Wise Society : Foraging di marzo: erbe commestibili da raccogliere
Consigli

Foraging di marzo: erbe commestibili da raccogliere

di
3 Marzo 2026

Le erbe da raccogliere a marzo rappresentano il primo vero assaggio di primavera: fresche, nutrienti e versatili, raccontano il territorio attraverso sapori autentici e stagionali

Marzo è il mese in cui la natura cambia ritmo: dai primi tepori che si insinuano tra i tronchi dei boschi ancora umidi, alle colline ventilate dove l’aria profuma già di terra scaldata dal sole, fino ai prati che iniziano a punteggiarsi di giallo, bianco e viola. Non è più inverno, ma non è ancora piena primavera: è una soglia. Ed è proprio in questa fase di passaggio che compaiono germogli teneri, rosette croccanti e fiori delicati, spesso più saporiti e concentrati rispetto a quelli che arriveranno tra qualche settimana. Per capire davvero cosa raccogliere a marzo, il segreto è puntare sui germogli giovani: sono più teneri, meno fibrosi e spesso più ricchi di nutrienti rispetto a quelli che si sviluppano a primavera inoltrata; le erbe da raccogliere a marzo sono perfette per insalate fresche, minestre leggere, frittate e infusi depurativi. Ma scopriamo, habitat per habitat, cosa si raccoglie a marzo, tra boschi umidi, colline soleggiate, campagne coltivate e prati aperti.

Cosa raccogliere a marzo

Foto Shutterstock

Cora raccogliere a marzo nel bosco

Nel sottobosco di querce e faggi l’aria è ancora fresca, ma il terreno umido trattiene il calore sufficiente per stimolare i primi germogli. Camminando lungo i sentieri si notano punte verdi che emergono tra foglie secche e muschio: sono spesso i segnali più evidenti dell’arrivo della primavera. Ecco le erbe commestibili di marzo che è possibile trovare nel bosco.

  • Luppolo selvatico: i turioni spuntano sottili e leggermente arricciati, con una superficie liscia e un colore verde brillante. Hanno una consistenza tenera ma elastica e un sapore amarognolo caratteristico: raccolti quando sono ancora giovani (10-15 cm), risultano ideali lessati pochi minuti e poi saltati in padella con olio extravergine. Sono ottimi anche nei risotti primaverili, dove l’amaro si equilibra con la cremosità del piatto.
  • Ortica: cresce in colonie fitte, con foglie dentellate ricoperte di peli urticanti: a marzo i germogli apicali sono più teneri e ricchi di clorofilla e ferro. Una volta sbollentati per pochi minuti, perdono completamente il potere urticante. Il loro sapore è erbaceo e intenso, perfetto per zuppe verdi, ripieni di pasta fresca o per preparare un pesto primaverile dal colore brillante.
  • Raperonzolo selvatico: forma una rosetta basale di foglie allungate e morbide e, mentre la radice, biancastra e carnosa, ha un gusto delicatamente dolce, le foglie giovani si consumano crude in insalata, mentre la radice può essere affettata sottile per aggiungere croccantezza e un leggero aroma dolce alle preparazioni.
Persona che raccoglie l'ortica e la mette in un cesto

Foto Shutterstock

Cosa raccogliere a marzo in collina

Le colline rocciose e i pascoli ben esposti al sole si riscaldano più velocemente: qui le piante spontanee devono adattarsi a terreni drenanti e sbalzi termici, sviluppando sapori più marcati e strutture compatte. Ecco cosa raccogliere a marzo:

  • Silene: conosciuta in molte zone come “stridoli”, presenta foglie strette e carnose di colore verde scuro. I getti giovani sono croccanti e leggermente aromatici. Raccolti prima della fioritura, sono perfetti saltati con aglio e olio o inseriti nei ripieni di tortelli e torte salate: la loro consistenza rimane morbida ma compatta anche dopo la cottura.
  • Lamio: spesso confuso con l’ortica per la forma delle foglie, si distingue per l’assenza di peli urticanti e per gli apici violacei. Le foglie hanno una consistenza tenera e un sapore delicato con una leggera nota erbacea. Si può utilizzare crudo in piccole quantità nelle insalate o tritato finemente negli impasti, dove aggiunge colore e freschezza.
  • Valerianella: forma rosette compatte e basse, con foglie ovali e succose, dal gusto dolce e leggermente nocciolato. È ideale per insalate crude abbinate a semi o frutta secca, dove la sua consistenza croccante si esprime al meglio.

