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Come smaltire filtri Brita delle caraffe per riciclo

di Emanuele Francati
28 Ottobre 2025

Guida allo smaltimento filtri Brita: ecco dove buttare il filtro della caraffa

Smaltire i filtri delle caraffe Brita correttamente è un piccolo gesto all’apparenza insignificante, ma che può contribuire in modo significativo alla questione ambientale. Non si tratta di semplice ordine domestico, ma di responsabilità individuale e collettiva.  Questi filtri contengono materiali come carbone attivo e resine, i quali richiedono un trattamento specifico. Buttarli nell’indifferenziata equivale a impedirne il riciclo, aumentando di fatto l’impatto ambientale. E quindi, come e dove smaltire i filtri Brita? Lo scopriamo in questa guida, verificando se esistono punti di raccolta specifici a cui fare riferimento e quali sono le soluzioni più sostenibili per ridurre i rifiuti domestici legati alla depurazione dell’acqua.

smaltire filtri brita

Foto Pixabay (Atlascompany)

Perché è importante un corretto riciclo dei filtri Brita

Riciclare è un’azione preziosa, per quanto riguarda la sostenibilità: ci permette di sprecare meno risorse, di creare meno rifiuti. Di lasciare che il mondo respiri un po’ di più. E, per fortuna, in Italia stiamo dimostrando di saperlo fare piuttosto bene: nel 2022, abbiamo riciclato più del 70% dei rifiuti da imballaggio, un dato niente male confrontato agli anni precedenti. 

Ci sono, però, rifiuti “speciali” che necessitano di qualche accortezza in più per essere gettati nel modo corretto, e che a primo sguardo non sappiamo subito catalogare. I filtri Brita per la filtrazione dell’acqua sono tra questi. Essendo composti da materiali particolari, come resine a scambio ionico e carbone attivo, non sono idonei per la raccolta differenziata standard. Un riciclo scorretto significherebbe un rischio sia per l’ambiente sia per la catena del riciclo stesso: i materiali che contengono potrebbero contaminare le altre frazioni di rifiuti, compromettendo l’intero processo di smaltimento. Per questo, è fondamentale sapere come e dove conferire i filtri Brita esausti. 

smaltimento filtri brita

Foto Freepik

Come smaltire filtri Brita correttamente

Quello che possiamo fare è quindi informarci, al fine sapere come smaltire i filtri Brita nel modo opportuno. La verità è che abbiamo diverse opzioni in base al tipo di filtro: vediamo come fare in base alla casistica. 

In caso di filtri domestici, dobbiamo gettare i filtri esausti nel secchio dell’indifferenziata. Questo perché i materiali di cui sono composti non sono riciclabili tramite la normale raccolta differenziata. È importantissimo non smaltirli nel WC o nel lavandino: i filtri non vanno immersi in acqua o smontati in casa, per evitare dispersioni di carbone o resina.

In caso di smaltimento di filtri Brita professionali o da ufficio, invece, è la stessa azienda a predisporre un programma di riciclaggio dedicato. Le aziende possono raccogliere i filtri esausti per poi smaltirli nel modo corretto: vale la pena informarsi presso negozi specializzati o supermercati che vendono ricambi Brita.

Per farla breve, quindi: per i filtri domestici, si buttano nell’indifferenziata. Per i filtri professionali, invece, è possibile affidarsi a diversi programmi di raccolta e riciclo dedicati.

riciclo filtri brita

Foto Freepik

Filtro Brita: dove si butta il filtro della caraffa?

È chiaro che il filtro della caraffa Brita domestica non può essere riciclato tramite i normali contenitori della raccolta differenziata, dato che è composto da materiali misti difficili da separare. È vero che c’è una buona percentuale di plastica ma, non essendo l’unico materiale, non può essere conferito nel secchio corrispondente. 

In Italia, invece, va smaltito nel bidone dell’indifferenziata / secco residuo: è questa la soluzione corretta per i filtri esausti delle caraffe.

