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Sigarette all’arsenico: la mafia contrabbanda veleno

Occhio a quello che fumate: le vostre bionde potrebbero contenere residui di arsenico, escrementi, plastica, piombo e altri veleni. È allarme per le sigarette contraffatte smerciate dalla mafia nel Sud Italia

Francesca Tozzi
10 Luglio 2012

Foto di p.s.v/flickrChe fumare faccia male non è una notizia. I fumatori fanno spallucce e continuano a ignorare le scritte sui pacchetti, che dicono a chiare lettere che il fumo uccide, e le raccomadazioni costanti che provengono dal mondo della Sanità. Fumano tranquilli qualsiasi cosa, nazionali, americane, bionde di contrabbando pensando che quello che fumano sia tabacco. Al massimo misto a catrame. Se sapessero che rischiano di fumarsi arsenico, segatura, coleotteri, escrementi, peli di topo, zanzare, plastica, capelli e piombo, magari smetterebbero definitivamente. Magari non tutti insieme ma il rischio esiste e riguarda le sigarette di contrabbando, quelle smerciate illegalmente e sempre più spesso contraffatte. Cioè false e piene di schifezze, molto più di quelle normali. E dietro c’è, inutile dirlo, la mafia.

La notizia è di quelle che fanno scalpore. Come riporta il Corriere del Mezzogiorno, i tecnici della British American Tobacco hanno svolto una ricerca sui traffici illegali di sigarette e le hanno analizzate nei laboratori di Southampton della Anti illicit trade intelligence unit. Il risultato: un dossier da brividi. Le sigarette finte contengono residui delle sostanze sopra citate e sono super velenose.

 Le sigarette contraffatte arrivano dalla Cina fino ai porti meridionali del Tirreno (Napoli, Salerno e Gioia Tauro) e a quelli dell’Adriatico e dello Ionio (Bari, Brindisi e Taranto), grazie ai contatti fra criminalità cinese da una parte e ‘ndrangheta, sacra corona unita, camorra e mafia dall’altra. C’è poco da stare tranquilli: per quanto non tutte le sigarette di contrabbando siano false – ma è il caso di ricordare che le modalità di stoccaggio e di trasporto possono alterarne la composizione in peggio – è in quest’amibito che i clan lucrano sul tabacco all’arsenico. Sarà la crisi ma il traffico illegale è in aumento. Nel 2011 nel nostro Paese sono state sequestrate 278 tonnellate di sigarette di contrabbando; 312 tonnellate sono stimate per l’anno in corso. Nell’incertezza, meglio non fumare.

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