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Pentole senza PFAS: ecco quali sono

di Emanuele Francati
4 Settembre 2025

Guida a padelle e pentole senza PFAS nocivi per uomo e ambiente

I PFAS sono ovunque, anche dove non ce li aspetteremmo. Questi inquinanti eterni, utili ma deleteri per il nostro pianeta e anche per la nostra salute, si nascondono nei luoghi più impensabili, come le pentole e le padelle antiaderenti che usiamo ogni giorno per cucinare. E, magari, per preparare da mangiare ai nostri figli. 

Sostanze chimiche resistenti al calore e all’acqua che hanno ricevuto approvazione per decenni per via della loro praticità, ma che oggi sono sotto accusa per la loro tossicità. Persistenza nell’ambiente e rischi per la salute umana prevalgono sull’utilità, in un mondo sempre più consapevole di rischi e conseguenze. Sono tanti gli studi che riguardano queste sostanze e che le collegano in modo diretto a disturbi ormonali, problemi riproduttivi, malattie tiroidee e tumori. 

Di fronte a questa consapevolezza crescente, sono in molti a chiedersi: esistono alternative sicure? La risposta è sì, ma serve fare chiarezza. In questo articolo scopriremo quali sono le pentole senza PFAS, quali sono i materiali più sicuri su cui fare affidamento e quali le certificazioni da cercare per poter fare degli acquisti consapevoli? Analizziamo tutto e scopriamo le strategie per cucinare in modo sano -per tutti- senza rinunciare alla praticità. Perché ogni gesto quotidiano, anche friggere un uovo, può essere più sostenibile, se si conoscono le giuste alternative.  

pentole senza pfas

Foto Freepik

Di che materiale sono fatte le pentole?

Partiamo dal principio: il materiale di cui sono fatte le pentole. In realtà, i materiali, perché le pentole con cui cuciniamo quotidianamente possono essere fatte di diversi materiali, ciascuno con caratteristiche specifiche in termini di conduzione di calore, sicurezza, reattività chimica e impatto sulla salute. 

Una delle opzioni più comuni è l’acciaio inossidabile, conosciuto anche semplicemente come inox. Si tratta di una lega di ferro, cromo e nichel, con numerosi vantaggi: è durevole, non reattivo e non altera i sapori. Di contro non è il miglior conduttore di calore, e per questo spesso ha un fondo di alluminio o di rame. 

Esistono poi le pentole di alluminio, un materiale leggero e ad ottima conduzione di calore. Bisogna fare attenzione, però, perché reagisce ai cibi acidi se non rivestito, e può deformarsi con il tempo e con l’utilizzo. Meglio prediligere l’acciaio anodizzato, che è trattato per essere più resistente e non reattivo. 

Le pentole in ghisa sono un’altra opzione, in grado di trattenere il calore a lungo: perfette, quindi, per le cotture lente. Allo stesso tempo però si tratta di un materiale pesante e che richiede manutenzione: la ghisa va oliata per evitare la formazione di ruggine. Meglio scegliere la ghisa smaltata, una versione più facile da gestire e non reattiva. 

Abbiamo poi le pentole di rame, che vantano un’eccellente conduzione del calore. Il rame però è un materiale reattivo, per cui spesso viene rivestito internamente con acciaio inox o stagno. 

Abbiamo capito che non dobbiamo guardare soltanto il materiale con cui sono fatte le pentole, ma anche quello con cui vengono rivestite. Sono i rivestimenti antiaderenti a impedire che i cibi vi restino attaccati, ma sono proprio questi rivestimenti, spesso, a causare la tossicità del prodotto. Usati su base di alluminio o acciaio, spesso si tratta proprio di PFAS: molte padelle antiaderenti tradizionali li contengono (o il contenevano in passato). In particolare, si tratta di PTFE (politetrafluoroetilene, conosciuto con il nome commerciale di Teflon) o di PFOA (acido perfluoroottanoico). 

pentola senza pfas

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Perché scegliere pentole senza PFAS

Scegliere pentole senza PFAS significa proteggere la salute, ridurre l’inquinamento ambientale e contribuire a un modello di consumo più trasparente e sostenibile. I PFAS, spesso presenti nei rivestimenti antiaderenti tradizionali, sono noti per la loro persistenza chimica: una volta rilasciati nell’ambiente (o nel corpo umano), non si degradano e possono accumularsi per anni, con effetti tossici documentati da numerosi studi scientifici.

Durante l’uso, specialmente ad alte temperature o se il rivestimento è danneggiato, le padelle contenenti PFAS possono rilasciare particelle e vapori nocivi, legati a problemi ormonali, patologie tiroidee, infertilità e persino alcuni tipi di tumore. Ma il rischio non si ferma in cucina: dalla produzione allo smaltimento, i PFAS contaminano suolo, acqua e catene alimentari, con impatti gravi su fauna e habitat.

pentole antiaderenti senza pfoa

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Quali sono le pentole PFAS free

Oggi come oggi, scegliere è possibile. Anzi, è necessario, così da disincentivare la produzione di pentole che, nonostante le evidenze scientifiche sulla tossicità dei PFAS, continuano a impiegarli. Le pentole PFAS free sono realizzate con materiali che non contengono rivestimenti a base di sostanze per- e polifluoroalchiliche, come PTFE, PFOA e GenX, tipici dei classici antiaderenti. Queste alternative sono sempre più diffuse e sicure, sia per l’uomo sia per l’ambiente.

