Wise Society : Cos’è un edificio NZEB: significato, esempi e requisiti

Cos’è un edificio NZEB: significato, esempi e requisiti

di Emanuele Francati
20 Settembre 2025

Guida agli edifici NZEB in Italia e nel mondo

Un edificio che non solo consuma pochissima energia, ma riesce persino a produrne tanta quanta ne usa nel corso dell’anno. Non utopia, ma una casa NZEB, la soluzione per ridurre al minimo l’impatto ambientale e le emissioni di CO₂

È proprio questo l’obiettivo degli edifici NZEB, acronimo di Nearly Zero Energy Building, la rappresentazione del futuro dell’edilizia sostenibile. Dalle abitazioni private agli edifici pubblici, gli NZEB stanno trasformando il modo in cui pensiamo e costruiamo gli spazi in cui andiamo a vivere e lavorare, ponendo efficienza energetica e sostenibilità al centro del progetto. Ma ci sono già edifici NZEB in Italia?

Quali sono i requisiti che bisogna rispettare per costruirli? In questa guida scopriremo tutto ciò che li riguarda, da cosa sono fino a qualche esempio concreto, con un focus particolare sul nostro Paese e sulle politiche che spingono verso questa rivoluzione 100% green

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Cos’è un edificio NZEB: significato e definizione

Nearly Zero Energy Building, abbiamo detto. Edificio a energia quasi zero, in italiano. Sì, ma in pratica di cosa si tratta? Un edificio NZEB è una costruzione progettata per avere un consumo energetico estremamente basso, quasi nullo, durante il suo normale funzionamento. Questo vale a dire che l’energia necessaria per riscaldamento, raffrescamento, illuminazione, ventilazione e altri usi viene ridotta al minimo grazie a soluzioni costruttive avanzate, l’uso di materiale ad alta efficienza e impianti tecnologici innovativi. 

Quasi autosufficiente, quindi. Quasi, però: la parte di energia che rimane necessaria viene poi, in gran parte, compensata tramite fonti rinnovabili, come possono essere dei pannelli solari fotovoltaici o solari termici, integrati direttamente nell’edificio o nelle sue immediate vicinanze. Un concetto che punta ad essere green al cento per cento, anche e nonostante quel “quasi zero”.

La definizione di NZEB è stata formalizzata a livello europeo dalla Direttiva 2010/31/UE che riguarda l’efficienza energetica degli edifici, e che impone agli Stati membri di promuovere la costruzione di edifici a energia quasi zero. Con l’obiettivo, naturalmente, di ridurre in modo drastico l’impatto ambientale del settore edilizio, responsabile del 40% delle emissioni globali di gas serra. 

Stiamo parlando, in poche parole, di una soluzione vera e propria. Gli edifici NZEB combinano efficienza energetica estrema e produzione di energia rinnovabile, per garantire un impatto ambientale minimo. Una strategia concreta, uno strumento efficace nella lotta contro il cambiamento climatico.

edificio nzeb italia

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Caratteristiche del Nearly Zero Energy Building

Da fuori sembrano case normali, standard, non diverse da tutte le altre. Quello che contraddistingue gli edifici NZEB sono i materiali utilizzati per costruirli, le tecnologie e l’efficienza energetica, che non necessariamente ne modificano l’aspetto esteriore. Mai come in questo caso, quindi, non si giudica il libro dalla copertina. O l’edificio dalla facciata. 

Ma quali sono le caratteristiche che definiscono un edificio nearly zero energy? Innanzitutto, l’intenzione con cui è stato costruito. Gli NZEB sono progettati per ridurre al minimo i consumi energetici attraverso un’attenta progettazione architettonica e l’uso di materiali ad alta prestazione termica, che garantiscono un isolamento elevato e riducono le dispersioni di calore in inverno così come l’ingresso di calore in estate. 

Un altro elemento fondamentale di queste costruzioni è l’adozione di impianti altamente efficienti per il riscaldamento, il raffrescamento, la ventilazione e l’illuminazione, spesso integrati con sistemi di automazione che regolano i consumi in modo intelligente in base alle condizioni ambientali e alle esigenze degli utenti. Soluzioni anti spreco, in poche parole. E, spesso, si affacciano al rinnovabile: gli NZEB compensano il consumo energetico residuo mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili, come pannelli fotovoltaici, solare termico, pompe di calore o piccoli impianti eolici, che producono energia pulita direttamente sul sito o nei paraggi. 

