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Land art, i migliori esempi di parchi artistici in Italia

Dalla Sicilia al Trentino, il Belpaese custodisce tanti esempi di parchi artistici con le installazioni di arte contemporanea innestate in ambienti naturali

Rosa Oliveri
12 Agosto 2020

Arte e natura. Un legame affascinante, capace di regalare emozioni e suggestioni uniche. L’Italia custodisce tanti esempi di land art, che possono disegnare vari itinerari sulle tracce dell’arte contemporanea in un dialogo continuo con la natura.

Cos’è la Land Art?

Forma d’arte contemporanea nata negli Stati Uniti tra il 1967 e il 1968, la land art è caratterizzata dall’intervento dell’artista sul territorio naturale (in particolare negli spazi incontaminati e selvaggi).

La definizione, che include anche gli Earth Workers, indica quelle operazioni artistiche che, a partire dal 1967-68, sono realizzate da un gruppo di artisti, che si autodefiniscono fanatici della natura, delusi dall’ultima fase del Modernismo e desiderosi di valutare il potere dell’arte al di fuori dell’ambiente asettico degli spazi espositivi e dalle aree urbane, intervenendo direttamente nei territori naturali.

In Italia l’avventura della land art è partita nei primissimi anni ’70. Le opere spesso realizzate utilizzando materiali trovati in natura e quindi talvolta deteriorabili. Nel tempo sono arrivate le residenze d’artista, i percorsi di sculture nei boschi, le panchine giganti tra le vigne, le sculture e i festival sempre più legati all’educazione ambientale, all’ecologia, e al rispetto della tradizione.

I migliori esempi di Land Art in Italia

Andar per parchi artistici, in Italia, può essere un ottimo spunto per viaggiare godendosi la bellezza e la cultura che il Belpaese offre di regione in regione.

Sicilia, dal Cretto di Burri a Gibellina alla Fiumara d’arte

Esempio antico di land art è il Cretto di Burri a Gibellina che risale al terremoto del 1968. In seguito a quella calamità, il sindaco di Gibellina lanciò un appello agli artisti per disegnare una nuova città. Alla chiamata risposero Burri, Schifano, Pomodoro, Paladino e molti altri. Nel 1979 nacque una nuova città d’arte postmoderna e, nel 1984, sulle macerie della vecchia Gibellina, Burri gettò un’enorme colata di cemento bianco, creando il suo celebre Grande Cretto. Oggi è la più grande opera di Land Art al mondo e si vede a chilometri di distanza nella campagna trapanese.

Cretto di Burri

Foto: Di Boobax – Opera propria, CC BY-SA 3.0,

Sempre in Sicilia, sulla costa tirrenica, a Castel di Tusa, c’è la galleria d’arte a cielo aperto Fiumara d’arte. Si tratta di una maestosa opera ideata dal mecenate Antonio Presti che, nel 1982, alla morte del padre, chiese allo scultore Pietro Consagra un monumento funebre da donare alla collettività. Ne nacque, nel 1986, un percorso ispirato alla prima stagione della Land Art, quella che plasmava e sottolineava gli spazi aperti con grandi strutture. Tra le opere – dalle onde di cemento ai portali che incorniciano mare e monti,  – spicca la grande piramide di Mauro Staccioli dove ogni anno, il 21 giugno si tiene il grande Rito della luce.

>>>LEGGI ANCHE  >>> Antonio Presti: “La mia vita nel segno del dono e della bellezza” >>>

Sardegna, Le Pietre sonore e il Giardino fantastico

A San Sperate, in provincia di Cagliari, Pinuccio Sciola ha promosso l’arte dei murales e ha ideato le Pietre sonore. Si tratta di sculture che utilizzano e si ispirano sempre a diversi minerali. Molte di esse si trovano nel grande Giardino sonoro della sua abitazione. Tutta la zona a essere ormai un grande libro dell’arte contemporanea, con il Giardino fantastico di Fiorenzo Pilia e oltre 400 tra sculture e installazioni nel borgo.

Calabria e Basilicata, ArtePollino e Parco della biodiversità

In Calabria, vicino Catanzaro, si trova il Parco della biodiversità, con il Parco internazionale della scultura e le sue 20 sculture internazionali: da Daniel Buren a Jan Fabre, da Antony Gormley a Mimmo Paladino. Il parco, che raccoglie le opere del progetto Intersezioni a cura di Alberto Fiz al parco archeologico di Scolacium, è oggi è tra le maggiori collezioni d’arte pubblica in Italia.

Il progetto ArtePollino è uno scrigno di arte moderna che ha impreziosito l’area protetta con le opere di Anish Kapoor, Carsten Höller, Giuseppe Penone. Per scoprire le sculture dei tre artisti, ci si mette in cammino, partendo da Senise e oltrepassando le timpe di Noepoli, fino alla fiumara del Sarmento, dove si trova il Teatro Vegetale dello scultore Giuseppe Penone, esponente dell’Arte Povera. Bisogna invece percorrere il sentiero da San Severino Lucano alla timpa della Guardia per arrivare alla giostra, con 12 braccia e navicelle, dell’artista Carsten Höller. Infine, a Latronico, nella valle del Sinni, c’è l’Earth Cinema (un “taglio” di cemento di 45 metri dentro il terreno dove incontrare immagini e suoni) dello scultore angloindiano Anish Kapoor.