Tra le principali opzioni di pentole e padelle senza PFAS troviamo quelle in acciaio inox. Oltre alle qualità che abbiamo visto prima, l’acciaio inossidabile è privo di rivestimenti chimici, sicuro e duraturo. Ideale per bollire, rosolare, cuocere al vapore, può essere un ottimo alleato in cucina. Non è antiaderente, ma si può facilmente sopperire al problema applicando tecniche di cottura e oliatura adeguate. Per fare un esempio, IKEA 365+ è un marchio affidabile.

La ghisa, naturale o smaltata, è un’altra valida opzione. Non prevede nessun rivestimento sintetico, trattiene bene il colore e, tranne a richiedere un po’ di manutenzione (soprattutto quella naturale), non ha particolari controindicazioni. Così come la ceramica: le pentole realizzate con rivestimenti minerali o ceramici sono prive di PFAS. Questo materiale, poi, vanta antiaderenza naturale, anche se più delicata rispetto a quella artificiale: dura meno se maltrattata. Perciò, la soluzione è semplicemente prestare attenzione a come la si usa e come la si lava. 

Un altro materiale valido per le pentole antiaderenti senza PFOA e altri PFAS è il vetro borosilicato. Perfetto per la cottura al forno o in microonde, è una sostanza totalmente inerte e priva di sostanze tossiche. Pyrex è il brand più noto di prodotti in vetro borosilicato, tanto che spesso è conosciuto proprio come vetro Pyrex, con il nome commerciale.

 pentole pfoa free

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Come scegliere le giuste pentole antiaderenti senza PFOA

Scegliere pentole PFAS free è un’esigenza sempre più diffusa, complice la consapevolezza crescente dei rischi di certi sostanzi, non solo per l’ambiente ma anche per la nostra salute. Infatti, per molto tempo si è considerato il Teflon un materiale controverso e potenzialmente tossico, quando in realtà il problema più grande era che nella sua produzione veniva utilizzato il PFOA come agente tensioattivo, nel processo di polimerizzazione.

E da qualche anno l’acido perfluoroottanoico -il PFOA, per l’appunto- è stato classificato come “possibilmente cancerogeno per l’uomo” (gruppo 2B) da parte dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC). Si tratta di una sostanza che non si degrada facilmente, si accumula nei tessuti viventi ed è tossica: per questo, il PFOA è stato vietato in molte parti del mondo, tra cui l’Unione Europea, gli Stati Uniti e anche l’Italia nello specifico, dove non si può utilizzate dal luglio 2020. 

Scegliere pentole antiaderenti senza PFOA è dunque più facile oggi rispetto a un tempo, ma è meglio comunque cercare opzioni anche senza altri PFAS. E qui c’è bisogno di attenzione alle etichette, ai materiali dichiarati e alla trasparenza del produttore. Non tutte le padella PFOA free sono davvero sicure: molti, infatti, sostituiscono il PFOA con altri PFAS simili, ancora controversi. La prima cosa da fare, quindi, è controllare che le pentole siano anche PFAS free, non solo prive di acido perfluoroottanoico. Molti produttori specificano solo “PFOA free” perché si tratta di un requisito legale in molti Paesi, ma questo per il consumatore non è garanzia di assenza di altre sostanze potenzialmente tossiche. Bisogna cercare, invece, padelle su cui è dichiarato esplicitamente “PFAS free”, “no fluoropolymers” o “free from PTFE, PFOA, PFOS, GenX”.

Oggi possiamo scegliere rivestimenti antiaderenti alternativi, più sicuri e privi di PFAS. La ceramica minerale è un esempio (Thermolon, ILAG, Sol-Gel), così come il titanio-ceramica, il silicato o il vetroceramica. Sono tutte opzioni che non rilasciano sostanze tossiche e che vengono realizzate senza fluoropolimeri. 

Per assicurarti di fare acquisti responsabili, verifica sempre le certificazioni. Cerca marchi che riportano certificazioni di sicurezza e sostenibilità, come per esempio GREENGUARD, LFGB (standard tedesco per il contatto alimentare), FDA approvato (per il mercato USA) e certificazioni aziendali trasparenti consultabili sul sito ufficiale. 

Una cosa che puoi fare, poi, è informarti sul marchio che ti interessa. I brand seri forniscono informazioni dettagliate -e accessibili facilmente- sul tipo di rivestimento usato, sulla provenienza e sulla durabilità del prodotto. Alcuni esempi noti di marchi affidabili sono, per esempio, GreenPan, Caraway e Beka.  

Le pentole antiaderenti senza PFAS possono durare meno delle vecchie padelle in teflon: non si tratta di scarsa qualità, ma di scelta più consapevole dei materiali a scapito di una longevità maggiore. Usandole nel modo corretto (fuoco medio, utensili in legno/silicone, lavaggio a mano) e prestando la giusta attenzione, però, durano comunque diversi anni senza problemi. Per un uso intenso, valuta anche acciaio inox o ghisa smaltata come complementi, e ricorda: meglio dover cambiare le pentole una volta in più, che immettere nel corpo e nell’ambiente sostanze tossiche non degradabili. 

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