Dalla cucina al guardaroba, fino all’acqua del rubinetto: i PFAS sono più diffusi di quanto pensiamo. In questa guida pratica ti spieghiamo quali sono le alternative sicure da usare per ridurre l'esposizione
I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono composti chimici di sintesi noti come “inquinanti eterni” a causa della loro estrema persistenza nell’ambiente e nel corpo umano. Questi composti sono impiegati per rendere i materiali resistenti all’acqua, al grasso e al calore, e per questo si trovano in una vasta gamma di prodotti quotidiani. La comunità scientifica ha sollevato seri dubbi sulla loro sicurezza, collegando l’esposizione ai PFAS a potenziali rischi per la salute, tra cui squilibri ormonali, danni al fegato e un aumento del rischio di tumori. Trovare quindi delle alternative ai PFAS, da ricercarsi in prodotti sicuri che non li contengano, è fondamentale per proteggere la nostra salute e quella di chi vive con noi.

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Alternative ai PFAS: quali prodotti scegliere
Per proteggere la nostra salute e l’ambiente, è fondamentale sapere quali sono le alternative ai prodotti che contengono PFAS. Questo articolo ti guiderà alla scoperta di materiali sicuri e sostenibili che puoi facilmente integrare nella tua vita, sostituendo oggetti potenzialmente rischiosi che utilizzi (probabilmente) quotidianamente.
Alternative in cucina
La cucina è uno dei luoghi dove i PFAS sono più diffusi, soprattutto negli strumenti antiaderenti. Il rivestimento in Teflon, un marchio registrato che utilizza PTFE (politetrafluoroetilene), è un esempio noto. Quando le padelle antiaderenti si graffiano o vengono scaldate a temperature molto alte, possono rilasciare composti chimici nocivi. Al posto delle pentole e padelle in teflon puoi scegliere queste alternative.
- Ghisa: Le pentole e padelle in ghisa sono un’alternativa eccellente. Richiedono un processo di “seasoning”, ovvero l’applicazione e la cottura di uno strato sottile di olio, che crea una superficie antiaderente naturale. Sono estremamente durevoli, resistono a temperature elevate e distribuiscono il calore in modo uniforme, rendendole perfette per rosolare e friggere. Se ben tenute, possono durare una vita.
- Acciaio Inossidabile: Questo materiale è molto resistente, non reattivo ed è facile da pulire. Sebbene non sia naturalmente antiaderente, è possibile ottenere ottimi risultati preriscaldando la pentola e usando un po’ di olio. È un’opzione versatile, ideale per stufati, salse e piatti che non richiedono una superficie scivolosa.
- Ceramica: Le padelle con rivestimento in ceramica offrono una buona antiaderenza e sono spesso prive di PFAS. È cruciale, però, verificare che il prodotto sia certificato “PFAS-free” o “PTFE-free”, poiché non tutti i rivestimenti in ceramica sono uguali e alcuni potrebbero contenere altri tipi di sostanze discutibili e da evitare quando si tratta il cibo da consumare quotidianamente.
Anche gli imballaggi alimentari usa e getta sono un’altra fonte di PFAS. I contenitori per pizza, i sacchetti per popcorn da microonde e i contenitori per il cibo da asporto sono spesso trattati con sostanze perfluoroalchiliche per resistere a grasso e liquidi. In questo caso le alternative ai PFAS sono le seguenti:
- Contenitori riutilizzabili: Scegliere di usare contenitori in vetro o acciaio inossidabile per conservare e riscaldare il cibo è la soluzione più sicura e sostenibile. Il vetro è inerte e non rilascia sostanze chimiche, mentre l’acciaio è robusto e duraturo.
- Popcorn fatti in casa: evitali e, invece dei sacchetti da microonde, prepara i popcorn in una pentola sul fuoco. È un metodo facile, economico e ti permette di controllare gli ingredienti che utilizzi.
- Tappetini in silicone e carta forno non trattata: al posto della carta forno tradizionale, che può essere trattata con i PFAS, usa tappetini in silicone per i tuoi dolci e biscotti. Se preferisci la carta, assicurati che sull’etichetta sia specificato che non contiene trattamenti antiaderenti a base di fluoro.
