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Più tartarughe, meno meduse…

Francesca Tozzi
2 marzo 2012

La tartaruga Caretta caretta è una specie molto comune nel Mediterraneo ma è ormai arrivata al limite dell’estinzione. Anche perché spesso mangia i sacchetti di plastica scambiandoli per meduse. Le tartarughe ne sono ghiotte e noi ne siamo contenti perché ci aiutano a liberare le acque da una fastidiosa e urticante presenza. Purtroppo il loro numero sta scendendo mentre quello della meduse cresce di anno in anno.

Foto di Lullaby71Una buona notizia viene da Legambiente. Negli ultimi quattro mesi, ben 114 tartarughe Caretta caretta sono transitate dal centro di recupero di tartarughe marine di Legambiente a Manfredonia (FG). Considerati i numeri registrati dall’apertura del centro nel 2006, si tratta di un bilancio considerevole, riconducibile all’abbassamento della temperatura dell’acqua nell’inverno in corso e a particolari condizioni meteo marine, come le mareggiate. Ma anche alla crescente collaborazione da parte dei pescatori e delle associazioni di Manfredonia per la tutela di questi animali protetti a livello internazionale.

Dei 114 esemplari ospitati dal centro, infatti, 10 sono stati rinvenuti spiaggiati, in condizione di ipotermia, mentre gli altri provengono da catture accidentali nelle reti da strascico. La pesca con il palangaro non è praticata dalla Marineria di Manfredonia, per cui il numero di tartarughe catturate accidentalmente all’amo incide in parte minima sul totale dei ritrovamenti. Da prassi, anche gli esemplari in buone condizioni apparenti sono stati ospitati presso il centro per la ricognizione dei loro dati biometrici, dei parametri fisiologici e biochimici e per essere sottoposti a esami radiografici al fine di accertare l’eventuale presenza di corpi estranei al loro interno. “L’attività di coinvolgimento dei pescatori nel processo di tutela delle tartarughe marine ha dato risultati molto positivi – dichiara il responsabile Aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti –. Un profondo ringraziamento va al Centro di Cultura del Mare, alla Lega navale di Manfredonia, al settore navale della Guardia di Finanza e ai carabinieri per il prezioso contributo fornito a questo importante progetto di conservazione”.

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