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Nuovi diesel sicuri. I costruttori rispondono all’allarme OMS

No agli allarmismi. Secondo l'Associazione europea dei costruttori d'auto, grazie alle nuove tecnologie, le emissioni oggi sono più pulite. I motori considerati nello studio dell'IARC non hanno nulla in comune con i nuovi tipi diffusi e usati in Europa

Francesca Tozzi
15 Giugno 2012

Gasolio Foto di Helios/flickrI gas di scappamento dei motori diesel sono “cancerogeni certi” per l’uomo e l’esposizione a tali gas è associata a un “rischio accresciuto di tumore al polmone”: è questo l’allarme diffuso ufficialmente lo scorso 12 giugno dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

C’è, però, chi, di fronte alle prove scientifiche, parla di allarmismo ingiustificato mettendo in evidenza che, grazie alle nuove tecnologie, le emissioni oggi sono più pulite. I motori considerati nello studio, avviato parecchi anni fa, sono, come si legge nello stesso comunicato dell’IARC, propulsori americani datati, utilizzati nelle miniere e in altri ambienti di lavoro in cui i lavoratori esposti hanno respirato a lungo i gas di scarico. Niente a che vedere con i nuovi diesel di tipo common-rail e con il gasolio usato in Europa. Negli ultimi anni, mentre la ricerca scientifica indagava i pericoli del combustibile dei diesel, la ricerca tecnologica cercava di risolvere i problemi.

Acea, l’Associazione europea dei costruttori d’auto, si è mostrata sorpresa dai dati esposti dall’OMS e ha dichiarato che il documento verrrà esaminato in tutti i dettagli ma che le moderne tecnologie sono state sviluppate proprio per rispondere a quelle preoccupazioni. Allen Scheffer, Direttore Esecutivo del Diesel Technology Forum, associazione di settore basata a Washington, precisa che ingenti somme sono state investite nella ricerca e nello sviluppo di propulsori a gasolio puliti con emissioni ridotte, aggiungendo inoltre che «i motori diesel basati sulle nuove tecnologie utilizzano carburanti a bassissima quantità di zolfo, con sistemi e tecniche avanzate di controllo delle emissioni, e sono ormai vicino alle zero emissioni per quanto riguarda gli ossidi di azoto, gli idrocarburi e il particolato».

Fonte: www.automoto.it

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