Alternative per la casa
Anche all’interno delle nostre abitazioni, i PFAS si nascondono in oggetti comuni. Tappeti, tende e tessuti d’arredo etichettati come “resistenti alle macchie” o “idrorepellenti” sono spesso trattati con queste sostanze chimiche, che possono accumularsi nella polvere domestica e venire inalate. Per una scelta più sicura e sostenibile, considera le seguenti alternative:
- Tessuti naturali non trattati: per evitare la contaminazione da PFAS in casa, scegli tessili come cotone biologico, lino o lana. A differenza dei materiali sintetici trattati, questi tessuti sono traspiranti e non rilasciano composti chimici nocivi. Vanno benissimo per tende e tappeti, o tessili in generale.
- Detergenti Fai-da-te: per la cura della casa, evita cere per pavimenti e spray impermeabilizzanti che potrebbero contenere PFAS. Puoi usare detergenti ecologici certificati o crearne di tuoi con ingredienti semplici e naturali come aceto e bicarbonato di sodio. Sono tanti i saponi e i detersivi che non inquinano che puoi preparare in casa con ingredienti molto comuni. Prova e non tornerai sicuramente indietro.
Alternative per la cura personale
Molti prodotti di bellezza che promettono resistenza e lunga durata purtroppo contengono PFAS. Questi composti possono essere infatti aggiunti a mascara e fondotinta waterproof, (così come a lucidalabbra a lunga tenuta), per garantirne l’efficacia. Tuttavia, queste sostanze possono essere assorbite dalla pelle, aumentando i rischi per la nostra salute. Sarebbe quindi bene virare verso prodotti e cosmetici senza PFAS. Puoi cercare le alternative tra:
- Cosmetici Certificati: cerca prodotti con certificazioni biologiche o che dichiarano esplicitamente “PFAS-free”. Questi cosmetici sono formulati senza ingredienti potenzialmente dannosi per la salute.
- Prodotti con un buon INCI: prima di acquistare, leggi l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Evita gli ingredienti che contengono la parola “fluoro” nel nome chimico o diciture come PTFE.
Alternative per l’abbigliamento
I PFAS sono purtroppo molto comuni anche nei capi tecnici e outdoor, dove sono usati per rendere i tessuti impermeabili e resistenti alle macchie. Giacche a vento, pantaloni da sci e scarponi da trekking sono spesso trattati con un rivestimento idrorepellente durevole (DWR) a base di PFAS. Fortunatamente, l’industria sta sviluppando soluzioni più sicure e le alternative non mancano. Se vuoi indossare capi sani, scegli quindi:
- Trattamenti Senza Fluorocarburi: quando fai shopping cerca abbigliamento che utilizzi tecnologie idrorepellenti alternative a base di cera o silicone. Questi trattamenti offrono un’ottima protezione dalla pioggia e dalla neve pur essendo più sicuri per la tua salute e l’ambiente.
- Abbigliamento sostenibile: molti marchi che si impegnano nella sostenibilità evitano l’uso di PFAS. Leggi attentamente le etichette e supporta le aziende che specificano l’assenza di queste sostanze nei loro prodotti.

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Scegliere in modo consapevole alternative ai PFAS
Insomma, per ridurre al minimo l’esposizione ai PFAS, la chiave è diventare consumatori più informati. Qui sotto trovi una serie di consigli che puoi applicare alla vita di tutti i giorni per ridurre i rischi per la tua salute e quella dei tuoi cari.
- Leggi le etichette: Cerca diciture come “PFOA-free”, “PFOS-free” o “PTFE-free”, ma non fermarti lì. La soluzione migliore è cercare prodotti con certificazioni che ne garantiscano la sicurezza, come il marchio GreenScreen Certified™.
- Filtra l’acqua: Se vivi in una zona a rischio di contaminazione da PFAS (spesso vicino a siti industriali), un filtro a carboni attivi o un sistema a osmosi inversa può essere un investimento saggio per purificare l’acqua potabile.
- Mantieni pulita la casa: I PFAS si accumulano nella polvere. Passa l’aspirapolvere regolarmente usando un filtro HEPA e pulisci le superfici con un panno umido per catturare le particelle e ridurre la contaminazione, andando quindi a combattere anche l’inquinamento indoor.
Adottare queste semplici abitudini non solo ti aiuterà a proteggere la tua salute, ma contribuirà anche a ridurre la domanda di prodotti contenenti “inquinanti eterni” e a promuovere un’industria più sostenibile. Ricorda, infatti, che quello che scegliamo di comprare quotidianamente ha un peso enorme nell’indirizzare i metodi di produzione: qualora cali l’offerta di un bene, l’industria che lo produce deve necessariamente adeguarsi al nuovo sentire.
Serena Fogli
