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Protesi in silicone uccidono un neonato

29 marzo 2012

Suzanne EllisSuzanne, madre trentunenne di Widnes, Inghilterra, crede che le protesi estetiche al seno siano state la causa della morte del proprio figlio.Le protesi (PIP), danneggiate, avevano iniziato a rilasciare silicone industriale (quello usato anche nella costruzione dei materassi in lattice) all’interno del corpo di Suzanne da molto tempo, ma se la giovane madre era riuscita a superare qualche problema di salute ancora non attribuito alla perdita di gel, lei crede che il suo bambino non sia riuscito a difendersi da questa intossicazione, morendo qualche ora prima del parto.

Prima dell’impianto Suzanne godeva di ottima salute, già madre di una ragazza adolescente, quando decise poi di procedere con una protesi al seno.Inizialmente molto contenta del risultato perchè la faceva sentire più femminile, tuttavia iniziò quasi da subito ad avere problemi di salute, che presto la costrinsero a recarsi dal medico una volta a settimana.

Alcuni dolori ed arrossamenti al seno destro vennero descritti come “normali” dal chirurgo plastico, senza procedere con esami più approfonditi.Suzanne poi rimase incinta.

“E’ stata una sorpresa, ma eravamo felici”

Ma durante la gestazione le sue condizioni peggiorarono, sempre stanca, con frequenti nausee e dolori. Condizioni pesanti ma ancora in linea con alcune sfortunat gravidanze.

A 10 settimane iniziò a recarsi all’ospedale per curare queste condizioni una volta a settimana e a 18 settimane provò una sensazione di prurito intenso lungo tutto il corpo, come se qualcosa stesse circolando attraverso il sistema arterioso.

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Suzanne prima dell'intervento

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Dopo poco tempo dalla chirurgia, Suzanne ha iniziato a sentirsi male

I medici fecero dei test allergici ma senza risultati.

Arrivati a 20 settimane i genitori scoprirono di aspettare un maschio, a cui diedero il nome Ivan e che non sembrava avere alcun problema di sviluppo. A sole 27 settimane si ruppero le acque e le vennero somministrati medicinali per cercare di fermare il parto, con esito soddisfacente visto che il giorno dopo il liquido amniotico stava riformandosi.

A questo punto, sotto costante controllo medico, il bambino sembrava sano, quando a cinque giorni dall’ultima ecografia Ivan morì. Soltanto poche ore dopo, il 9 giugno 2008 Suzanne partorì suo figlio, senza vita.

Il bambino appariva sano esteriormente, senza malformazioni, nessuno riusciva a spiegare la causa del decesso.

Suzanne non volle eseguire l’autopsia sul corpicino, tuttavia da esami alla placenta non si riuscì comunque ad identificare alcuna causa apparente.

Mesi dopo, anche a causa del devastante lutto, Suzanne e il partner Adam si lasciarono, e la salute di Suzanne continuò a peggiorare fino a quando non notò del liquido anomalo che stava fuoriuscendo dal capezzolo.

Venne tranquillizzata anche in questo caso, anche se cosciente che nessun amica aveva mai avuto un fenomeno del genere.

Passa ancora un anno quando si accorge di una macchia sul seno, temendo quindi un cancro si sottopone ad una mammografia, che rileva una rottura della protesi e una perdita di silicone ormai iniziata da molto tempo.

Quando, preoccupata, chiamò il chirurgo estetico ricevette la notizia che le protesi erano state prodotte dalla francese PIP, coinvolta in uno scandalo di intossicazioni dovuti a problemi nella produzione e ad utilizzo di silicone industriale e non specifico per il settore medicale.

La responsabilità di quanto accaduto non è stata ancora attribuita ad alcuno, tuttavia un collegamento, secondo Suzanne non sarebbe da escludere. Il governo francese sta attualmente indagando su collegamenti fra protesi PIP e sviluppo di cancro al seno, ma Suzanne spera che ci si concentri anche sulle complicazioni durante la gestazione.

“Niente mi ridarà mai mio figlio, ma se potessi evitare che anche solo una donna provi le mie sofferenze sarebbe già una enorme conquista”

Fonte: DailyMail

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