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Elezioni: Banca Etica ha lanciato una campagna in vista del voto

Con la consultazione alle porte è utile informarsi sulle posizioni che hanno i candidati in merito a economia e finanza

Ilaria Lucchetti
18 gennaio 2013

foto di Bottega Arcobaleno/flickrCambiamo la finanza per cambiare l’Italia!” è il nome dell’iniziativa che l’istituto di credito ha lanciato in occasione delle prossime elezioni. Partendo dal presupposto che la crisi in cui troviamo «sia stata causata – dicono – in larga parte dalle distorsioni di una finanza sempre più lontana dai cittadini e dalle imprese che creano occupazione, una finanza speculativa cui la politica non ha saputo imporre regole trasparenti», chiedono proprio alla politica di rispondere a cinque domande. Prima del voto, ovviamente. Così da potersi formare un’idea chiara su ciò che i leader del futuro intendono fare in materia di economia e di finanza, una volta al potere. Per compiere scelte mature e consapevoli.

Ecco i quesiti formulati da Banca Etica:

– Tobin Tax. Intende migliorare l’attuale Tobin Tax al fine di arginare la finanza speculativa, i derivati e le transazioni giornaliere ultraveloci e di reperire risorse per welfare, ambiente e cooperazione? Come?

– Paradisi Fiscali. Realizzerà misure per contrastare la fuga di capitali verso i paradisi fiscali? Si impegnerà per ridurre la presenza in tali Paesi delle società italiane controllate dal Tesoro?

– Azionariato Popolare. Rivedrà la tassazione sui piccoli risparmi in modo da non penalizzare le esperienze di democrazia economica e azionariato diffuso?

– Etica e Finanza. Si impegnerà per attuare la separazione tra banche commerciali al servizio dell’economia reale e istituti specializzati nel trading, così come auspicato da autorevoli commissioni indipendenti? Introdurrà una definizione normativa della finanza etica e per favorire le attività ad essa correlate incluso il microcredito?

– Basilea per il sociale. Terrà conto del rapporto dell’UE (Liikanen) che segnala il ruolo cruciale del sistema delle banche etiche e cooperative in risposta alla crisi? Chiederà una revisione degli accordi di Basilea affinché non penalizzino le banche etiche e cooperative e non ostacolino l’erogazione di credito a favore delle realtà del Terzo Settore?

Adesso non resta che aspettare le risposte, sperando che arrivino. Ma, considerato che i temi finanziari interessano molti, se non tutti, l’istituto bancario ha attivato anche una petizione pubblica a sostegno di questa campagna.

 

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