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Salviamo le coste italiane

Solo il 30 per cento delle nostre coste è ancora intatto. Il Wwf denuncia l'emergenza e lancia una nuova campagna

Francesca Tozzi
2 Maggio 2012

Le coste italiane rappresentano un patrimonio prezioso e attraggono con la loro bellezza milioni di turisti: quasi 8.000 chilometri di litorale che formano il riconoscibile profilo dello stivale e spesso si estendono in spiagge e perdita d’occhio dalle meravigliose trasparenze o si incuneano in suggestive calette.

Ma questo profilo così nobile e caratteristico sta scomparendo, eroso dalla presenza invasiva dell’uomo. È quanto afferma il dossier “Wwf Salviamo il profilo fragile dell’Italia”, secondo il quale solo il 30 per cento delle nostre coste rimane oggi allo stato naturale. Il resto? Colonizzato dai quasi 30 milioni di persone che vivono nelle vicinanze del mare, con una densità quasi doppia rispetto all’entroterra, 380 abitanti per km quadrato contro 200. Industrie, porti, strade, alberghi e villaggi hanno invaso oltre il 50 % delle coste, facendo sparire quasi l’80 % delle dune e provocando l’erosione del 42 % dei litorali sabbiosi. L’erosione costiera e l’inquinamento hanno fatto il resto.

Per questo il Wwf ha lanciato il 29 aprile la nuova campagna “Un mare di oasi per te” per proteggere dall’impatto umano tre preziose aree costiere in Sardegna, Puglia e Veneto. L’organizzazione ambientalista darà vita nelle prossime tre settimane alla nuova oasi di Scivu ad Arbus, bonificherà la spiaggia della riserva naturale Le Cesine in Salento, riqualificherà le zone umide della golena di Panarella sul delta del Po. Iniziative del genere sono importantissime perché riescono a mobilitare migliaia di cittadini e a sensibilizzarne altrettanti sui temi della protezione del territorio. Non dimentichiamo che anche i turisti possono fare la loro parte con un comportamento civile e rispettoso.

Fonte: il Cambiamento

Foto di rachm3/flickr

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