Wise Society : In Romagna nasce la prima panchina social e sostenibile
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In Romagna nasce la prima panchina social e sostenibile

Progettata dal designer Manolo Benvenuti, è dotata di schienale che può ruotare per favorire l'interazione tra le persone

25 giugno 2014

Pennabilli panchine sociali materiali di scarto ecosostenibile design socialeNon sono semplici panchine quelle che si vedono per le vie di Pennabilli, ridente paese dell’appenino romagnolo in provincia di Rimini. Ma vere e proprie piattaforme sociali dove potersi sedere e che, grazie allo schienale che può ruotare di 360 gradi, favoriscono l’interazione tra le persone. Nate dall’idea di Manolo Benvenuti del laboratorio Design Urbano Sostenibile, le sedute sono realizzate con materiali di scarto provenienti da un’azienda della zona che lavora le travi.

«Gli schienali sono ruotabili in modo da mettersi in circolo e stimolare l’interazione tra le persone», racconta Benvenuti spiegando come l’idea delle panchine nasca dalla volontà e dal piacere di passare del tempo insieme. «Con queste panchine – aggiunge – sarà possibile leggere un libro ma anche guardarsi negli occhi e chiacchierare insieme per conoscersi».

Per ora le panchine installate sono 4, tre delle quali nella parte alta del paese dove sorge l’Orto dei frutti dimenticati, il museo a cielo aperto che raccoglie frutti appartenenti alla flora spontanea delle campagne appeniniche voluta dal maestro del cinema Tonino Guerra, che a Pennabilli risiedeva. E una molto più grande nella piazza principale del paese.

Perché come dice, Manolo Benvenuti «È sufficiente un po’ di fantasia ed elasticità mentale a liberarci dai modelli standard che ci vengono storicamente inculcati. Il mio progetto di recuperare i rifiuti all’architettura e al design, vuole rendere concreto, attraverso iniziative laboratoriali e artistiche, il concetto d’energia creativa, o meglio trasformativa. Energia che scuote la pigrizia mentale, attiva riflessioni e interventi in grado di resistere alla forza centrifuga dei messaggi omologanti e deleteri che ci assediano».

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