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Premio Ferrara: l’architettura che ama l’ambiente

Ogni anno l'Università di Ferrara mette a disposizione un bando per partecipare al «Premio Internazionale Architettura Sostenibile». Un'importante selezione di progetti a livello internazionale per scattare l'immagine della città del futuro

di Francesca Vercesi
1 marzo 2010

Bucholz McEvoy Architects Mres

«Premiamo l’architettura che guarda con rispetto all’ambiente, che sa trovare nuove soluzioni per un migliore equilibrio tra uomo e natura». Recita così il bando che l’Università di Ferrara mette a disposizione ogni anno a chi desidera partecipare all’edizione del «Premio Internazionale Achitettura Sostenibile».

 

Università di Ferrara Thomas Herzog sviluppo sostenibilità Premio Internazionale Architettura Sostenibile Luca Rossato

Loghi: UNIFE, FAF, Premio Internazionale Architettura Sostenibile e FASSA

Un concorso nato nell’ambito della manifestazione internazionale del decennale di fondazione della Facoltà di Architettura di Ferrara, svoltasi nel 2003. «L’idea è nata nel 2003 in occasione del decennale della facoltà di Architettura di Ferrara, avevamo in mente di fare qualcosa sulla sostenibilità, che fosse significativo per l’ambiente e che premiasse i giovani; la fortuna è stata quella di trovare uno sponsor come Fassa Bortolo, un’azienda con cui avevamo già contatti», racconta l’architetto Luca Rossato. «Siamo stati pionieri dell’idea di creare un premio di questo tipo. Adesso siamo in continua crescita. Grazie al premio, abbiamo anche aperto il mondo dell’università a queste tematiche». Fino al 2006 il bando era solo per i progettisti, poi dal 2007 è stato aperto anche alle tesi di laurea, individuali o di più tesisti. Fino al 2006 c’era un vincitore unico, con un corrispettivo in denaro di 5000 euro e di 2500 euro alle menzioni. Nel 2008, invece, il premio è stato consegnato ex aequo a cinque progetti. Mentre nel 2009 il vincitore è andato alle 26 residenze sociali di Umbrete, in Andalusia, su un progetto dello studio di Siviglia Solinas-Verd Arquitectos. Sempre nel 2009, la giuria ha scelto sei progetti realizzati su 61 provenienti da 19 paesi di tutto il mondo per inserirli nella rosa dei candidati al premio o alla menzione d’onore. Tutti questi progetti possiedono un elevato livello architettonico e contribuiscono in diversi modi alla finalità del “Premio Internazionale Architettura Sostenibile”.

Dal 2008 l’architetto Thomas Herzog, pionere nel campo della sostenibilità, è presidente di giuria. «Fino al 2007 la media era di circa 30 partecipazioni l’anno, poi è cominciata una progressiva crescita, tanto che lo scorso anno le partecipazioni sono state circa 70 con un ampio respiro in campo internazionale, in particolare tra i paesi asiatici. Quest’anno abbiamo raggiunto tutti i continenti», continua l’architetto. Intanto la giuria si riunirà a metà marzo e, circa un mese dopo, saranno comunicati i vincitori.

 

Solinas Verd Arquitectos MresIl tema è libero, ma sempre legato alla sostenibilità. L’anno scorso è stato premiato per esempio anche un progetto di una scuola in Africa, in Burkina Faso. «Quanto ai tesisti, nel passato erano quasi tutti italiani. Quest’anno stanno arrivando moltissime tesi dall’estero. Abbiamo contattato le università di persona invitando i docenti a partecipare. Da Isreale a Cipro, fino alla Russia. Siamo aperti a proposte, la giuria è molto interessata alle nuove tematiche. Del resto, il concetto dell’hi tech legato a costosi progetti d’impatto estetico ma poco funzionali non premia più. Quello che conta ora sono le tematiche legate alla sostenibilità e alla consapevolezza di migliorare le condizioni di vita dei paesi in via di sviluppo», precisa Rossato e conclude: «Abbiamo premiato uno studio cileno. Non aveva grandi particolari meriti quanto la sostenibilità, ma comprendeva un progetto di alloggi al costo di soli 6500 dollari l’uno, quindi accessibile alla popolazione locale». Ma, per motivi di correttezza, gli studenti e i docenti di Ferrara non possono partecipare.

 

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