Wise Society : I lavori green del futuro tra specializzazione, multidisciplinarietà e ibridazione
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I lavori green del futuro tra specializzazione, multidisciplinarietà e ibridazione

Nel libro "Tutto ruota. Viaggio nel mondo dell'economia circolare", Luciano Canova e Fabrizio Iaconetti fanno il punto sull’economia green e su quali saranno le competenze e le professioni maggiormente ricercate nei prossimi anni

Maria Enza Giannetto
2 Marzo 2021

Le professioni del futuro sono green. È una speranza, un messaggio positivo ma anche una chiamata all’azione quella che arriva dal libro Tutto ruota. Viaggio nel mondo dell’economia circolare (Guerini Editore, 2021) a cura di  Luciano Canova e Fabrizio Iaconetti in cui, a parte fare il punto sull’economia circolare, si indagano proprio i lavori green che nei prossimi anni saranno i più ricercati sul mercato occupazionale.

Lavori Green ed economia circolare: un libro per fare il punto sulle professioni del futuro

“Il progetto – spiega Fabrizio Iaconetti specialista e consulente in innovazione, marketing, comunicazione – nasce dalla volontà di Greenthesis Group, che stava cercando di implementare il progetto “A Scuola di economia circolare” che, passando da migliaia di docenti, sarebbe dovuto arrivare nelle scuole secondarie per la conoscenza e sensibilizzazione i giovani sui temi del futuro dell’economia circolare.
La pandemia ha bloccato tutto, ma il gruppo che era già al lavoro ha deciso comunque di puntare sulla positività e trasferirla ai giovani con un libro sull’economia circolare per diffondere informazioni utili a un grande pubblico. Il pensiero e i contenuti che sono alla base del testo nascono, quindi, per dare forma concreta a un’occasione di dialogare con i giovani su temi così importanti”. L’idea si è rivelata lungimirante, tanto più che il libro è stato pubblicato proprio a gennaio quasi in concomitanza con la nascita del nuovo Ministero della Transizione Ecologica.

lavori green

Foto Shutterstock

Nel libro Tutto ruota, gli sbocchi occupazionali del futuro

“Più che lungimirante – sottolinea Luciano Canova, economista e divulgatore scientifico – per noi si tratta della naturale conseguenza di un percorso già ampiamente avviato. Oggi i giovanissimi vivono l’educazione ambientale come parte dei loro studi e della loro vita quotidiana. I giovani oggi sanno già che le professioni del futuro saranno green tanto che si chiedono già quale sia il percorso di studi più adatto per trovare lavoro più approdare a un lavoro di questo tipo. Domande a cui rispondiamo semplicemente che non ci sono preclusioni sulla scelta della facoltà universitaria ma che di sicuro ci si deve avviare verso la svolta eco e verso l’ibridazione. A parte ingegneria, scienze dure, scienze dell’economia, ci sono green jobs come il formatore, l’educatore, il designer comportamentali o quelli che si occupano di etica che sono sicuramente più di stampo umanistico. Mi piace ricordare che nella silicon valley, dopo ingegneria, la specializzazione più ricercata è filosofia. La verità è che bisognerà andare sempre di più verso un’abolizione della classificazione rigida e verso l’ibridazione tra le facoltà. Un po’ come in Inghilterra, dove ci sono esperimenti di questo genere”.

E sull’importanza dell’ibridazione e della multidisciplinarità è d’accordo anche Iaconetti. “La strada è quella della multidisciplinarità – aggiunge Iaconetti -. Faccio un esempio secco: una figura che di sicuro servirà sempre di più è quella del Chief sustainbility officer, che non è un mero tecnico ma una professionalità a tutto tondo, un manager multidisciplinare, uno stratega che supporta il manager aziendale sulle mosse da fare per lo sviluppo ecosostenibile“.

Ma quali saranno allora le professioni green sui cui puntare in futuro? Su quali green jobs va posto l’attenzione?

Entro il 2023, un lavoro su cinque sarà green

Già prima della pandemia, il  Focus Censis – Confcoperative “Smart &Green, l’economia che genera futuro” aveva sottolineato come l’occupazione in ambito ecosostenibile potrebbe coprire una quota pari al 18,9% sul totale del fabbisogno generato fino al 2023.

Ed era prima della Recovery Plan, del Green New Deal, Next Generation Eu, del Ministero della Transizione ecologica. I dati di due anni fa parlavano già di 481mila unità messe in campo dalle aziende ecosostenibili, circa mezzo milione di posti di lavoro; 100mila unità all’anno fino a prevedere, che nel 2023, ogni cinque nuovi posti di lavoro creati in Italia uno verrà creato da aziende ecosostenibili. Oltre  il 50 per cento in più di quelli generati dall’altro trend innovativo, ovvero il digitale.

I lavori green toccheranno la quota del 18,9 per cento sul totale del fabbisogno. “Specializzarsi nelle professioni green – spiegano Canova e Iaconetti – può rivelarsi quindi una scelta vincente, tanto più che i green jobs sono caratterizzati da una maggiore stabilità dei contratti, con un 46% di assunzioni a tempo indeterminato contro un 24 per cento per le altre figure. È vero che questi sono dati pre-Covid e che, davanti a noi, si apre un periodo particolarmente denso di incertezza per la crisi economica pronta a esplodere anche in Italia: tuttavia sostenibilità e transizione ecologica (non a caso è nato anche un ministero con questo nome) saranno due parole chiave delle aziende del domani”.

Green Jobs: il futuro del mercato del lavoro

Foto Shutterstock

L’attitudine al risparmio energetico sarà una skill per l’occupazione

E i due autori sottolineano anche come entra sul mercato del lavoro anche una nuova skill ovvero l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale che si rivela la competenza più richiesta dalle imprese subito dopo le cosiddette soft skill. E sembra essere addirittura più importante delle competenze digitali e della conoscenza degli strumenti per la comunicazione visiva e multimediale.

Lavori green: quali saranno i più richiesti?

Il rapporto GreenItaly 2019 contiene un elenco delle professioni green che saranno maggiormente richieste nei prossimi anni:

  • Installatore di reti elettriche a migliore efficienza
  • Programmatore agricolo della filiera corta
  • Meccatronico green
  • Manovale esperto di calcestruzzi green
  • Installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale
  • Risk manager ambientale
  • Educatore ambientale per l’infanzia (è una professione umanistica in mezzo a quelle più tecniche, per la quale non è previsto ancora un sistema di certificazione delle competenze ma definita «uno strumento fondamentale per sensibilizzare i cittadini e le comunità ad una maggiore responsabilità e attenzione alle questioni ambientali e al buon governo del territorio»
  • Esperto in gestione dell’energia (ingegnere energetico)
  • Promotore edile di materiali sostenibili
  • Meccanico industriale green

E tutti i lavori nell’ambito della comunicazione (social media manager tra gli altri): investire in progetti green e realizzarli è fondamentale, ma saper raccontare la propria storia per renderla di impatto è a tutti gli effetti un lavoro sempre più importante e vitalmente strategico per ogni business.

Inoltre, il libro dedica una sezione al fashion e ai lavori green che lo riguarderanno. “Parliamo di questo settore – concludono gli autori – per descrivere sei professioni del futuro che, ripensate all’interno del nuovo modello, diventeranno lavori assai diffusi negli anni a venire.

  1. Bioingegnere
  2. Chimico tessile
  3. Autenticator
  4. Sustainability manager
  5. Circular design assistant
  6. Responsabile del riciclaggio dei tessuti

Maria Enza Giannetto

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