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Fotovoltaico: l’esperienza di un’imprenditrice del vino

Nel 2000 José Rallo ha deciso di installare un impianto di energia rinnovabile per la sua azienda vinicola. I costi saranno ammortizzati in dieci anni. Il risparmio in bolletta é poco rilevante. Una scelta pionieristica. Che ha dovuto superare ostacoli e nodi burocratici. Ma che, se condivisa, potrebbe innescare un ciclo virtuoso

di Francesca Tozzi
4 dicembre 2009

 

José Rallo per la sua azienda Donnafugata ha scelto il fotovoltaico. Tre impianti a partire dal 2000. A oggi i costi sono ammortizzati in circa 10 anni. Le procedure burocratiche sono farraginose. L’accesso al prestito bancario ha tempi lunghi. E il risparmio in bolletta è poco rilevante. Insomma si  recuperano giusto  le spese dell’investimento.  L’imprenditrice siciliana è comunque convinta della scelta. Che fa risparmiare emissioni per circa 85.000 Kg di CO² all’anno. E se condivisa potrebbe innescare un ciclo virtuoso. Per premiare chi fa le scelte giuste.

 

Contessa Entellina, foto Hans Peter Siffert

 

Una considerazione sulla scelta del fotovoltaico?


L’energia oggi costa talmente poco che non si può pensare di investire nella produzione di energia pulita per una mera finalità di risparmio sui costi di gestione aziendale. Casomai, l’obiettivo che aziende come la nostra si pongono è quello di testimoniare il valore e l’impegno per la tutela dell’ambiente, assicurandosi almeno la copertura dell’investimento. Infatti, realizzare un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili è stato ragionevolmente possibile, e lo è ancora, grazie alle agevolazioni pubbliche (vedi credito di imposta prima e conto energia adesso). Se tali agevolazioni mancassero, non si riuscirebbe neanche a recuperare i costi dell’investimento. Pertanto riteniamo che l’obiettivo sia quello di testimoniare comportamenti eco-sostenibili che potranno diventare economicamente rilevanti quando si trasformeranno in prassi diffusa e si ridurrà di conseguenza il costo degli impianti. Intanto bisognerà attrezzarsi tecnicamente e culturalmente a calcolare i danni sull’ambiente arrecati dallo scarso utilizzo di fonti rinnovabili. Da una rinnovata sensibilità potranno infatti derivare dei sistemi premianti nei confronti dei comportamenti virtuosi sia dei cittadini che di aziende o enti pubblici.

Quanto sono costati gli impianti fotovoltaici, quale è stato l’investimento iniziale e quanto hanno contribuito i fondi europei a coprire le spese di realizzazione e avviamento?

Il primo impianto realizzato da Donnafugata presso la propria tenuta di Contessa Entellina (provincia di Palermo) è costato 140.000 euro nel 2002. Tale investimento avrebbe dovuto godere del credito di imposta, ma il provvedimento di agevolazione fu cancellato dal governo poco dopo insediatosi; in sintesi l’impianto doveva ripagarsi in 20 anni e invece arriverà al capolinea (all’incirca dopo 25-30 anni dall’installazione) senza che sia del tutto ammortizzato. Gli altri due impianti – uno presso la cantine di Marsala e l’altro a Contessa Entellina – entrati in funzione nel 2008 e nel 2009, sono costati complessivamente 62 mila euro, (oneri di progettazione inclusi). Tali impianti hanno usufruito del Conto Energia in virtù del quale il G.S.E. (Gestore Servizi Energetici) riconosce un contributo di € 0,45 (indicizzato Istat) per ogni Kw prodotto. Il contributo di cui al “conto energia” e il risparmio ottenuto grazie all’autoconsumo, permetteranno di ammortizzare i due investimenti in circa 10 anni. Purtroppo occorre rilevare che la realizzazione e messa in funzione di tali impianti ha comportato adempimenti burocratici lunghi, eccessivi e farraginosi nei confronti di Enel, Agenzia Delle Dogane e G.S.E. Dal completamento degli impianti alla loro entrata in funzione sono così passati circa sei mesi. Come se non bastasse, siamo ancora in attesa che si completino le procedure per la riscossione del contributo del “conto energia” in nostro favore. Inoltre, per la gestione ordinaria dell’impianto è necessaria una persona che monitori l’efficiente funzionamento degli impianti e rilevi la loro produzione annotandola giornalmente su un apposito registro dell’Agenzia delle Dogane. Alla fine di ogni mese, siamo infatti tenuti a comunicare la produzione giornaliera all’Agenzia delle Dogane e al G.S.E.

Il risparmio energetico che si ottiene nella refrigerazione delle uve vendemmiando di notte è del 70 per cento: quanti soldi “io” imprenditore risparmio con questo sistema?

Se dovessimo limitarci a un discorso di euro risparmiati, il dato finale avrebbe poco peso. Il costo dell’energia elettrica a Donnafugata, pari a circa 190.000 euro nel 2008, rappresenta come in altre aziende del settore, solo l’1% del totale dei costi di produzione. Piuttosto si tratta di valutare un “comportamento” aziendale in base alla sua capacità di contribuire alla sostenibilità ambientale.

I due impianti fotovoltaici di contessa Entellina e quello di Marsala che risparmio consentono rispetto a una produzione convenzionale di energia?

La cantina di vinificazione di Contessa Entellina consuma annualmente energia elettrica per una valore di circa 30.000 euro. Gli impianti fotovoltaici permettono di coprire il 60-70% del fabbisogno in Kw. Il risparmio, al netto delle imposte e degli oneri accessori addebitati dall’Enel, è di 10.000 euro e quindi pari soltanto al 30% del valore del fabbisogno. L’impianto di Marsala che copre meno del 10% del fabbisogno energetico della cantina di Marsala consente un risparmio di circa 8.000 euro. I suddetti valori sono calcolati considerando le attuali tariffe applicate dall’Enel (0,11 Euro a Kw).

E quante emissioni di CO² risparmiano all’atmosfera?

Si stima che i tre impianti per un investimento complessivo di 760.000 euro permettano di risparmiare emissioni per circa 85.000 Kg di CO² all’anno.

 

 

 

 

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Una risposta a Fotovoltaico: l’esperienza di un’imprenditrice del vino

  1. In questo articolo l’argomento trattato è ben spiegato. Il sistema fotovoltaico è molto vantaggioso sia in termini economici che ambientali.

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