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Il tonno sostenibile secondo Greenpeace

Quanto è sostenibile la tua scatoletta di tonno? Scoprilo con la classifica "Rompiscatole" realizzata da Greenpeace che vede ai primi posti Asdomar e Mare Blu

Francesca Tozzi
13 Giugno 2012

tonno sostenibile Tonno in trappola tonno in scatola tonno sostenibilità Rompiscatole pesca sostenibile Greenpeace ecosostenibilità classificaIl tonno in scatola che abbiamo in dispensa fa bene alla salute perché assicura alla dieta proteine nobili e preziosi micronutrienti ma farà bene anche al mare da cui è stato pescato? La risposta non è scontata perché, pur essendo il tonno la conserva ittica più comune nelle case degli italiani, una pesca al tonno eccessiva, indiscriminata e troppo spesso illegale minaccia la specie e l’intero ecosistema marino. Per questo Greenpeace ha indagato sulla sostenibilità delle scatolette di tonno vendute nei nostri negozi, prendendo in considerazione i marchi principali: 14 aziende che coprono più dell’80% del mercato italiano. Obiettivo dell’indagine, che ha avuto come risultato la terza edizione della classifica “Rompiscatole”, è sicuramente aiutare il consumatore a fare una scelta più consapevole ma è anche quello di incoragggiare le aziende ittiche a privilegiare la pesca sostenibile.

 Cosa emerge dalla classifica “tonno in trappola” a due anni dalla prima edizione? Che i punteggi delle aziende sono migliorati ma nessuno va oltre il 6. Al primo posto si conferma Asdomar con il punteggio di 6,1 perché migliora i propri impegni e li mette in pratica. Segue Mareblu che porta a casa un 5,8 perché promette di utilizzare solo tonno pescato in modo sostenibile nel 100% dei suoi prodotti entro il 2016. Rio Mare convince di meno con un 4,8: può impegnarsi di più. Al quarto e quinto posto si piazzano due colossi della grande distribuzione: Coop ed Esselunga, che guadagnano rispettivamente un 4,3 e un 3,8. Seguono Calippo (3,7), San Cusumano (3,2), Consorcio (2,4), Carrefour (2,1), Auchan (1,6). Agli ultimi posti si piazzano Nostromo (1,4), MareAperto STAR (1,3), Conad (1,3) e Maruzzella (1,3). Tutte le informazioni sulla classifica e i dettagli per singola azienda e sul metodo di indagine sono sul sito di Greenpeace nella parte dedicata all’iniziativa.

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