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Animali clonati a scopo alimentare: l’Europa apre una consultazione

Entro il 2017 i bovini e i suini più produttivi potrebbero essere replicati all'infinito per soddisfare le esigenze del mercato. Ma le associazioni ambientaliste si oppongono

Francesca Tozzi
11 Luglio 2012

Clonazione. Foto di Eric Bennett/flickr Dato che il cibo non basta a tutti, utilizzare le risorse della terra in modo da sfamare il maggior numero possibile di persone potrebbe essere una buona idea. Da tempo si evidenzia come i cereali renderebbero di più come cibo per gli uomini piuttosto che come alimento per gli animali la cui carne non basterebbe a sfamarne la metà. Si preferisce invece aumentare la produttività degli animali stessi, spesso a scapito del loro benessere. Ma l’allevamento intensivo e la crescita forzata dei capi ancora non bastano. La nuova frontiera dell’allevamento potrebbe essere la clonazione: gli animali più produttivi potrebbero essere replicati all’infinito per soddisfare le esigenze del mercato. Non è fantascienza ma una concreta possibilità già al vaglio della Commissione Europea.

Nei giorni scorsi a Bruxelles è stata lanciata una consultazione pubblica, che rimarrà aperta fino al 3 settembre, per aprire un dibattito sulle tecniche di duplicazione e sull’impiego di cloni vivi e derivati di cloni a scopo di riproduzione (seme ed embrioni) e di allevamento. I risultati di questa consultazione contribuiranno a misurare l’impatto di questo tema sugli operatori del settore ai fini di possibili provvedimenti legislativi sulla clonazione a scopo alimentare nell’Unione Europea. La Commissione intende valutare le risposte al questionario entro il 2012 per elaborare una normativa nel 2013. Entro il 2017 in Europa questa possibilità potrebbe trasformarsi in realtà. L’obiettivo è massimizzare la produzione di carne e latte replicando i suini e i bovini considerati migliori. Un maiale particolarmente grasso o una mucca molto prolifica nella produzione di latte sarebbero duplicati all’infinito a vantaggio dell’industria alimentare: più utili, meno costi di produzione.

 La clonazione animale consiste nel realizzare la copia di un animale essenzialmente uguale all’originale. In realtà già da alcuni anni è iniziato il dibattito relativo all’applicazione di questa tecnica all’ambito alimentare cioè da quando sono stati importati nell’Unione Europea embrioni clonati. In base all’attuale regolamentazione dell’Unione europea, gli alimenti prodotti da cloni sono considerati “nuovi prodotti alimentari” in quanto non sono prodotti secondo le tecniche di allevamento tradizionali. Ma le associazioni animaliste non ci stanno. L’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA) ha già fatto conoscere il suo parere assolutamente negativo in merito a questa iniziativa. «Non basta l’orribile legge sulla vivisezione, ora puntano alla clonazione degli animali anche vivi a scopo alimentare – spiega Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA – siamo alla bottega degli orrori. Invitiamo tutti gli animalisti e le associazioni a far fronte comune per bloccare da subito questo orrore».

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Una risposta a Animali clonati a scopo alimentare: l’Europa apre una consultazione

  1. rossella di napoli scvrie:Appunto..Spero che ,visto che non si puf2-spero solo per poco ancora-impedire esperimenti e macellazione-si ritrovino male quelli che se ne nutriranno

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