Ecco cosa fare per non inquinare l’aria e quali rimedi contro l’inquinamento
Sarebbe bello svegliarsi un giorno con in mente un’idea geniale su come risolvere l’inquinamento. Un problema sempre più urgente, impellente, non rimandabile: il momento giusto per pensarci è oggi. Certo, però, che da soli non si va da nessuna parte, e che se i rimedi contro l’inquinamento fossero facilmente applicabili non ci troveremmo nella situazione in cui siamo oggi.
Eppure, smettere di respirare schifezze è qualcosa che interessa ognuno di noi. Non solo il singolo cittadino, ma anche i governi, le istituzioni: tutti dovrebbero unirsi e mettere a disposizione tutta la buona volontà che hanno per trovare rimedi e soluzioni a un inquinamento sempre più fuori controllo. Perché non lo facciamo? Ma soprattutto, cos’è che si può fare nel concreto?
Cerchiamo di capire in questo articolo quali sono le possibili strade che si possono intraprendere oggi per ridurre l’inquinamento atmosferico globale, ma anche le piccole azioni quotidiane che possiamo compiere noi per migliorare la situazione. Perché non serve essere grandi per fare grandi cose.

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Perché è importante ridurre l’inquinamento atmosferico
Stiamo soffrendo di mal d’aria. Non lo diciamo noi, ma un rapporto di Legambiente che mette in evidenza 112 superamenti dei limiti consentiti solo nella città di Torino, la più colpita dallo smog nel 2017. Messa a paragone con Trieste, la più “salubre”, con 37 sforamenti: in ogni caso, non si parla mai di meglio ma solo di meno peggio. Ogni giorno usciamo di casa e ci esponiamo all’aria, la respiriamo, la usiamo per sopravvivere: eppure, l’abbiamo fatta ammalare e ora lei fa lo stesso con noi.
Questo “mal d’aria” non è un problema lontano o astratto: colpisce il nostro respiro, la nostra salute e quella delle persone che amiamo. Le polveri sottili (PM2.5 e PM10), il biossido di azoto, l’ozono e altri inquinanti presenti nell’aria non solo aumentano -di netto- il rischio di malattie respiratorie, cardiovascolari e neurologiche, ma contribuiscono anche a peggiorare condizioni croniche già esistenti, come asma e bronchite. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno muoiono 7 milioni di persone nel mondo per via dell’aria inquinata. E questo comporta, oltre all’enorme perdita umana evitabile, anche costi sanitari ed economici che gravano pesantemente su società e sistemi sanitari.
E l’impatto dell’inquinamento non si limita alla salute o al campo sanitario in generale: influenza anche la qualità della vita quotidiana, riducendo la visibilità, danneggiando gli ecosistemi, accelerando il cambiamento climatico e compromettendo la produttività lavorativa. Città soffocate dallo smog vedono un aumento delle assenze scolastiche e lavorative, mentre le comunità più vulnerabili, come bambini, anziani e persone con malattie croniche, pagano il prezzo più alto.
Cosa si intende con ridurre l’inquinamento atmosferico, quindi? Innanzitutto, la necessità di intervenire su più fronti. Migliorare la qualità dell’aria non solo salva delle vite, ma sostiene anche lo sviluppo economico e la giustizia sociale. Vuol dire puntare su politiche che incentivano la mobilità sostenibile, che promuovono l’efficienza energetica e la transizione verso fonti rinnovabili. Che incoraggiano la responsabilità, di ognuno e dell’insieme.
Ora come ora, ogni piccolo gesto conta e sarebbe in grado di fare la differenza. Dai cambiamenti più drastici e su larga scala, fino alle azioni alla portata di tutti: ogni piccola differenza produce un impatto reale. E non c’è più tempo da perdere, perché quello di respirare aria pulita è un diritto fondamentale che va difeso ad ogni costo (letteralmente).

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Come risolvere l’inquinamento?
Prima ancora di parlare di rimedi, serve capire che l’inquinamento non è un’entità astratta, ma il risultato diretto delle nostre azioni quotidiane e delle scelte collettive che facciamo in quanto società. Nasce da una combinazione di fattori -traffico veicolare, attività industriali, riscaldamento domestico, gestione dei rifiuti, agricoltura intensiva- e si alimenta di un sistema che privilegia la comodità a discapito della salute.
Affrontarlo richiede come prima cosa consapevolezza: riconoscere l’entità del problema, misurarne gli effetti sulla salute e sull’ecosistema. Accettare che, senza un cambio di rotta, sarà sempre più difficile invertire il danno. Solo partendo da qui possiamo fare davvero qualcosa. Vediamo come.

