Dopo una giornata nella natura scoprite di aver riportato a casa uno sgradito ospite? Per proteggersi dalle zecche basta rimuoverle subito, monitorare i sintomi ed agire con consapevolezza. Vediamo insieme cosa fare e come proteggersi dalla puntura di zecca
Con l’arrivo dell’estate e la voglia di stare all’aria aperta, aumenta anche il rischio di una puntura di zecca. Se succede, è fondamentale sapere cosa fare per evitare guai peggiori! Tre i passaggi fondamentali: rimuoverla correttamente, disinfettare e osservare l’area nei giorni successivi. In alcuni casi potrebbe essere necessaria una terapia antibiotica, in altri basta monitorare i sintomi. Ma vediamo nel dettaglio come comportarsi e come proteggersi per evitare spiacevoli conseguenze dopo il morso di una zecca. Ma prima, impariamo a riconoscerla!

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Com’è fatta la puntura di zecca e come riconoscerla
Prima di capire cosa fare quando ti punge una zecca, bisogna innanzitutto imparare sia a riconoscere questi insetti che i segni che lasciando sul corpo.
Le zecche sono parassiti molto piccoli simili a minuscoli ragni, che si attaccano alla pelle per nutrirsi del sangue dell’ospite. La loro puntura è indolore e silenziosa, poiché le zecche emettono una sostanza leggermente anestetica: spesso non te ne accorgi finché non noti una macchiolina scura sulla pelle, che altro non è che il corpo della zecca stessa. In sostituzione al capo infatti si trova l’apparato buccale pungente e succhiatore (il rostro), con piccoli dentini con i quali si ancora saldamente all’epidermide e può restare lì anche per ore o addirittura giorni, se non viene rimossa, fino a quando, ormai sazia, si stacca dall’ospite lasciandosi cadere sul terreno.
Subito dopo la puntura, sulla pelle può comparire anche solo un lieve arrossamento localizzato, difficile da distinguere da una puntura d’insetto, ma se resta attaccata a lungo o se trasmette un’infezione, nei giorni successivi potrebbe comparire una chiazza rossa più ampia, a forma di bersaglio. Se non trattata in tempo, può colpire articolazioni, sistema nervoso e cuore, ma presa nelle fasi iniziali si cura efficacemente con dei semplici antibiotici: è proprio per questo che saperla riconoscere in tempo fa la differenza.

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Puntura di zecca: cosa fare subito
Ora che abbiamo imparato a riconoscere una puntura di zecca possiamo passare alla cosa più importante: cosa fare in caso di morso. Qui sotto le istruzioni da seguire, passo passo.
- Rimuovere la zecca nel modo corretto: niente alcol, olio o fuoco – potresti peggiorare la situazione. Se non si ha la possibilità di rivolgersi ad un medico, bisogna utilizzare una pinzetta a punta fine (o un apposito strumento da farmacia), con cui afferrare la zecca il più vicino possibile alla pelle, imprimendo un leggero movimento di rotazione per poi estrarla delicatamente. Se una porzione del rostro rimane nella pelle, deve essere rimossa con un ago sterile.
- Disinfettare la zona: una volta rimossa la zecca, la zona deve essere disinfettata accuratamente con acqua ossigenata, alcol o soluzioni a base di iodio.
- Appuntarsi la data della puntura: bisogna infatti stare attenti ad eventuali sintomi che si potrebbero manifestare nell’arco del mese successivo.
Un piccolo accorgimento utile per facilitare il monitoraggio, può essere quello di disegnare con una penna un cerchio intorno alla puntura in modo che sia più facile da osservare per verificare eventuali anomalie nei giorni successivi.

