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Tetrapak: dove si butta e come riciclarlo

di Emanuele Francati
3 Luglio 2025

Guida al corretto riciclo del tetrapak nella differenziata

La raccolta differenziata è uno degli strumenti più efficaci che abbiamo per rendere la nostra quotidianità più sostenibile. Farla nel modo giusto, però, richiede attenzione ad ogni materiale che gettiamo via. Per esempio, sai dove si butta il tetrapak?

Si tratta di uno dei materiali più comuni nelle nostre case: usato soprattutto per contenere latte, succhi di frutta e bevande varie, fa parte della vita quotidiana di ognuno di noi. Ma sei sicuro di sapere dove va buttato e qual è il modo per riciclarlo correttamente? Se la risposta è no, non preoccuparti: in questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul tetrapak, come smaltirlo nella raccolta differenziata, quali sono i processi di riciclo e perché è così importante fare attenzione a non commettere errori.

Seguendo pochi semplici accorgimenti, potrai contribuire in modo efficace alla salvaguardia dell’ambiente, e alla riduzione dei rifiuti. Perché anche se la strada verso un mondo zero waste è ancora lunga e l’obiettivo pressoché utopico, da qualche parte bisogna pur cominciare. E quale posto migliore se non proprio casa nostra? 

tetrapak dove si butta

Foto Freepik

L’importanza del riciclo del tetrapak

Il riciclo del tetrapak non è solo una questione di buon senso: riveste un ruolo centrale nella gestione sostenibile dei rifiuti Questo perché permette di recuperare materiali preziosi da un imballaggio tanto diffuso quanto complesso Il tetrapak, infatti, è composto da tre strati principali: cartone (circa il 75%), polietilene plastico (circa il 20%) e alluminio (circa il 5%), combinati insieme per garantire protezione e lunga conservazione dei liquidi alimentari. Separare e riciclare questi materiali richiede tecnologie specifiche, ma i risultati sono molto utili: la carta può essere riutilizzata per la produzione di cartoni e scatole, mentre plastica e alluminio possono essere trasformati in nuovi oggetti, oppure impiegati in processi industriali di altro tipo. 

Promuovere il corretto smaltimento del tetrapak significa anche valorizzare l’economia circolare, ridurre la dipendenza da materie prime vergini e contenere l’impatto ambientale della produzione industriale, un passaggio importantissimo per sostenere la filosofia green oggi come oggi. Inoltre, riciclare questo materiale nel modo opportuno dà una grande mano  ai Comuni nell’ottica di ridurre i costi di gestione dei rifiuti, e favorisce la nascita di filiere green capaci di creare occupazione.

Un semplice gesto, quindi, ma un sacco di buone ragioni per compierlo, soprattutto gli effetti concreti per la salute del pianeta. È fondamentale che i cittadini siano informati sul modo corretto di conferire il tetrapak nella raccolta differenziata, spesso insieme alla carta o alla plastica a seconda di quanto previsto dal regolamento comune

dove si butta il tetrapak

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Il tetrapak è carta o plastica?

Questa è una domanda davvero molto comune, soprattutto se ci si trova per le prime volte a dover smaltire questo materiale nella raccolta differenziata: il tetrapak è plastica o carta? In realtà abbiamo già risposto: in un certo senso, è entrambe le cose. Non si tratta né solo di carta né solo di plastica, ma di un materiale composito formato sia da carta -è lo strato principale, che serve a dare rigidità alla confezione-, sia da plastica, in particolare polietilene che serve come rivestimento interno ed esterno per rendere il contenitore impermeabile 

In più, soltanto nei contenitori per liquidi a lunga conservazione -come quelli del latte-, è presente anche una piccola percentuale di alluminio, che serve a proteggere il contenuto da luce e ossigeno. In questo modo, dura più a lungo. Proprio per questa composizione mista, il tetrapak non può essere considerato esclusivamente carta o plastica

 tetrapak differenziata

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Dove si butta il tetrapak nella raccolta differenziata

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: se il tetrapak è un insieme di materiali diversi, in quale contenitore della raccolta differenziata dovremmo gettarlo via? 