6 soluzioni per inquinamento atmosferico globale
A questo punto non ci resta che capire cosa si può fare. C’è modo di ridurre l’inquinamento atmosferico? Per nostra fortuna, sì. Sicuramente non abbiamo troppo tempo per pensarci su, però: se vogliamo agire -e dobbiamo farlo-, c’è da farlo il prima possibile. Il momento giusto per cominciare? Qualche anno fa. Il momento giusto per recuperare? Ora, subito, adesso. Vediamo quali sono le possibili soluzioni all’inquinamento a livello globale.
1. Transizione alle energie rinnovabili
Il primo punto non può che essere la transizione energetica, un concetto sempre più attuale e urgente. I combustibili fossili stanno finendo: già abbiamo attinto troppo alle riserve del pianeta, limitate per definizione. E per di più, usarli non fa che inquinare l’aria che respiriamo e peggiorare la situazione. Il rimedio sembra scontato, ma è uno solo: abbandonare le fonti fossili in favore di energie pulite e inesauribili.
Solare, eolico, idroelettrico, geotermico: sono tutte soluzioni strategiche e fondamentali per ridurre le emissioni di gas climalteranti. Perché le centrali a carbone e gas, ancora oggi, causano una fetta decisamente troppo significativa dell’inquinamento atmosferico globale. E dall’altra parte abbiamo tecnologie rinnovabili ormai mature, non solo per “chi se le può permettere” ma accessibili, più economiche rispetto a un tempo e perfettamente in grado di garantire approvvigionamento energetico sufficiente. In più, in modo sostenibile.
Cosa si può fare, quindi? La parola chiave è: investire Investire in infrastrutture per l’energia pulita e supportare la ricerca e incentivare sono i passi da compiere per accelerare questa transizione.
2. Mobilità sostenibile e riduzione del traffico
Il trasporto su strada è ancora uno dei maggiori responsabili delle emissioni di NOx e particolato. Dal post covid la mobilità sostenibile è ripartita dalle piste ciclabili: più biciclette, meno auto a inquinare. È già un buon punto, ma le macchine che circolano sono ancora troppe.
Forse perché le piste ciclabili in Italia non sono ottimizzate -basti vedere la situazione a Genova-, forse perché non siamo un Paese per bici. In ogni caso, c’è da implementare altre soluzioni e fare in modo che funzionino: car sharing, veicoli elettrici (o ibridi), ma soprattutto mezzi pubblici davvero efficienti e accessibili. È così che si eliminano le emissioni dirette legate al traffico e si fanno respirare le strade italiane, europee e del mondo in generale.
3. Efficientamento energetico degli edifici
Se vogliamo ridurre le emissioni, dobbiamo rivedere anche i nostri palazzi. È lì che si concentrano la maggior parte delle abitazioni, ed è all’interno delle case che si verificano consumi potenzialmente nocivi. Gli edifici, infatti, rappresentano una fonte importante di inquinamento, soprattutto per quanto riguarda i sistemi di riscaldamento e raffrescamento.
Migliorare l’isolamento termico, installare pompe di calore e utilizzare sistemi di riscaldamento a basso impatto (come le caldaie a biomassa o i pannelli solari termici) sono solo alcune delle misure che si possono prendere per ridurre il consumo energetico e le emissioni nocive. L’adozione di tecnologie smart per la gestione energetica, poi, evita ancor di più sprechi e picchi di inquinamento.
Qualcosa già si sta muovendo, in questo campo, con gli edifici intelligenti. Che, secondo il Rapporto Strategico della Community Smart Building di The European House-Ambrosetti, potrebbero ridurre i consumi energetici del 20-24% all’anno. Un dato che fa ben sperare e che spinge a continuare su questa linea.
4. Regolamentazione (e controllo) delle emissioni
Contenere le proprie emissioni non deve essere più solo buon senso: per l’urgenza della situazione, deve diventare un obbligo. Soprattutto per le industrie più grandi, pesanti e chimiche, che rilasciano una gamma di sostanze inquinanti nell’aria troppo vasta e importante per essere ignorata.
Rafforzare le normative ambientali, imporre limiti più severi alle emissioni, incentivare l’adozione di tecnologie di depurazione e monitorare costantemente i livelli di inquinamento sono tutte misure indispensabili al giorno d’oggi.
L’industria deve evolversi verso modelli produttivi più sostenibili, integrando processi a basso impatto e circolari per ridurre al minimo gli scarti e le emissioni. E in questo, la direttiva CSRD è un passo avanti da parte dell’Europa per quanto riguarda la sostenibilità aziendale: non resta che vedere a cosa porteranno i controlli nei prossimi anni e quali saranno i dati una volta che tutti gli scaglioni saranno attivi.
5. Gestione green di rifiuti e agricoltura
Inquiniamo l’aria anche con la combustione di rifiuti e con l’uso intensivo di fertilizzanti chimici. E anche qui, c’è molto che si può fare a livello globale per cambiare le cose, a partire dalla promozione della raccolta differenziata. Ma anche del riciclo e del compostaggio: queste tre pratiche, messe insieme, sanno ridurre in modo drastico la quantità di rifiuti da smaltire. E, di conseguenza, le emissioni che si generano con la loro combustione.
Allo stesso tempo, c’è da incentivare pratiche agricole sostenibili per andare avanti meglio e più a lungo. Agroecologia, rotazione delle colture e uso di fertilizzanti naturali sono solo esempi di come si può limitare il rilascio di ammoniaca e altri inquinanti nell’aria, producendo meglio e, a volte, persino di più.
6. Sensibilizzazione
Tutte queste soluzioni? Inefficaci, senza il supporto dei cittadini. La partecipazione attiva della popolazione è un aspetto fondamentale, ma non possiamo pensare di contare unicamente sul buon senso del singolo. Sul senso di responsabilità di ognuno. Anzi, sì, in un certo senso, ma bisogna fare in modo di accrescere quel senso di responsabilità, di far sentire ognuno parte del cambiamento.
Informare, educare e coinvolgere i cittadini nei temi legati all’inquinamento atmosferico è la strada giusta per assicurarsi che ognuno faccia la sua parte. Per promuovere comportamenti più responsabili e sostenibili, ottenendo l’aiuto di tutti nella lotta al cambiamento climatico. Come fare? Le opzioni non mancano: campagne di comunicazione, programmi scolastici e iniziative comunitarie sono tutti mezzi che aiutano a creare, da zero se necessario, la cultura della tutela ambientale di cui c’è bisogno oggi.