Cosa raccogliere a marzo in campagna

Ai margini dei campi coltivati e lungo i filari, marzo regala una sorprendente varietà di rosette spontanee da raccogliere. Spesso considerate erbe “di disturbo”, in realtà sono tra le più interessanti dal punto di vista gastronomico.

  • Radicchio selvatico: si presenta con foglie lobate, leggermente spinose ai margini ma tenere quando giovani, dal gusto amarognolo ma equilibrato. Cotto insieme ad altre erbe spontanee, diventa ingrediente perfetto per zuppe rustiche o contorni saltati.
  • Acetosa: riconoscibile per le foglie lanceolate e il sapore acidulo, quasi agrumato, caratterizzate da un gambo che può presentare sfumature rossastre. In cucina dona freschezza a minestroni e vellutate primaverili, oppure può essere tritata finemente e aggiunta cruda per vivacizzare un’insalata.
  • Luppolo selvatico: presente anche lungo siepi e vigneti, conferma la sua versatilità. I germogli raccolti in campagna mantengono le stesse caratteristiche amarognole e si prestano a frittate e contorni stagionali.
Luppolo selvatico

Foto Shutterstock

Cosa raccogliere a marzo nei prati

Nei prati aperti, dove la luce è abbondante, marzo offre un piccolo spettacolo floreale. Qui il foraging diventa un’esperienza che coinvolge vista e olfatto oltre al gusto. Ecco le piante commestibili di marzo:

  • Tarassaco: forma rosette di foglie dentate e allungate ed ha un sapore amarognolo e deciso. Raccolto prima della fioritura, è ideale crudo in insalata o leggermente scottato per attenuare l’amaro, ma è ottimo anche per infusi primaverili.
  • Pratoline: si tratta di piccoli fiori bianchi con centro giallo, delicati e leggermente erbacei, si possono utilizzare freschi per decorare insalate e piatti freddi o canditi per preparazioni dolci.
  • Viole mammole: profumate e riconoscibili per il colore viola intenso, hanno un aroma dolce e floreale, adatte a decorazioni, sciroppi o infusi leggeri.
  • Primule: sono fiori gialli o chiari dal sapore delicato che si consumano freschi in insalata o come elemento decorativo commestibile.
  • Malva: foglie morbide e leggermente vellutate e fiori violacei. Ha una consistenza mucillaginosa che la rende perfetta per tisane o minestre leggere.
Cestino con tarassaco appena raccolto

Foto Shutterstock

Foraging di marzo e raccolta responsabile

Riconoscere correttamente le erbe da raccogliere a marzo è fondamentale: a questo scopo è bene utilizzare guide botaniche affidabili, confrontare più fonti quando si ha un dubbio ed evitare raccolte “istintive” se non si è certi dell’identificazione.

Importante anche prediligere aree lontane da traffico, coltivazioni trattate o zone industriali e non prelevare mai più del necessario, lasciando sempre parte della pianta intatta per garantire la rigenerazione naturale.

Sapere davvero cosa raccogliere a marzo significa osservare l’ambiente nel suo insieme, rispettare i cicli stagionali e scegliere solo esemplari giovani, sani e abbondanti, evitando specie rare o protette e raccogliendo in modo diffuso, senza impoverire una singola area. Il foraging non è solo raccolta: è responsabilità, conoscenza e relazione consapevole con il territorio.

Paola Greco

Wise Radio
© Riproduzione riservata
Altri contenuti su questi temi: ,
Continua a leggere questo articolo:
WISE RADIO