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People meet in architecture

A Venezia, si è aperta la 12ma Mostra Internazionale di Architettura, diretta da Kazuyo Sejima. Occasione per fare il punto sulla realtà di oggi. E aprire le porte al futuro

di Isabella Pingitore
27 agosto 2010
Si è aperta domenica 26 agosto, e può essere visitabile fino al 21 novembre 2010, la Biennale di Architettura.  People meet in architecture  è il titolo di questa 12ma edizione, quest’anno affidata per la prima volta a una donna, l’architetto giapponese Kazuyo Sejima, recentemente insignita dal prestigioso Pritzker Architecture Prize 2010 (insieme a Ryue Nishizawa).
Ailati Team
La mostra , allestita al Palazzo delle Esposizioni della Biennale (lo storico Padiglione Italia ai Giardini) e all’Arsenale, forma un unico percorso espositivo, con 48 partecipanti tra studi, architetti, ingegneri e artisti da tutto il mondo. Sono 53 le nazioni coinvolte, con Albania, Iran, Malesia, Marocco e Ruanda presenti per la prima volta.
Protagonista sarà un’architettura capace di esprimere nuovi modi di vita di guardare con ottimismo oltre il presente, dice la curatrice,
Studio Mumbai Architects, Studio Installation, 2010. Foto di Giorgio Zucchiatti. Courtesy la Biennale di Venezia«Ciascun partecipante è stato invitato a gestire in modo autonomo il proprio spazio espositivo» ha dichiarato Sejima «e a offrire un’interpretazione personale del tema della mostra. Ognuno di loro esprime le proprie posizioni realizzando inediti scenari di interazione tra ambiente e società. Ogni partecipante, quindi, diventa curatore di se stesso e la mostra si arricchisce di una molteplicità di sguardi, piuttosto che rispondere a un orientamento univoco».
Numerosi eventi collaterali saranno proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative in vari luoghi della città.
Ailati. Riflessi dal futuro è il tema del Padiglione Italia curato da Luca Molinari. Il gioco di specchi, con la parola Italia letta al contrario vuole essere un invito a una nuova lettura dell’architettura contemporanea vista attraverso uno sguardo laterale e originale sulle cose, sulla realtà e sui progetti.  
La mostra guarda contemporaneamente al recente passato, al presente che preme e al prossimo futuro della nostra architettura come a un unico tempo attraverso un percorso di tre sezioni.
Amnesia nel presente. Italia 1990-2010 è un necessario bilancio sull’architettura italiana in questi ultimi vent’anni, con lo scopo di offrire una comprensione del nostro presente più attenta e consapevole.
Piet Oudolf, Il Giardino delle Vergini, Venice 2010. Foto di Giorgio Zucchiatti. Courtesy la Biennale di Venezia
Laboratorio Italia è la sezione centrale della mostra dedicata al presente con opere costruite in questi ultimi anni per dare uno concreto su quello che di qualità si costruisce in Italia e sui tipi di sperimentazioni che si portano avanti. Le opere sono suddivise in 10 aree tematiche emergenti per un Paese in cerca di nuove identità e soluzioni: Progettare solidale, Abitare sotto i 1000 euro al mq, Cosa fare dei beni sequestrati alle mafie, Emergenza paesaggio, Spazi per comunità, Nuovi spazi pubblici, Ripensare città, Archetipo/prototipo, Work in progress, Innesti.

Andrés Jaque Arquitectos, World as a House with Rooms -Fray Foam Home-, 2010. Foto di Giorgio Zucchiatti. Courtesy la Biennale di VeneziaItalia 2050 costruisce un dialogo con Wired, il periodico italiano dedicato “alle grandi idee e alle tecnologie che cambiano il mondo”, chiamando scienziati, pensatori, film-maker “produttori” di futuro a indicare le priorità, le parole chiave per il nostro Paese nei prossimi decenni e altrettanti progettisti a creare visioni esclusive che interpretino il tema.

 

All’interno della sezione Italia2050 è localizzato lo spazio conferenze e workshop, un luogo di riflessione e dibattito che trasforma il Padiglione Italia, per i tre mesi della Biennale, nella “Casa dell’Architettura italiana” con incontri e dibattiti sulle realtà più vitali e trasversali del nostro Paese. Due i progetti di punta previsti dalla mostra: I Sabati dell’Architettura, una serie di conversazioni e momenti di discussione settimanali con architetti, critici e personalità del mondo dell’architettura nazionale e internazionale  e Destinazione Biennale di Venezia. Universities meet in architecture offerta rivolta a Università e Istituti di formazione di tutto il mondo invitati a visitare la mostra e compiere una significativa esperienza didattica e formativa.

  «Nasce così una nuova Biennale» spiega Paolo Baratta «che vede affiancati i padiglioni stranieri come partecipanti e le università di vari paesi come fruitrici. Una nuova alleanza nel nome dell’architettura e delle varie discipline collegate e un ulteriore impulso alla biennale come luogo di pellegrinaggio internazionale per docenti e studenti».
Pezo von Ellirichshausen Architects, Detached, 2010. Foto di Giorgio Zucchiati. Courtesy la Biennale di Venezia
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