Sono queste le caratteristiche che permettono agli edifici NZEB di raggiungere un bilancio energetico quasi nullo su base annua, contribuendo in modo netto a ridurre le emissioni di gas serra, favorendo il raggiungimento di obiettivi importanti come la neutralità climatica, e promuovendo un modello di sviluppo più sostenibile e decisamente più responsabile. 

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Alcuni esempi di un edificio NZEB

Al giorno d’oggi gli edifici NZEB possono non limitarsi ad essere un’idea concettuale, ma diventare realtà. Ce lo dimostra la Banca Olanda di Amsterdam, per esempio, un edificio per uffici che integra pannelli fotovoltaici, isolamento avanzato e sistemi di ventilazione meccanica controllata, riuscendo a coprire quasi tutta la sua energia con fonti rinnovabili. Sempre nei Paesi Bassi sorge anche The Edge, uno degli edifici più sostenibili al mondo, con un sistema di gestione energetica intelligente, pannelli solari e un design che massimizza la luce naturale. 

A Oslo, invece, un esempio lampante di efficienza energetica e design innovativo è la Powerhouse Kjørbo, un edificio per uffici progettato per produrre, addirittura, più energia di quella che consuma. Questo, grazie a un mix di tecnologie rinnovabili e strategie di efficienza energetica. 

Non è necessario andare all’estero, però, per trovare validi esempi di edifici NZEB: a Bolzano abbiamo molte abitazioni residenziali realizzate secondo lo standard Passivhaus, ovvero case passive a basso impatto che consumano pochissimo. Definibili, di fatto, quasi zero energy. Grazie all’uso di materiali naturali, isolamento superperformante e serramenti a triplo vetro, sono abitazioni lungimiranti e un vero e proprio modello virtuoso per il futuro dell’edilizia sostenibile. 

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Edificio NZEB: requisiti e obblighi

Non basta qualche pannello solare perché un edificio faccia parte degli NZEB: le case, per essere definite così, devono soddisfare una serie di requisiti tecnici e normativi che ne definiscono lo standard elevato di efficienza energetica. In Europa e in Italia questi requisiti sono stabiliti principalmente dalla Direttiva 2010/31/UE, e recepiti dal Decreto Requisiti Minimi (D.M. 26 giugno 2015)  e successive integrazioni. 

In primis, un edificio NZEB deve avere un fabbisogno energetico molto basso per riscaldamento, illuminazione, ventilazione, raffrescamento e acqua calda sanitaria. Questo è un risultato che si ottiene con un involucro edilizio ad alte prestazioni, e impianti estremamente efficienti. Secondo la normativa italiana, almeno il 50% del fabbisogno energetico deve essere coperto da fonti rinnovabili

L’edificio deve poi ottenere l’attestazione di prestazione energetica (APE) con classificazione A4, o comunque vicina al massimo livello previsto, con parametri specifici fissati per ogni zona climatica.  Non basta, poi, ridurre i consumi. Un NZEB deve saper garantire comfort termico e qualità dell’aria indoor, spesso attraverso sistemi di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore.

In Italia, dal 1° gennaio 2021, tutti i nuovi edifici pubblici e privati devono essere costruiti con caratteristiche NZEB. Per gli edifici pubblici, l’obbligo era già in vigore dal 2019. Questo significa che ogni nuova costruzione deve essere progettata sin dall’inizio con criteri di elevata efficienza e rinnovabilità. In più, anche in caso di ristrutturazioni importanti, è richiesto il rispetto di standard molto elevati in linea con l’approccio NZEB, se tecnicamente ed economicamente fattibile.

Non solo un’opzione virtuosa, quindi: ad oggi, si tratta di uno standard obbligatorio per le nuove costruzioni. Rappresenta il passo concreto verso un’edilizia più responsabile, con benefici a lungo termine non solo per le tasche, ma anche -e soprattutto- per l’ambiente.

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Come verificare se un edificio è NZEB?

