Guida al riciclo degli pneumatici usati
Ricicliamo alcuni scarti senza nemmeno pensare a come si fa, tanto è, ormai, un’azione quotidiana. Non ci chiediamo più come smaltire il polistirolo, per esempio: ormai lo sappiamo Ma come riciclare gli pneumatici usati, invece?
Forse non è così scontato. Eppure, saperlo è estremamente importante: se smaltiti in modo improprio, infatti, gli pneumatici usati non si limitano ad essere rifiuti ingombranti, ma rappresentano un serio rischio per l’ambiente e per la salute pubblica. Al contrario, il loro riciclo trasforma ciò che potrebbe essere un problema in una risorsa preziosa, dando nuova vita a materiali che, di fatto, possono essere riutilizzati in vari settori. Dallo sport all’edilizia fino alla produzione di energia, le gomme auto hanno davanti a loro diverse opzioni di “seconda vita”.
Scopriamo quindi come riciclare gli pneumatici nel modo corretto, quali soluzioni di riciclo esistono e come contribuire, concretamente, a ridurre l’impatto ambientale che deriva dalle gomme auto fuori uso.

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Perché è importante riciclare le gomme auto
Riciclare gli pneumatici è un’azione fondamentale per diverse ragioni. In primo luogo, gli pneumatici abbandonati o smaltiti in modo improprio impiegano decenni a degradarsi e, lasciati lì, possono anche diventare pericolosi focolai di incendi o di proliferazione di insetti come le zanzare. Che, con il cambiamento climatico diventano anche veicolo per sempre più malattie infettive, con una reazione negativa a cascata.
In secondo luogo, il riciclo permette di recuperare materiali preziosi come gomma, acciaio e fibre tessili. Così si riduce la necessità di estrarre nuove risorse e si limita l’impatto sull’ambiente. Non finisce qui. Trasformare le gomme usate in nuovi prodotti, dalle pavimentazioni per parchi giochi alle piste ciclabili, fino ai materiali per l’industria e l’energia, rappresenta un esempio concreto di economia circolare, con benefici a trecentosessanta gradi sia in termini di ecologia che di economia.

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Come riciclare pneumatici usati
Sappiamo perché è bene farlo, ora, ma non abbiamo ancora idea di come si faccia: qual è il modo giusto per riciclare le gomme auto?
Il riciclo dei pneumatici usati può in realtà avere luogo attraverso diversi processi, tutti mirati a trasformare un rifiuto problematico in risorsa utile. In primo luogo, le gomme possono essere triturate e convertite in granulato di gomma, impiegato per pavimentazioni sportive, campi da gioco o materiali isolanti utili in diversi ambiti.
Un’altra strada è il recupero dell’acciaio e delle fibre tessili presenti nello pneumatico, che vengono separati e reintrodotti nel ciclo di produzione. Alcuni impianti sfruttano poi la gomma come combustibile alternativo o la trasformano in olio e gas tramite processi di pirolisi. Affidarsi a centri di raccolta certificati o servizi comunali dedicati assicura che lo smaltimento sia sicuro e conforme alle normative ambientali, evitando rischi di inquinamento e contribuendo a un’economia circolare più sostenibile.
Come spesso accade, poi, il riciclo diventa anche occasione di creatività, un modo per guardare le cose da diverse prospettive, per pensare fuori dagli schemi. Ed è così, per esempio, che la gomma proveniente da pneumatici fuori uso è servita a realizzare un importante intervento acustico nella Sala Gavazzeni del centro musicale di Parma. Qui, i PFU sono stati trasformati in pannelli fonoassorbenti usati per imbottire 400 metri quadrati di sala prove: un modo innovativo per riciclare gli pneumatici e trasformarli in musica.

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Il processo di riciclo pneumatici
Quello che porta le gomme auto a diventare qualsiasi altro tipo di oggetto utile è un processo di riciclo interessante, articolato, diviso in più fasi. Vediamo insieme come si articola.
Raccolta
Il primo passo del riciclo dei pneumatici usati è la raccolta, che avviene tramite centri di raccolta autorizzati, officine, rivenditori di gomme e servizi comunali specifici. Questa fase è fondamentale: serve a evitare che le gomme finiscano abbandonate nell’ambiente, dove possono rappresentare un serio rischio per la salute e per l’ecosistema tutto. Come abbiamo visto, infatti, contribuirebbero alla proliferazione di insetti e alla produzione di rifiuti non degradabili. Una raccolta efficiente evita tutto questo e garantisce che gli pneumatici entrino nel circuito del riciclo in modo sicuro e controllato.
Stallonatura
Dopodiché si passa alla stallonatura, processo che consiste nella rimozione dei componenti metallici e tessili presenti all’interno del pneumatico, come i cerchi in acciaio e le corde di rinforzo. Questo è un altro passaggio cruciale, dal momento che separa i materiali che possono essere riciclati in maniera diversa: i metalli vengono recuperati e fusi per nuovi utilizzi, mentre le fibre tessili possono essere impiegate in altri settori industriali. La stallonatura permette quindi di preparare il pneumatico per le successive fasi di lavorazione, aumentando a dismisura l’efficienza del riciclo.
Frantumazione
Raccolta e stallonatura fatte, si passa alla frantumazione. Durante questa fase, gli pneumatici vengono triturati in pezzi sempre più piccoli fino a ottenere granulati di gomma, fibre tessili e metalli separati. Questi materiali possono essere riutilizzati in vari modi: vediamo qualche esempio. Il granulato di gomma serve per pavimentazioni sportive, tappeti antivibrazione o nuovi pneumatici; le fibre tessili trovano impiego nell’industria edile e dei materiali compositi; i metalli vengono fusi e reintrodotti nella produzione industriale. La frantumazione completa così il ciclo del riciclo, trasformando un rifiuto problematico in risorse utili e riducendo il suo impatto ambientale.