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Puntura di zecca: malattie, sintomi e terapie
Rimuovere una zecca correttamente e monitorare la zona colpita è di fondamentale importanza, perché le zecche infette possono trasmettere diverse patologie, più o meno gravi, di cui le quattro principali – malattia di Lyme, TBE (meningoencefalite da zecche), febbre bottonosa del Mediterraneo ed ehrlichiosi – sono le più diffuse in Europa e in Italia: alcune si curano facilmente se diagnosticate in tempo, mentre altre possono provocare complicanze neurologiche o sistemiche. Vediamo nel dettaglio di che si tratta.
- Malattia di Lyme: causata dal batterio Borrelia burgdorferi, è la più nota e diffusa. Il sintomo iniziale più caratteristico è una macchia rossa circolare che si allarga progressivamente, simile ad un bersaglio (eritema migrante), seguita da sintomi simil-influenzali come febbre, dolori muscolari e articolari, stanchezza, mal di testa. Se non trattata con antibiotici, può causare danni al sistema nervoso, al cuore e alle articolazioni. L’intervento precoce è fondamentale.
- Meningoencefalite da zecche: la meningoencefalite da zecche (TBE) è invece una malattia virale per cui non esiste una cura specifica, ma è disponibile un vaccino nelle aree endemiche. I sintomi iniziali sono febbre e malessere generale, ma in alcuni casi si sviluppa un’infiammazione del cervello o delle meningi, con gravi conseguenze neurologiche. Non è comune in tutta Italia, ma alcune zone del Nord Est sono considerate a rischio.
- Febbre bottonosa del Mediterraneo: si presenta con febbre – che può durare da pochi giorni a due settimane – una sensazione di malessere e una lesione scura nel punto di morso, circondata da un alone arrossato, mentre l’esantema può estendersi su tutto il corpo. Si cura bene con una terapia antibiotica adeguata, purché iniziata tempestivamente.
- Ehrlichiosi: si tratta di una malattia batterica che esordisce con febbre, dolori muscolari, nausea e spossatezza. A volte si manifestano anche macchie sulla pelle. Colpisce più duramente le persone anziane o immunocompromesse, ma in genere risponde bene agli antibiotici.
In tutti i casi, è importante prestare attenzione ai sintomi che insorgono entro alcune settimane dalla puntura e, se necessario, rivolgersi subito al medico per una diagnosi e una terapia mirata. Una puntura di zecca non è sempre pericolosa, ma certamente non va mai sottovalutata.

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Zecche: come si prendono e dove si nascondono
Dopo aver capito cosa fare in caso di puntura di zecca per evitare le malattie legate a questo parassita, è bene imparare a conoscere i luoghi in cui si prendono, così da mettere in atto comportamenti adeguati a evitare sgraditi contatti.
Ebbene, le zecche vivono principalmente in ambienti umidi e ombreggiati – come boschi, prati con erba alta, siepi, radure, pascoli e perfino nei giardini e parchi urbani – soprattutto se frequentati da animali selvatici o domestici. Sono attive dalla primavera fino alla fine dell’estate (anche se i cambiamenti climatici le stanno facendo proliferare), non saltano e non volano, ma si posizionano sulle punte delle foglie o dei fili d’erba in attesa del passaggio di un ospite.
Quando percepiscono il calore o il movimento di un corpo, si aggrappano e iniziano a risalire lungo la superficie per trovare un punto adatto alla puntura: una volta su un corpo, le zecche prediligono le zone dove la pelle è più sottile, calda e umida, o dove il contatto è meno percepibile.
Negli esseri umani tendono a insediarsi su nuca e cuoio capelluto, dietro le orecchie, sotto le ascelle, sull’inguine, caviglie, retro delle ginocchia, zona lombare e ombelico.
Riconoscere i luoghi e i comportamenti a rischio è il primo passo per proteggersi, insieme a un’adeguata prevenzione e a controlli accurati dopo ogni possibile esposizione.
Come evitare le zecche: vademecum
Non è solo importante capire cosa fare in caso di puntura di zecca, ma anche ridurre al minimo il rischio di una puntura per prevenire le malattie che questo parassita può trasmettere. Ecco perché è fondamentale adottare alcune semplici ma efficaci misure protettive, soprattutto se si frequentano ambienti rurali o naturali nei mesi più caldi, quando l’attività delle zecche è più intensa. Ecco un vademecum utile.
- Usa un abbigliamento adeguato: durante passeggiate in campagna, escursioni nei boschi, soggiorni in prati con erba alta o in aree frequentate da animali selvatici o da pascolo, è consigliabile indossare pantaloni lunghi, camicie a maniche lunghe e scarpe chiuse con calze alte, possibilmente infilando i pantaloni nei calzini per impedire l’accesso alle zecche.
- Scegli abiti chiari: rendono più semplice individuare eventuali parassiti.
- Evita l’erba alta: è sempre buona norma evitare di camminare a contatto con erba alta, cespugli fitti o vegetazione non battuta.
- Usa repellenti specifici: applicali sia direttamente sulla pelle o anche sugli abiti.
- Controlla attentamente il tuo corpo: al rientro a casa da una giornata nella natura è importante controllare accuratamente il corpo – in particolare le zone preferite dalle zecche -, passare le mani sulla pelle per rilevare eventuali piccoli rilievi (la zecca può somigliare a un piccolo neo scuro o una crosticina), ed esaminare con attenzione anche i vestiti, che vanno lavati ad almeno 60°C per eliminare eventuali parassiti rimasti attaccati.
Queste abitudini possono sembrare minime, ma sono spesso ciò che fa la differenza tra un problema evitato e una puntura trascurata.
Paola Greco