Non nel vetro, non nella plastica, non nell’organico
. Perché? Perché in quel caso  rischieresti di contaminare i flussi di riciclo. 

Se il tuo Comune ha regole particolari per i “rifiuti speciali domestici”, controlla sul calendario o sull’app della raccolta differenziata locale. Ricorda che i programmi di riciclo attivati da Brita sono solo per i filtri professionali, vale a dire per bar, uffici e ristorazione, non (ancora?) per quelli domestici. 

dove buttare filtro caraffa

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Punti riciclo filtri Brita esausti per la sostituzione

Alla luce di tutto questo, perciò, non si scappa: in Italia, i filtri domestici si gettano solo nella raccolta indifferenziata, senza altre opzioni disponibili. 

Discorso diverso, invece, per i filtri professionali (PURITY e PURITY C), che sono riciclabili tramite il programma dedicato. Brita Italia ha il proprio servizio per smaltirli, resituendoli al fine del riciclo. Per informazioni aggiuntive, è necessario contattare il numero verde di riferimento: 800-911 657.

Fino a una certa data, poi, erano attivi contenitori Brita presso alcuni rivenditori, o era possibile chiamare il servizio clienti per ritiri via corriere dopo aver accumulato in casa un certo numero di filtri. Oggi questo servizio è sospeso, e non è chiaro se è prevista la riattivazione in futuro -magari per una riorganizzazione del tutto- o se è da considerarsi cessato. 

riciclaggio filtri brita

Foto Freepik

Come avviene lo smaltimento dei filtri Brita in azienda

Interessante anche capire come avviene, nell’effettivo, lo smaltimento dei filtri Brita in azienda e in ambito professionale. Sono previste delle procedure ufficiali, per quanto riguarda il riciclo di questi filtri. Si comincia con la raccolta aziendale: le aziende che utilizzano i filtri Brita professionali possono accumulare quelli esausti, fino ad averne una discreta quantità. A quel punto, è possibile procedere con consegna o ritiro, per restituirli tramite i canali “ufficiali” (per esempio, portandoli al rivenditore autorizzato). 

Dopo che i filtri vengono raccolti, avviene il trasferimento a impianto specializzato. In genere, vengono inviati agli stabilimenti Brita in Germania (zona Taunusstein), dove ha sede il centro di riciclaggio

È qui che avviene poi la separazione dei componenti, la parte del processo più “complicata” e che non possiamo svolgere noi con la semplice raccolta differenziata. Nel dettaglio, la plastica che compone i filtri viene dapprima triturata e pulita, poi trasformata in granuli da reintrodurre nell’industria plastica. Potrà essere riutilizzata per creare nuovi filtri o altri elementi, un po’ come accade con il riciclo delle bottiglie di plastica.

Il carbone attivo invece viene restituito ai fornitori, che lo rigenerano per impiegarlo di nuovo, per esempio, nel trattamento delle acque reflue. Per quanto riguarda, infine, le resine a scambio ionico, vengono internamente rigenerate da Brita per poterle riutilizzare in nuove cartucce, mantenendo prestazioni equivalenti al materiale nuovo. 

Questo ciclo di riciclo completo è davvero efficiente: il programma, di fatto, consente di reinserire fino all’85% dei materiali nella produzione di nuovi filtri, con una netta diminuzione delle emissioni di CO₂ e con meno sprechi.

Qualsiasi azienda che utilizza filtri Brita intenzionata ad aderire al programma di riciclo dedicato non deve far altro che contattare Brita Italia al numero verde per ottenere istruzioni più specifiche su modalità di consegna (o ritiro) dei filtri. Un piccolo, semplice gesto che contribuisce in modo netto alla riduzione dell’impatto ambientale. Perché tutti vogliamo acqua potabile filtrata e depurata, ma è interesse comune anche quello di avere un pianeta libero di respirare e non sommerso di rifiuti. Abbinando l’attenzione alla raccolta differenziata ad altre misure, come la strategia Zero Waste per diminuire la quantità di rifiuti nelle nostre città, possiamo davvero fare la differenza anche in questo senso. 

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