Wise Society : Il container si rifà il look
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Il container si rifà il look

Riuso, risparmio economico, emergenza ambientale e abitativa: temi, e problemi, molto attuali. Che potrebbero trovare una soluzione sostenibile nei vecchii contenitori. abbandonati dopo il trasporto e altrimenti destinati alla distruzione

di Sabrina Sciama
12 luglio 2010

Nel mondo circolano quasi 20 milioni di container e quasi altrettanti giacciono uno sopra l’altro nei piazzali dei porti in attesa di essere demoliti. Per le compagnie marittime, infatti, risulta spesso più dispendioso riportarli vuoti nel luogo di partenza per riutilizzarli che riacquistarne di nuovi.

L’opportunità di riuso e riciclo, quindi, non può sfuggire: la modularità, l’impilabilità, la possibilità di accostare e fondere più elementi stimola la creatività di progettisti e al tempo stesso attira per il potenziale abbattimento dei costi.

 

ContainerCone è noto, i container sono  strutture in lamiera nate per contenere merci e non persone. Quindi il passo importante per renderli abitabili è quello di studiarne bene la coibentazione. Un aspetto approfondito dall’italiana Artcontainer che dal 2009 si dedica alla trsformazione di container usati in case mobili low cost ad alta efficienza energetica. “Il nostro sistema coibentante non è semplicemente sandwich poliuretanico a basso prezzo ma è composto da varie tipologie di materiali completamente riciclabili”, spiega Antonio Montanari. “I costi sono minori di una costruzione in muratura ma non inferiori a una casa in legno di buona qualità”.

 

La Artcontainer sta collaborando con il Politecnico di Milano e con diversi architetti per la progettazione di residenze per studenti, chioschi, stabilimenti produttivi, strutture turistiche, case. Recentissima la collaborazione con lo studio AstoriDePontiAssociati il cui progetto Green Frame Home verrà presentato a Verona in occasione della fiera Abitare il Tempo (16-20 settembre 2010). Il progetto insiste proprio sul ciclo di vita di questo prodotto: il container non solo è dotato di fascino industriale, ma restituisce una seconda vita a una struttura destinata ad essere dismessa.

 

I progetti spagnoli

 

Di particolare interesse, i progetti dello spagnolo Luis de Garrido delle R4House (le 4 R stanno per: Riutilizza, Recupera, Ricicla, Ragiona), case bioclimatiche con materiali riciclati con un consumo energetico pari a zero e senza generare residui nella composizione o nello smontaggio.

 

A parte il loro carattere totalmente ecologico, le due case sono decisamente economiche: una ha una superficie di 150 metri quadrati e un costo di costruzione di 60 mila euro, l’altra parte da una tipologia con una superficie  di 30 metri quadrati e costa 12 mila euro. La struttura portante è stata realizzata utilizzando sei container portuali che danno flessibilità, possibilità di riutilizzo e un costo molto competitivo difficilmente raggiungibile in altro modo. Nella costruzione delle due strutture non si è generato alcun tipo di residuo: tutti i materiali sono utilizzati fino all’ultimo frammento.

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Le esperienze già avviate

 

Interessante l’esperienza olandese di Tempohousing con Keetwoonen, un complesso di mille alloggi per studenti ad Amsterdam che però lavorano su container marittimi nuovi (non si tratta quindi di vero e proprio riciclo) che hanno comunque come vaore aggiunto una serie di qualità: standardizzazione,  facile trasporto, basso costo, inalterabilità della struttura in acciaio, versatilità dei moduli ed elevata possibilità di assemblaggio e  riuso. Ogni studente dispone di un container di circa 30 metri quadrati completo di camera da letto, bagno e cucina personale, luce, acqua, riscaldamento, aria condizionata e connessione internet wifi, per un costo mensile di 300 euro. Il progetto si estende su un’area di 17.200 metri quadrati con la disposizione di 6 corti aperte composte da 2 file di container prefabbricati per studenti Tempohousing, assemblati su 5 livelli.

 

Altri esempi di riuso arrivano dalla Gran Bretagna con i progetti di Containercity che annunciano tempi di realizzazone di 3-4 giorni e dall’Australia, dove Matthew Grace ha progettato resPOD riciclando i container da spedizione: casa modulare, sostenibile, realizzabile in 8-10 settimane e utilizzabile come ricovero di emergenza ma anche come casa per le vacanze o come residenza principale. Il progetto prevede tre ripologie da 27, 56 e 104 metri quadrati, comprensivi di impianti e ampie finestrature. C’è la possibilità, inoltre, di scegliere fra un rivestimento esterno in legno o in colorbond (acciaio zincato corrugato).


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