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I bambini mangiano la verdura solo se i genitori la mangiano con piacere

Le espressioni dei genitori influenzano le scelte alimentari dei loro figli, soprattutto intorno ai cinque anni d'età. È questo il momento giusto per insegnar loro a mangiare volentieri la verdura. Usando la psicologia

Francesca Tozzi
9 luglio 2012

Foto di Seanmfreese/flickr A cinque anni i bambini sono particolarmente ricettivi e influenzabili, in particolare nell’ambito delle scelte alimentari. Tendono, infatti, a copiare a specchio non solo i comportamenti dei genitori ma anche i loro stati d’animo mentre stanno mangiando. Ragion per cui mangeranno più volentieri quei cibi che gli adulti mangiano volentieri e scarteranno istintivamente quelli che, pur messi nel loro piatto, provocano sui volti di mamma e papà espressioni di fastidio o disgusto.

Una conferma scientifica in tal senso viene da una ricerca svolta dall’Università Blaise Pascal di Clermont-Ferrand in collaborazione con il Centro di ricerca sulla nutrizione umana della regione dell’Auvergne, diretto dalla dottoressa Laetitia Barthomeuf. Secondo questa ricerca, pubblicata sul “British Journal of Developmental Psychology“, l’empatia diventa massima intorno ai cinque anni per scemare intorno agli otto anni. È in questa fascia d’età che i genitori possono mettere a frutto questo meccanismo per insegnare ai figli a mangiare volentieri frutta e verdura. Dando il buon esempio.

 A cinque anni, evidenziano i ricercatori, lo sviluppo della corteccia celebrale frontale non è completo per cui i bambini tendono a copiare l’ambiente circostante, famiglia in primis. Perciò, se i genitori di un bambino consumano verdura in maniera forzata e manifestando disgusto, il piccolo odierà tale alimento. Se invece gli adulti manifestano piacere nel mangiarla, il bambino sarà più propenso a quel tipo di alimentazione.

Per dimostrarlo hanno selezionato 150 volontari, dai 5 ai 21 anni, e li hanno sistemati di fronte a uno schermo dove una donna mangiava del cibo con tre espressioni distinte: disgusto, neutralità, piacere. Gli scienziati hanno notato che l’espressione di piacere convinceva più i piccoli di cinque anni rispetto a quelli di otto e agli adulti. L’espressione neutra faceva calare il desiderio di cibi piacevoli in tutti, sopratutto i bambini, ma aumentava il desiderio di verdura: il semplice atto di mangiarla faceva scattare in loro il desiderio di imitazione. Il fenomeno diventava massimo con l’espressione deliziata. L’espressione schifata aveva, infine, un potente effetto dissuasore per i cibi piacevoli come il cioccolato, il cui consumo calava al massimo nei bambini di cinque anni; minore per la verdura, essendo un alimento che in genere partiva già svantaggiato.

Fonte: newsfood.com

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