come il cambiamento climatico o le pandemie, non hanno confini, e richiedono coordinamento globale e non frammentazione dei provvedimenti.

La policrisi attuale è infatti il riflesso della complessità del mondo contemporaneo, dove le sfide non si presentano mai isolate. Per affrontarla, le soluzioni devono superare gli approcci settoriali e concentrarsi sulla trasformazione strutturale della società e dell’economia, ponendo l’accento sulla resilienza sistemica. Di fatto, per affrontare la policrisi si può pensare al cubo di Rubik: bisogna risolvere tutte le facce per raggiungere il risultato finale. Solo così possiamo costruire società più resilienti e preparate ad affrontare le sfide del futuro.

Maria Enza Giannetto

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