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Quando le favole ammazzano le foreste

I libri per bambini sono una gran cosa ma solo se ecosostenibili. Greenpeace presenta la nuova classifica Salvaforeste. Non tutti gli editori italiani sono green ma la situazione sta migliorando

Francesca Tozzi
14 maggio 2012

Aumenta ogni anno il numero dei libri di editori italiani, specialmente quelli per bambini, stampati in Cina, dove le due grandi multinazionali indonesiane APP e APRIL hanno il loro maggior mercato per la vendita della carta. Si tratta di aziende che, per produrre la carta, distruggono le foreste e condannano all’estinzione le ultime tigri di Sumatra e le specie arboree protette. È quanto ha dichiarato Greenpeace presentando al Salone Internazionale del Libro di Torino la nuova classifica Salvaforeste e lanciando il rapporto Favole ammazza foreste, frutto di un’indagine che inchioda Giunti Editore e Rizzoli, colpevoli di distruggere le ultime foreste del pianeta per trasformarle in favole per bambini.

A marzo 2012, infatti, Greenpeace ha fatto analizzare presso l’Istituto Tedesco della Scienza e Tecnologia della Carta undici libri per bambini, stampati in Cina nel 2011, di Giunti Editore (Giunti Kidse Dami) e del Gruppo RCS (Rizzoli e Fabbri). Le analisi dimostrano che ben quattro degli undici libri analizzati contengono fibre di legno duro tropicale (MTH) provenienti dalla distruzione delle ultime foreste indonesiane. Questi i titoli delle favole “ammazza foreste”. Per RCS Libri: “Alice nel paese delle meraviglie” e “Le Mamme” (Rizzoli). Per Giunti Editore: “I tre porcellini” e “Le Macchine” (Dami).

La classifica “Salvaforeste” ha avviato una vera e propria inversione di tendenza nell’editoria italiana, soprattutto grazie all’impegno di grossi gruppi editoriali come Feltrinelli, che attualmente stampa i propri libri esclusivamente in carta certificata FSC e Mondadori che, nel dicembre del 2010, si è impegnata ad aumentare progressivamente la sostenibilità di tutte le case editrici del gruppo: Einaudi Stile Libero e Piemme in testa. Bene anche De Agostini e Gruppo GEMS. La buona notizia è che a ogni edizione della classifica “Salvaforeste” aumenta il numero delle case editrici che raggiungono la fascia verde, passate da 15 a 76 in soli due anni.

Fonte: Il Cambiamento

Foto di iivangm/flickr

 

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