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I macchinari per riciclo pneumatici
Il riciclo delle gomme auto non può essere fatto in strutture generiche, ma richiede ambienti mirati in quanto sono necessari, per effettuarlo, macchinari specifici e altamente specializzati. Progettati proprio per gestire i materiali complessi e resistenti che le compongono.
Tra i principali macchinari troviamo i trituratori o frantumatori, che si occupano di ridurre gli pneumatici in pezzi più piccoli, e gli stallonatori, che invece separano i componenti metallici e tessili dalla gomma. Dopo la frantumazione, entrano in gioco i setacci vibranti e i magneti separatori, che consentono di suddividere i diversi materiali in granulati di gomma, metallo e fibre,.
In alcune strutture più avanzate si utilizzano anche macchine per micronizzazione della gomma, capaci di ridurre il granulato a polveri finissime utilizzabili in nuove applicazioni industriali, e impianti per il recupero energetico, dove i residui non riciclabili vengono trasformati in energia. In ogni caso, è l’uso combinato di questi macchinari che permette di chiudere il ciclo del riciclo.

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Cosa si ricava dal riciclo degli pneumatici
Ma facciamo un punto: abbiamo visto che il riciclo degli pneumatici consente di ottenere diversi materiali e prodotti utili, ma quali?
Uno dei principali derivati è senza dubbio il granulato di gomma, ottenuto dalla frantumazione dei pneumatici. Viene utilizzato per la realizzazione di pavimentazioni sportive, tappeti antitrauma, sottofondi per parchi giochi e come componente nei manti stradali o nell’asfalto modificato. A seguito della micronizzazione il granulato può diventare polvere di gomma, che trova impiego principalmente in isolamenti acustici, guarnizioni, mescole per nuovi pneumatici e in alcuni prodotti di consumo. Abbiamo poi fili e tessuti. Le fibre tessili presenti nei pneumatici vengono recuperate e trasformate in materiali per l’edilizia o come rinforzi in altri prodotti industriali.
Il metallo è un altro componente prevalente negli pneumatici, e viene recuperato. In particolare, l’acciaio che si trova nelle cinture dei pneumatici viene separato, fuso e reimmesso nel ciclo produttivo come materia prima per nuovi prodotti metallici. Come abbiamo visto, poi, infine c’è anche un ricavo in termini di energia. I residui non riciclabili possono essere utilizzati come combustibile alternativo in cementifici o centrali termoelettriche, sfruttando il loro alto potere calorifico.

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Idee per un riciclo creativo di pneumatici usati fai da te
E questo era tutto ciò che si può ricavare tramite il riciclo specifico degli pneumatici, quello eseguito in ambienti specializzati e con i giusti macchinari. Ma se volessimo usare un po’ di fantasia? La creatività è amica del riuso, dopotutto. E mettendola un po’ in moto, ecco che anche gli pneumatici usati possono trasformarsi in oggetti funzionali e decorativi per la casa e per il giardino, evitando gli sprechi e dando nuova vita a materiali destinati allo smaltimento.
Possiamo trasformare delle vecchie gomme auto in fioriere e aiuole sospese, per esempio. Basta tagliare o impilare pneumatici, riempirli di terra e piantare fiori o erbe aromatiche: dipinti con colori vivaci, diventano veri e propri elementi decorativi! Oppure, gli pneumatici impilati e fissati tra loro possono diventare sedute, tavolini, pouf da giardino: con dei morbidi cuscini sopra, realizzi un set di mobili da esterno pratico e originale.
Un classico intramontabile? Le altalene per bambini. Basta appenderne uno ben robusto a un albero, tramite delle corde resistenti, e il gioco più amato da grandi e piccini è pronto per far dondolare tutti avanti e indietro. Per tornare alla praticità, invece, possiamo realizzare panche e contenitori. Per farlo dovremo riempire alcuni pneumatici di sabbia o cemento, così da trasformarli in basi stabili e affidabili.
Infine, non possono mancare anche le decorazioni creative: tagli e ritagli dei pneumatici che si trasformano in cornici, orologi da parete o elementi di design per il giardino, anche verniciati per un effetto più artistico e meno “improvvisato”. E queste sono solo alcune idee, ma come sempre la creatività non ha confini. Tutti i riusi che permettono di ridurre i rifiuti e trasformare oggetti comuni in pezzi unici sono già ottime idee da cui partire!