Verificare se un edificio è NZEB significa accertarsi che soddisfi precisi requisiti energetici e ambientali, stabiliti sia dalle normative nazionali che da quelle europee. Non basta che consumi poco, come abbiamo visto: deve anche coprire almeno una parte del suo fabbisogno con energie rinnovabili e garantire alti livelli di efficienza e  comfort. 

Nel concreto, la prima cosa da fare è consultare l’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica, obbligatorio per tutti gli edifici nuovi o ristrutturati. Se l’edificio è classificato in classe A4 o A3 e presenta un indice di prestazione energetica molto basso, è un buon segnale. Nel dettaglio, l’APE fornisce dati su consumo di energia primaria (in kWh/m² anno), quota di energia da fonti rinnovabili (FER) e prestazioni dell’involucro (isolamento, trasmittanze).

Il progetto deve poi rispettare i requisiti minimi di legge previsti dal DM del 26 giugno 2015 e dal decreto rinnovabili del 2015. Nel caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni, la relazione tecnica ex Legge 10 include i calcoli energetici dettagliati: lì si può verificare se l’edificio è stato effettivamente progettato secondo lo standard NZEB. 

Infine, gli edifici NZEB possono avere una certificazione ambientale volontaria che, come dice il nome, è facoltativa (anche se molto utile). Sistemi come CasaClima Goldl, LEED o Passivhaus spesso certificano gli edifici con caratteristiche superiori agli NZEB minimi richiesti dalla legge. Anche se non sono obbligatorie, offrono una garanzia tecnica in più. 

costruire una casa nzeb

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Costruire una casa NZEB: costi e normativa

Costruire una casa Nearly Zero Energy Building significa investire in una soluzione abitativa ad alta efficienza, progettata per minimizzare i consumi e massimizzare l’uso di energie rinnovabili. E come abbiamo visto in Italia oggi questa non è più solo una scelta “green”, ma un obbligo normativo per tutte le nuove costruzioni.

Lo è dal 1° gennaio 2021, secondo le direttive europee. In pratica, serve un involucro ad alte prestazioni (isolamento termico, serramenti, ponti termici minimizzati), gli impianti devono essere ad alta efficienza (es. pompe di calore, ventilazione meccanica controllata) e almeno il 50% del fabbisogno energetico deve essere coperto da fonti rinnovabili come fotovoltaico e solare termico. Questi sono requisiti fissati anche nei CAM (Criteri Ambientali Minimi) per gli edifici pubblici. 

Per quanto riguarda i costi, costruire una casa NZEB prevede costi superiori del 5-15% rispetto a una casa tradizionale con standard minimi. Nel dettaglio, variano in base alla zona climatica, alla dimensione e al progetto architettonico, così come alle tecnologie scelte, come per esempio il tipo di impianto, i pannelli solari e la domotica.  

Indicativamente, quindi, possiamo dire che una casa tradizionale ha un costo di  1.400–1.800 €/m², mentre una casa NZEB ha un costo di 1.600–2.200 €/m² (o più, se in classe CasaClima Gold o Passivhaus). La buona notizia è che i costi operativi si riducono drasticamente: bollette molto più basse, quasi azzerate se l’autoproduzione energetica è ben dimensionata.

E non solo: esistono anche numerose agevolazioni fiscali e incentivi per chi costruisce secondo standard NZEB. il Superbonus 110%, per esempio, adatto per alcuni interventi di efficientamento energetico e di ristrutturazione, ma anche Ecobonus e Sismabonus in combinazione. Un altro incentivo disponibile è il Conto Termico per l’installazione di impianti rinnovabili. 

Per concludere, quindi, costruire una casa NZEB oggi in Italia è una scelta sì obbligata, ma anche particolarmente vantaggiosa. Sebbene il costo iniziale sia leggermente superiore rispetto ad una casa tradizionale, puntare su un edificio nearly zero energy garantisce un risparmio energetico alto e a lungo termine, in più aumenta il valore dell’immobile e riduce l’impatto ambientale. Considerando anche gli incentivi che ammortizzano la spesa, si tratta di un vero e proprio investimento per il futuro, che fa anche molto bene all’ambiente. In poche parole, una vittoria su tutti i fronti.

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