La giostra di Carsten Höller

La giostra di Carsten Höller – Foto Facebook / ArtePollino

Umbria, Campo del Sole

Il Campo del Sole è stato realizzato nella provincia di Perugia, tra il 1985 e il 1989 sotto la direzione artistica di Enrco Crispolti, su progetto di Pietro Cascella, Cordelia Von den Steinen e Mauro Berrettini. Per ammirare le opere bisogna partire da Tuoro sul Trasimeno. L’opera è un’architettura di sculture, composta da 27 colonne azzurre in pietra serena locale. Gli artisti hanno potuto esprimere la propria creatività intorno al tema della colonna dando “vita” a una spirale di grande dimensione costituita dalle 27 colonne che, insieme, formano un’opera immensa.

Toscana, da Villa Celle a Volterra fino al Chianti senese

A 40 chilometri da Firenze, tra le colline pistoiesi, si trova Villa Celle con il suo parco di 20 ettari con piante centenarie, boschetti e angoli di pace. In questo incredibile luogo si trovano le installazioni e sculture, tra le più importanti al mondo di arte ambientale: la collezione Gori. Sono creazioni monumentali commissionate nell’arco di trent’anni. Ne è nato un percorso che coinvolge, oltre alla fattoria e alla cascina, la voliera realizzata dal poeta-architetto Bartolomeo Sestini, la palazzina del tè, il monumento egizio, le scogliere con le cascate, i laghetti.

Un’altra tappa è nelle campagne di Volterra dove si può improvvisare una piccola caccia al tesoro con le enormi opere di Mauro Staccioli. Persi tra campi e burroni, si trovano dieci (tra cui il Portale, i Prismoidi, Primi passi) dei diciotto 18 lavori esposti nel 2009 per la mostra itinerante Luoghi di esperienza, donati poi in via permanente dall’artista, scomparso nel 2018, alla sua città.

Cerchio di Mauro Staccioli, a Volterra

Foto di Giuseppe Milo – CC BY 3.0

Anche al Parco Sculture del Chianti di Pievasciata, nel cuore del Chianti senese, si trovano opere realizzate con i materiali più diversi (bronzo, ferro, granito, marmo, vetro, neon). Si trovano, ad esempio, l’opera in vetro del greco Costas Varotsos che sembra emergere dalle rocce come un vortice verso il cielo e la maestosa chiglia di una nave in lava vulcanica di Kemal Tufan, fino al sentiero di acciaio con effetti acustici di William Furlong.

Lazio, Arte sui Cammini

Il progetto Arte sui Cammini lungo i percorsi storico-religiosi del Lazio disvela ben 26 opere di land art (sculture di ferro, di marmo o di radici; installazioni sonore, dipinti murali, ma anche performance). Il parco di Vejo, sulla Francigena del Nord, ad esempio, ospita Three Gates of IN-Perfection: trittico sulla dimensione spirituale del cammino e Atlante di Davide Dormino, scultura in marmo che riproduce la prima vertebra tra cranio e spina dorsale. Le opere si trovano sul Cammino di Francesco,  su quello di San Benedetto, su due tratti della Via Francigena:

Nel Viterbese, piante e sculture dialogano nel giardino La Serpara, nato grazie all’artista Paul Wiedmer  vicino a Civitella d’Agliano. Un luogo di contemplazione che dal 1997, accoglie nuovi artisti internazionali (fino ad ora 30).

 Trentino Alto Adige, da Respirart a Smach 

A Pampeago, nella Val di Fiemme, dal 2011 il Parco ha iniziato a riempirsi di opere di land art realizzate da artisti locali e internazionali, con l’obiettivo di creare un dialogo tra arte contemporanea e le guglie dolomitiche del Latemar. Respirart è un percorso ad anello dove sono distribuite le installazioni di artisti come Hidetoshi Nagasawa, Dorota Koziara, Olga Ziemska, Gordon Dick e Marco Nones. Opere che dialogano con il magnifico panorama, Patrimonio Naturale dell’Umanità dell’Unesco e che si trasformano con le stagioni e con il tempo.

RespirArt

Foto di tatsianakazhamiakina / Pixabay

Sempre in Trentino Alto Adige, tra San Martino in Badia e San Vigilio, si trova il progetto di land art SMACH. Il progetto unisce arte e natura, attraverso un processo di valorizzazione reciproco che regala allo spettatore un’esperienza assolutamente indimenticabile.Si tratta di un progetto sempre in itinere che parte con una call to artist che prosegue poi con la selezione degli artisti realizzata da una giuria di importanti professionisti del settore dell’arte. Una volta individuati gli artisti, in primavera si procede con la realizzazione delle opere nei comuni di San Martino in Badia e San Vigilio di Marebbe.

Stesso discorso per il Bosco Arte di Stenico (di cui ci siamo occupati anche qui). Si tratta di un percorso d’arte contemporanea, ma anche una splendida  passeggiata naturalistica. Un itinerario unico dove le opere di artisti di livello internazionale si fondono con il paesaggio perché realizzate interamente con materiale vegetale proveniente dal bosco o scolpite su tronchi riposizionati.

Risale al 1986 l’itinerario Arte Sella, un esperimento di land art perfettamente riuscito, grazie all’utilizzo dei materiale del Bosco della Valsugana, in Trentino Alto Adige. Sono oltre sessanta le opere distribuite oggi nei boschi della Val di Sella.

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