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Inquinamento atmosferico: rimedi e azioni nel quotidiano
Senza le azioni dei “grandi” noi non possiamo fare granché, è vero. Ma in abbinamento alle loro iniziative ci sono tutte delle piccole azioni che possiamo intraprendere nella nostra quotidianità per fare la differenza. È goccia dopo goccia che si scava la roccia, dopotutto. E allora, vediamo quali sono le gocce che possiamo versare noi, per vedere il mondo riprendersi giorno dopo giorno.
1. Preferire mezzi di trasporto sostenibili
Se i governi favoriscono la mobilità sostenibile, noi dobbiamo andare loro dietro limitando l’uso dell’auto privata. Questo è uno dei modi più efficaci per ridurre le emissioni in città.
Ancora troppe persone scelgono di mettersi in macchina per raggiungere luoghi anche vicini, quando le soluzioni alternative ormai ci sono. Certo non possiamo pensare di avere solo città senz’auto -anche se sarebbe bello-, ma possiamo ridurre il traffico in favore del benessere, nostro e del pianeta.
Camminare, usare la bicicletta, scegliere i mezzi pubblici: diminuisce l’inquinamento e allunga la vita. Certo è che, per muoverci così, le città devono metterci a disposizione i mezzi per farlo: questo è il primo punto.
2. Riscaldamento domestico: alternative green
Le nostre principali emissioni provengono dai consumi di casa, ed è qui che dobbiamo intervenire. Come? Regolando la temperatura a gradi adeguati -evitiamo i 18°C di aria condizionata in estate o i 28°C in inverno!-, evitando di sprecare energia quando nessuno la sta usando, adottando sistemi di riscaldamento più efficienti come pompe di calore o stufe a pellet.
Se non è già così, anche migliorare l’isolamento termico delle abitazioni aiuta, limitando la dispersione di calore e riducendo il nostro bisogno di affidarci al riscaldamento. Anche qui, però, per poter agire abbiamo bisogno di un aiuto “dall’alto”, come potrebbero essere incentivi e agevolazioni fiscali.
3. Evitare l’uso di prodotti chimici nocivi
Anche quello che usiamo conta: prodotti per la pulizia di casa, pesticidi, solventi. Molti di questi rilasciano composti organici volatili -i cosiddetti COV-, contribuendo all’inquinamento indoor e outdoor. Scegliere alternative naturali o ecologiche riduce la quantità di sostanze nocive nell’aria, migliorando la salute dell’ambiente domestico e urbano

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Consigli per non inquinare l’aria
Alla fine basta poco, no? Per non inquinare l’aria: “solo” piccoli accorgimenti nella vita di ogni giorno, che però fanno tanto se sommati tutti insieme. Evitare la macchina ogni volta che è possibile, scegliere alternative green per il riscaldamento, usare l’energia con consapevolezza, preferire prodotti naturali e non tossici: si tratta di costruire il proprio senso di responsabilità, giorno dopo giorno. Tassello dopo tassello. Ognuno dei consigli che abbiamo visto oggi forse non è la soluzione definitiva all’inquinamento atmosferico, ma tutti insieme -seguiti dalla maggior parte di noi- lo possono diventare, con tempo e pazienza.
