Wise Society : La rinascita del Mulino Grande di Cusago
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La rinascita del Mulino Grande di Cusago

Grazie al progetto dell’architetto milanese Antonella Tesei, è stata recuperata una struttura che risale al 500, valorizzando il sito, riciclando i materiali e impiegando energia pulita. Il risultato è un mix di design e natura, tecnologia e richiami storici.

Francesca Tozzi
7 Marzo 2012

Recuperare un antico mulino per realizzarvi una struttura d’accoglienza moderna ed ecosostenibile: da questa idea nasce il nuovo Hotel Mulino Grande a Cusago, in Provincia di Milano. Poco distante dal Castello di Cusago, con cui mantiene una costante relazione visiva, e all’interno del Parco Agricolo Sud di Milano.

Foto di Pietro SavorelliIl progetto di recupero architettonico, firmato dall’architetto milanese Antonella Tesei, mette insieme una serie di aspetti: recupero di una struttura storica che risale al 500, valorizzazione del sito, impiego di energia pulita, dalla geotermia per climatizzare gli ambienti ai pannelli solari per scaldare l’acqua. Le soluzioni di questo hotel, che ospita 21 camere e suite, sale meeting, una Spa e un ristorante, sono high-tech ma le suggestioni sono storiche e naturali. A cominciare alla location. Per posizione, tipologia e soluzioni architettoniche, il complesso del Mulino Grande accompagna il passaggio dal tessuto urbano di Cusago all’aperta campagna del Parco Agricolo, caratterizzato dalla presenza della Roggia Soncina che a ovest penetra l’area nel complesso, e dal Fontanile Cristina che ne segna il confine a est. Il mulino, che produceva la farina per il castello e il territorio circostante, è rimasto attivo fino agli anni Settanta. Successivamente abbandonato per quasi trent’anni, torna oggi a svolgere un ruolo dinamico e aperto al territorio nel rispetto e valorizzazione degli elementi storici. L’opera di recupero e trasformazione dell’antico complesso rurale vuole mantenere una relazione con le radici e la qualità del luogo, raggiungendo allo stesso tempo elevati livelli di comfort. La progettista ha affrontato il tema del disegno dell’hotel, conservando l’originaria composizione a corpi separati e recuperando integralmente la struttura del mulino.

Foto di Pietro Savorelli

Se la presenza dei corsi d’acqua è stata determinante per la produttività del Mulino Grande, oggi lo è perché, insieme con l’antico ingranaggio metallico, attribuisce al luogo un fascino d’altri tempi. E proprio le pale metalliche del mulino hanno ispirato ad Antonella Tesei la scelta di utilizzare l’acciaio cor-ten come materiale privilegiato per dialogare ora con le forme e i materiali del complesso cinquecentesco, ora con gli elementi naturali del giardino e del Parco Agricolo Sud. L’acciaio cor-ten, grazie alla sua composizione, è in grado di proteggersi dalla corrosione chimica grazie alla formazione di un film superficiale che dona al metallo una calda colorazione brunita. Per prestazioni e tonalità risulta molto versatile e adeguato sia agli spazi esterni, sia agli ambienti interni. Il cor-ten diventa così il materiale guida dell’intervento architettonico declinato in profilo, superficie, rivestimento, ripiano, parapetto, fino a diventare complemento d’arredo. Ma l’acqua non è presente solo in natura. Il tema del movimento dell’acqua è richiamato e moltiplicato dal disegno della recinzione che si costruisce nel segno grafico di leggere onde realizzate in profili di acciaio cor-ten. Correndo sinuosamente le une vicine alle altre, circondano con delicatezza tutta l’area, consentendo allo sguardo di attraversarle e di spaziare sulla campagna che circonda l’hotel. E se tutti i materiali presenti nel vecchio edificio sono frutto di un attento recupero degli originali, nel nuovo i pavimenti delle camere sono rivestiti con il legno recuperato dalle strutture dell’edificio demolito, bonificato e reso in doghe.

Foto di Pietro Savorelli

© Riproduzione riservata
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