In realtà, non c’è una risposta netta: dipende. La destinazione del tetrapak, infatti, può variare a seconda di cosa prevede il regolamento comunale o il gestore dei rifiuti locali. Nella maggior parte dei Comuni italiani, il tetrapak si butta nel contenitore della carta: si tratta della scelta più diffusa in quanto la carta -e più nello specifico la cellulosa- è il materiale preponderante nella composizione del tetrapak, e può essere recuperata facilmente negli impianti di riciclo. 

In alcuni Comuni, invece, è previsto il contenitore multimateriale leggero, ovvero plastica e metalli. Si butta, quindi, insieme a plastica, vetro e metalli. Queste sono le regole più comuni, ma attenzione, perché esistono eccezioni: ci sono luoghi in cui è indicato di inserire il tetrapak nella plastica, anziché nella carta o nel multimateriale. Per essere sicuri, quindi, è sempre meglio controllare le indicazioni del servizio di raccolta locale (sul sito del Comune o del gestore ambientale).

Inoltre, alcune amministrazioni prevedono regole particolari. Per esempio, potrebbero richiedere di sciacquare i contenitori e rimuovere eventuali tappi di plastica prima del conferimento. 

In ogni caso, dunque, per non sbagliare, oltre a controllare sempre sul sito del gestore ambientale locale (come Hera, che ha inventato il Rifiutologo), svuota a prescindere il contenitore, sciacqualo leggermente e separa il tappo di plastica, gettandolo nel secchio apposito.  

riciclo tetrapak

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Come viene recuperato il tetrapak

Adesso sappiamo esattamente cosa c’è da fare per gestire nel modo corretto il tetrapak da gettare nella raccolta differenziata domestica. Curioso, però, scoprire come viene effettivamente recuperato il tetrapak una volta conferito nel giusto bidone: scopriamo più nel dettaglio come funziona. 

Il recupero del tetrapak avviene attraverso un processo di separazione dei materiali che lo compongono. Quindi, carta, plastica e -talvolta- alluminio in piccole quantità. Anche se si tratta di un imballaggio multistrato, il tetrapak è completamente riciclabile, grazie a tecnologie apposite.

Il primo step riguarda la raccolta e il trasporto. Il tetrapak viene raccolto attraverso la raccolta differenziata, e portato negli impianti di trattamento dedicati. Spesso, cartiere attrezzate. A questo punto si passa ad un processo di separazione della carta detto idropulpazione. I contenitori vengono messi in grandi vasche con acqua, chiamate idropulitrici: qui, con l’azione meccanica delle pale rotanti, la carta si sfalda e si separa dagli altri materiali. Così viene recuperata come pasta di cellulosa, che sarà usata per produrre nuova carta o cartoncino (per esempio tovaglioli, carta igienica, cartoni per imballaggi…).

Ora è il turno dei materiali rimasti -plastica e alluminio-, che vengono separati tramite centrifugazione o altri processi. Successivamente, vengono poi riciclati o valorizzati: la plastica può essere utilizzata per produrre panchine, arredi urbani o altri oggetti, mentre l’alluminio può essere riciclato per produrre nuovi materiali metallici. 

Si tratta di un processo complesso, ma di estrema importanza per l’ambiente e per l’economia circolare. Infatti, il recupero del tetrapak permette di valorizzare oltre il 70-80% del materiale originale, riducendo in modo netto l’impatto ambientale e promuovendo un utilizzo più consapevole dei materiali. 

Una curiosità? In Italia, il tetrapak viene recuperato anche grazie a un accordo esistente tra Comieco (il Consorzio nazionale per il recupero della carta) e Tetra Pak Italia, nato per promuovere la raccolta e il riciclo efficiente di questo tipo di imballaggi. 

Per concludere, dunque, possiamo dire che riciclare correttamente il tetrapak non è soltanto un gesto responsabile, ma un contributo concreto alla salvaguardia del pianeta. Ogni contenitore differenziato correttamente è un passo in più verso un futuro più sostenibile.

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